Rea prepara il debutto MotoGP™ a Misano

Jonathan Rea pre-Misano interview
giovedì, 13 settembre 2012

Pensieri e aspettative del pilota nord irlandese Jonathan Rea a poche ore dall’inizio del gran Premio di Misano, suo debutto ufficiale nel Campionato del Mondo MotoGP.

Il pilota del team Ten Kate Honda, diviso tra gare SBK e test MotoGP, ha parlato con MotoGP di questo ultimo periodo un po’ movimentato. “Non ho tenuto il conto di tutti i Paesi in cui sono stato recentemente, sono moltissimi, ma quando il motivo è Honda e sostituire Casey Stoner, è tutto molto relativo. Sono rimasto un po’ sorpreso perché la priorità era WSBK, ma la possibilità di montare su una MotoGP, la miglior Honda in circolazione se non bastasse, è stato fantastico. È stata dura all’inizio per essere presente ai test di Brno, ma poi è andato tutto più tranquillamente. È una grande esperienza”.

“La richiesta da parte di Honda è arrivata mentre mi trovavo in Russia. Sono arrivato a Brno alle 2 del mattino, la mattina dei test. Quindi poche ore di sonno e subito in pista. Da lì una settimana a casa, molto rilassante alla Isola di Man tra divano e un po’ di allenamento. Poi due giorni di test ad Aragon, da lì al Nurburing e ora qui a Misano”.

Le richieste di una MotoGP sono diverse, e Rea ne è ben consapevole: “È dura, più che altro cambiare da moto a moto che sono totalmente differenti. È difficile mostrare tutto il mio potenziale in queste condizioni e con gomme così diverse. Già al Nurburing ho fatto uno stupido errore sull’anteriore e forse stavo pensando alle linee di MotoGP. Qui devi fidarti al 100% la moto e non è facile. Bisogna cambiare molto. Utilizzare gli angoli delle gomme o i freni fino al centro delle curve mantenendo una buona velocità. Sono queste le cose che ho dovuto imparare rapidamente. Ora so esattamente cosa fare, ma non è per nulla semplice”.

Sulla sua prima da pilota del Campionato del Mondo MotoGP, Rea conclude: “Non conosco granché Casey, ma mi dispiace che non sia qui. Sono un suo fan per il suo talento e per il suo stile di guida. D’altra parte arrivare in questo paddock e avere la possibilità di correre con i migliori del mondo è un sogno che si materializza. Da piccolo il mio eroe era Kevin Schwantz e lui correva in MotoGP”.

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