Ezpeleta annuncia grandi cambiamenti in MotoGP nel 2013

venerdì, 13 gennaio 2012

Il CEO di Dorna Sports reputa di fondamentale importanza un accordo con i costruttori al fine di ottenere un abbassamento dei costi della MotoGP senza però pregiudicare lo spettacolo.

Carmelo Ezpeleta, CEO di Dorna Sports, ha preso parte al Wrooom 2012 attualmente in corso a Madonna di Campiglio, dove ha illustrato le linee guida sulle quali si baserà il futuro della MotoGP™.

La griglia di partenza MotoGP per la stagione 2012 vedrà allinearsi 21 moto, per l'esattezza 12 ufficiali e 9 appartenenti alla nuova categoria CRT. A tal proposito spiega: "Dobbiamo subito fare due cose: la prima è quella di cercare di mantenere più compatta possibile la griglia, e con questo non voglio dire che venga cancellata ogni differenza, però provare a rendere il più simile possibile le CRT e le moto ufficiali. La seconda questione riguarda il verificare che i prototipi ufficiali non vengano sviluppati ad un livello tecnologico che li porti a prestazioni potenzialmente pericolose, con conseguenti costi ingestibili. Il problema non tocca solo la riduzione dei costi, ma è evidente che se qualcuno investe parecchio poi vince il Campionato e, se vuole, può sparire senza lasciare alcuna traccia".

In questo senso Ezpeleta fa sapere che il dialogo con i costruttori è continuo: "Ci sono tre case, Ducati, Yamaha e Honda, e al momento sto parlando con ognuna di loro proponendo idee per rendere il Campionato più competitivo. Alla base del motociclismo vi è la combinazione di spettacolo e tecnologia. In tempi di crisi, se proprio dobbiamo tagliare qualcosa deve trattarsi della tecnologia e non dello spettacolo, per il quale pagano caro sia le emittenti televisive che i circuiti. Intanto porto avanti le mie trattative con i tre costruttori e sono convinto che al massimo per maggio avremo già un'idea chiara di come sarà il Campionato a partire dal 2013".

Il CEO di Dorna Sports proverà a convincere i costruttori della bontà di questi cambiamenti: "Ducati, Yamaha e Honda sono ben consapevoli della situazione anche perché la crisi le sta toccando in prima persona", afferma. "Il problema è che la loro priorità è sempre stata lo sviluppo tecnologico. Ciò non ha fatto altro che aumentare vistosamente i costi delle moto. A tutto questo si aggiunge poi il fatto che la tecnologia, che ha reso velocissime le moto di testa, è andata ad intaccare lo spettacolo, vista la netta superiorià dei prototipi ufficiali. Sono convinto che da entrambi i lati ci sia la disponibilità e la voglia di risolvere questa situazione. In caso contrario, noi abbiamo alcune idee, come l'introduzione di una centralina unica o un numero limite di modifiche che entrerebbero in vigore già dal 2013".

"Secondo i costruttori, l'introduzione della centralina unica è l'ostacolo maggiore nel prosieguo dello sviluppo tecnologico. Vedremo quale sarà la maniera migliore per limitare le prestazioni - e di conseguenza i costi - per far si che le moto di una squadra satellite richiedano al massimo un milione di euro a stagione".

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