Fenati: "Vogliamo colmare il gap con le KTM"

fenati interview pre mugello
martedì, 28 maggio 2013

Un inizio di stagione complicato per la promessa del motociclismo italiano che spera di tornare grande già in questo 2013 per ora deludente ai comandi della FTR Honda del team San Carlo FIM Italia.

 

 

motogp.com: Prima che cominciasse la stagione e prima dei test, che aspettative/sogni avevi?

Romano Fenati: Durante l’inverno il team ha lavorato molto insieme ad HRC ed insieme a FTR, Lo sviluppo è stato enorme, ma quando la moto è scesa in pista i problemi erano parecchi. È stato difficile risolverli e ne abbiamo ancora molti. Abbiamo iniziato male, adesso miglioriamo poco a poco. Sinceramente pensavo di poter lottare per le prime posizioni in tutte le gare…

motogp.com: E invece no…

RF: Abbiamo un sacco di problemi con la moto ed è veramente difficile andare forte. C’è un grande gap con le KTM. La differenza c’era già nel 2012, ma quest’anno le KTM hanno fatto un gran passo in avanti e sono le moto da battere. È la moto che ha trovato il giusto equilibrio tra telaio e motore, e vanta anche i migliori piloti del Campionato perché Maverick è molto forte, ma anche Rins, Salom, Folger e tutti gli altri, Niklas Ajo…Sono tutti bravi, quindi KTM è un bel mix e hanno delle moto che fanno veramente paura!

motogp.com: KTM ha fatto un passo in avanti e Honda?

RF: Forse non pensavano (la Honda) che loro (KTM) facessero tanti passi in avanti. Noi (Honda) invece abbiamo fatto un piccolo sviluppo, che sembrava enorme, ma in realtà non lo è e ce la stiamo mettendo tutta per recuperare. Questo mi ha dato fastidio le prime volte che scendevo in pista quest’anno nei test e nelle prime gare, pero adesso piano piano… Diciamo che mi sto abituando a lottare per la decima posizione! (ride). Piano piano dalla decima passeremo alla nona, poi all’ottava, e speriamo di arrivare alla prima in breve.

motogp.com: Potenza del motore a parte, cosa manca alla tua moto per essere come la KTM?

RF: Milioni di piccoli problemi! Ci manca potenza nel rettilineo, ma anche guidabilità nelle curve…  È difficile l’inserimento in curva e non c’è accelerazione sufficiente quindi è difficilissimo, perché se provi a spingere un po’ di più, cadi… Se invece ti tieni un po’ più indietro, è veramente molto difficile trovare l’equilibrio…Diciamo che fare una moto per un pilota è complicato, vedi Antonelli: lui fatica sull’anteriore e io lo capisco perché a me succede… Lui spinge, e quando prova a spingere cade, anch’io sono caduto, quindi… Abbiamo tutti gli stessi problemi e siamo tutti troppo indietro, potremmo essere molto più avanti.

motogp.com: Come spieghi la gara del Texas dopo un fine settimana dove sei stato anche primo nelle libere?

RF: Sono sempre stato veloce nelle piste che non conosco e forse mi ha aiutato nelle libere. Poi però arriviamo alle qualifiche e siamo già troppo dietro. Quando i rivali si mettono a posto, noi arretriamo. Poi in gara stavamo facendo una bella rimonta, purtroppo si è rotto il motore, ma sono cose che succedono…

motogp.com: Hai tanti problemi, ma li hai identificati. Avete qualche novità per il Mugello?

RF: Si, al Mugello avremo delle componenti nuove di FTR, soluzioni per il telaio anche se non è un punto debole, più che altro (quello che dovremmo migliorare) è nella guidabilità, nel rendimento del motore.

motogp.com: Parliamo adesso della prossima gara al Mugello…

RF: Il Mugello è una pista fantastica, probabilmente la più bella, è la pista di casa, tanti tifosi, ad ogni sorpasso si sente il pubblico esultante. La famosa frase "Al Mugello non si dorme" esiste perché una volta si portavano i motori in pista, per fare casino, io ce l’ho uno a casa che ogni tanto accendo in garage, perché i miei andavano al Mugello".

motogp.com: Come descriveresti la pista di un punto di vista tecnico?

RF: Il Mugello è una pista lunga, veloce e allo stesso tempo tecnica. Diciamo tecnica come il Sachsenring e veloce come Sepang, però devo dire che sono le altre che assomigliano Mugello, non il Mugello alle altre. È fantastica, la pista è molto larga, ci sono dei bei tornanti lunghi, stretti, le "S" veloci, il piano… È una pista completa, perfetta.

motogp.com: Sei il "prodotto" di un progetto della Federazione italiana per portare più piloti italiani nel Campionato. Come vedi questo progetto?

RF: La Federazione da una mano ai giovani fin dalle minimoto, e lì fa crescere fino ad arrivare al mondiale come ha fatto con me e con Niccolò, quindi diciamo che un paio di prodotti buoni li ha creati. Le altre Federazioni iniziano a copiare il modello italiano. I piloti vengono aiutati a livello finanziario, anche coloro che chiudono il progetto con la FIM… è come un’ala dove puoi sempre rifugiarti.

motogp.com: Senti qualche tipo di pressione nell’essere considerato il futuro dei piloti italiani?

RF: Pressioni non ce ne sono, perché alla fine non bisogna avere pressione di nulla, ma il tifo c’è.

motogp.com: Molti pensano che tu possa essere la prossima "big star" del motociclismo italiano?

RF: Spero di si… Spero di essere il prossimo pilota italiano, magari insieme a Niccolò (Antonelli). Siamo cresciuti insieme e adesso anche lui sta facendo vedere belle cose.

motogp.com: Come vedi il tuo prossimo futuro (magari lontano dal team della FIM)?

RF: Adesso si pensa alle gare di quest’anno, poi a novembre vedremo. Non mi interessa con che squadra, ma io voglio vincere il mondiale un giorno e poi fare il salto a Moto2, anche se adesso mi concentro solo su questa stagione.

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