Ambrogio Racing si allena…col rugby

venerdì, 7 marzo 2014

L’obiettivo della squadra che corra con la Mahindra è podio, in quella che sarà la stagione più difficile degli ultimi anni in Moto3™. E, per farcela, Binder e Danilo prendono esempio dal rugby.

Tra pochi giorni, si farà sul serio. Brad Binder e Jules Danilo tirano un respiro di sollievo: hanno trascorso un inverno speciale, sulle montagne del Mugello, in un training che ha mescolato i modelli di allenamento dei motociclisti a quelli dei rugbisti. Hanno passato ore in mezzo al fango, ed in strane attività di fatica, che nemmeno pensavano si potessero immaginare.

Tornare in sella alle moto, nella routine del Gran Premio, sarà un “sollievo”. Con un obiettivo: puntare in alto. Perché dopo tanta fatica, una ricompensa ci deve essere per forza. Lo hanno dichiarato senza mezzi termini a Firenze, alla presentazione ufficiale della stagione. Ma giusto il tempo di farsi vedere, perché per loro l'allenamento continuava anche la sera.

“So dove voglio arrivare, in questa stagione: sul podio – afferma il sudafricano Brad Binder -Sarà  un campionato tra i più difficili degli ultimi anni: sono in lizza quattro Case e diversi telai; molte squadre si sono rafforzate ed alcuni tra i piloti di vertice dell'anno scorso sono passati alla Moto2, lasciando libere caselle a cui tutti noi piloti aspiriamo.”

E continua: “Ci sarà da sgomitare, in un quadro di concorrenza fortissima. Il più piccolo errore ti relegherà ai margini. Mi sono rotto le ossa, quest'inverno, in una preparazione così attenta, così intensa come non mai. La pianificazione del lavoro sotto stress mi ha ricordato, ogni giorno, cosa significhi affrontare una gara. Ho capito che un pilota del Motomondiale non si può rilassare mai; ma sono anche convinto che posso fare una bella stagione”.

“E' bellissimo allenarsi scendendo in mountain bike – commenta il francese Jules Danilo - Il brutto è che, prima di scendere, bisogna salire. Per non parlare del resto del programma di training. Non mi era mai capitato di faticare a questo modo: dopo una settimana, per camminare dovevo impegnarmi seriamente... ho raggiunto un livello che non credevo possibile, per me. Non vedo l'ora di affrontare gli ultimi test e, soprattutto, la prima gara, per verificare il nostro potenziale: sarà un campionato emozionante”.

“Non abbiamo cercato piloti che fossero già campioni consolidati, ma ragazzi da formare – dice Fiorenzo Caponera (Team Manager) - Farli diventare professionisti è la nostra vocazione; poi, anche vincere, se ci riusciamo: perché no. Di sicuro, vogliamo vederli costantemente nei primi dieci, perché trovarsi in quel gruppo significa potersi considerare di diritto tra i protagonisti di un campionato tra i più difficili del mondo, ed avere raggiunto il primo obiettivo (il professionismo). Un desiderio supplementare lo abbiamo, però: l'anno scorso siamo arrivati ad un soffio da dove ogni pilota e squadra vuole essere, con un quarto posto. Quest'anno, siamo intenzionati a compiere un altro passo in avanti, e salire il primo scalino del podio.”

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