Il team GO&FUN Honda Gresini in Texas con grandi motivazioni

martedì, 8 aprile 2014

L’avveniristico Circuit of the Americas, progettato dal noto architetto Hermann Tilke, è entrato nel calendario della MotoGP lo scorso anno colpendo subito positivamente la maggior parte dei piloti per i suoi saliscendi e il particolare mix tra veloci cambi di direzione e parti più guidate.

La MotoGP riaccende i motori questo fine settimana nella “capitale mondiale della musica live”, Austin: il 13 aprile è infatti in programma la seconda tappa stagionale, il Grand Prix of the Americas, sul suggestivo tracciato che sorge alle porte della città texana, famosa in tutto il mondo per la vivace scena musicale e per i concerti che si susseguono senza sosta.
 
Il Team GO&FUN Honda Gresini guarda alla trasferta negli Stati Uniti con grande ottimismo: nonostante la caduta a due giri dal termine del Gran Premio del Qatar, Alvaro Bautista è convinto di poter replicare l’ottima competitività messa in mostra durante la gara di apertura:

“Nonostante la caduta, il weekend di gara in Qatar è stato decisamente positivo, perciò arriviamo in Texas carichi di energia. Dovremo lavorare bene per trovare un buon set-up che consenta di affrontare bene sia la prima parte veloce, caratterizzata da tanti cambi di direzione, che quella più guidata, dove si trovano tre o quattro curve molto strette. L’obiettivo è provare a stare tra i più veloci sin dal primo turno, come accaduto a Losail”.

Scott Redding, risultato il miglior rookie a Losail grazie a un’eccellente settima posizione, tenterà di confermarsi il più veloce tra i piloti in sella alla Honda RCV1000R “Open”:

“Correre con la MotoGP sul Circuit of the Americas sarà molto interessante. Mi sento molto a mio agio su questo tracciato, infatti lo scorso anno in Moto2 fui molto veloce, siglando la pole position con un vantaggio di sei decimi di secondo su tutti gli altri. Penso inoltre che la pista si adatti bene alle caratteristiche della nostra moto, sia per quanto riguarda la maneggevolezza che la stabilità nei punti di frenata.

Dovremo lavorare bene sul fronte pneumatici, perché quello di Austin è un tracciato esigente da questo punto di vista e probabilmente saremo costretti ad utilizzare in gara l’opzione più dura, anziché la morbida come fatto in Qatar”.

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