Petrucci: ‘finire a punti equivale a un podio’

mercoledì, 2 luglio 2014

Il pilota ternano del team Octo IodaRacing rientra ad Assen dopo 4 gare d’assenza forzata con un prestazione superba, oltre la soglia del dolore. Partito in ritardo, è riuscito a finire a punti, lottando con a viso aperto. Ecco cosa ha detto a motogp.com, tra un racconto e una battuta...

Allo start di Assen sei rimasto inchiodato al palo, poi peró hai fatto un garone e hai finito in zona punti. Con che spirito sei ripartito?

Non sapevo esattamente cosa aspettarmi da Assen, era da tempo che non salivo in moto perchè le condizioni precarie del polso non me lo avevano permesso. Purtroppo in partenza non avevo abbastanza sensibilitá alla mano per via delle infiltrazioni e quando sono andato a tirare la frizione, il braccio ha ceduto e la moto si è spenta. Ho vissuto un attimo di panico perchè dietro di me avevo due file di moto e la safety car. Sono sceso subito e ho messo la moto in folle; per fortuna il mio meccanico [Tiziano Verniani] era lì al muretto, lo ha saltato e mi aiutato a ripartire. Purtroppo in quel frangente ho perso oltre 20 secondi.

Quando mi  sono visto fermo in griglia l’ho data ‘persa’ e mi sono detto: o compio un miracolo e tiro fuori tutta la cattiveria che ho accumulato a star 4 gare fuori, oppure mi sdraio!

E ci sei riuscito?

 In realtá è stato un... ‘mezzo miracolo’: avevo le gomme rain con la pista per metá umida e per metá asciutta e in quelle condizioni mi sono sempre trovato bene, perchè io vengo dal fuoristrada. Recuperavo oltre 5 secondi al giro ai piloti che mi erano davanti: Pol Espargaró che  guida una MotoGP, Redding e Abraham con le Open e tutti gli altri che non avevano avuto problemi allo start. Nei primi giri ero sul passo di Pedrosa. Quando poi abbiamo cambiato moto, mi sono ritrovato dietro Lorenzo e l’ho passato... lì per lì non ci credevo nemmeno io! [ride].

 Dopo un paio di giri peró il polso ha iniziato a farmi male e verso la fine della gara mi ha passato anche  Abraham ma ormai avvertivo dolori in tutto il corpo, persino alla schiena. È stata una gara molto movimentata, mi sono divertito tantissimo.

A tal proposito, come procede la tua convalescenza? E quanto incide sul tuo rendimento?

Molto, purtroppo. Da quando ho tolto i chiodi il polso non fa molti progressi. In quella zona c’è la piú alta concentrazione di ossa del nostro corpo: i legamenti li tengono uniti e per un pilota che necessita delle mani per guidare è veramente dura! Non posso fare nessun tipo di allenamento, nessun tipo di esercizio, per non sforzare la mano. Avverto ancora molto dolore, temo che ci vorrá ancora molto tempo.

Come hai trovato la moto dopo quattro gare di assenza? E quali saranno i prossimi step?

Aprilia ha sempre continuato a lavorare sodo, prima con Michel Fabrizio, poi il collaudatore Alex Hofmann. In questi giorni c’è Biaggi al Mugello, ma con la moto 2013 dotata della centralina Aprilia: mercoledì  proverá con la moto 2014 (quella con cui corro io), lui sicuramente saprá dare indicazioni importantissime. Contavo di partecipare anch’io, ma dopo la gara di Assen mi si è infiammato il tendine ed ho ancora un grande ematoma in evidenza. I ragazzi hanno fatto un bel lavoro: manca ancora qualcosina dalle Honda, a me invece manca ...un braccio! [ride] Scherzi a parte, lo scoglio piú grande è adattare al centralina Marelli alla moto. Non dimentichiamo che abbiam saltato i test pre-campionato, e durante le gare la tensione dell’evento non aiuta. Sono peró contento del risultato di Assen: ci siamo tenuti dietro diverse moto, molto piú quotate della nostra e spero di poter migliorare ulteriormente anche al Sachsenring.

Proprio in Germania la stagione arriverá al suo giro di boa, qual è l’obiettivo della seconda parte?

Far tornare Aprilia nelle posizione che le spettano, perchè la nostra moto ha un grandissimo potenziale che non rispecchia quanto finora espresso. Io personalmente vorrei  arrivare costantemente in zona punti, ma non è facile: quest’anno il livello si è notevolmente alzato; vediamo addirittura delle moto ufficiali che fanno fatica a entrare nelle Q2.

L’anno prossimo ci sará il grande rientro di Aprilia in MotoGP. Cosa puoi dirci sul tuo futuro?

Io ancora non ho parlato con Aprilia, nè conosco i programmi: ricordiamo che la Casa di Noale è impegnata sia nella MotoGP sia nella Superbike con investimenti importanti. Ma sono contento nel constatare tutto l’impegno che ci stanno mettendo. Sinceramente a me piacerebbe tanto continuare con loro ed esser l’anno prossimo un pilota ufficiale.

Qual è il ‘Petrux-pensiero’, ossia il tuo approccio alle gare?

Io so chiaramente che non posso partire per vincere. Di base, la moto migliore va al pilota migliore, non c’è nulla di regalato in questo mondo. Io parto dal fondo e cerco di risalire. C’é poi la ‘gara nella gara’: per me una vittoria è riuscire ad entrare tra il 10º e il 15º posto. Inoltre noi abbiamo delle moto che sono ancora delle ex-CRT (come le Avintia e le PBM) e pertanto inferiori a quelle che possono esser le altre ‘Open’. Ma ci stiamo comunque avvicinando sempre piú, finire a punti in una gara per noi vale come un podio. Come quella di sabato scorso!

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