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La sfortuna di Sanna

La sfortuna di Sanna

Simone Sanna #16 (Safilo Oxydo Race) un quarto posto che non soltanto non lo soddisfa, ma che al contrario lo lascia con una bella dose di rabbia in corpo: questo il sentimento del pilota toscano di Borgo San Lorenzo dopo questa gara portoghese. Il motivo è presto detto: un problema al comando della frizione gli ha impedito dapprima di stare col gruppo dei migliori e poi di giocarsi tutte le carte nel duello mozzafiato col giovane leader del campionato, lo spagnolo Elias: ´Nell´ultimo giro mi ha passato perché non riuscivo più a tirare la leva della frizione, altrimenti sono convintissimo che lo avrei battuto. Ma non solo: da circa metà gara, quando ho cominciato a staccarmi dai primi, la leva si era indurita. Ho mollato un po´ perché scalare le marce in quella situazione è più difficile, ma anche per prudenza: se succede qualcosa al motore o al cambio, infatti, la frizione ti salva dal bloccaggio della ruota posteriore. Comunque alla fine ero anche stanco e non ce la facevo proprio a tirare la leva: peccato, perché probabilmente, se tutto avesse funzionato al meglio, avrei anche potuto stare coi primi e giocarmi la gara´.

Lucio Cecchinello #9 (MS Aprilia LCR) un´incomprensibile perdita di aderenza della gomma anteriore al secondo giro e Lucio Cecchinello si è ritrovato a terra. Un vero peccato, ma le gare sono fatte così. Il pilota italiano è ripartito ed ha chiuso al sedicesimo posto: ´Era il secondo giro, non ero partito male, quando l´anteriore ha perso aderenza di colpo senza il minimo avviso: una cosa strana perché avevamo lavorato bene durante le prove e mai era accaduto qualcosa di simile. Non credo che si sia trattato della gomma non ancora in temperatura, ma forse di un po´ di sporco in pista perché immediatamente dietro di me è caduto anche Olive. Io non mi sono accorto di essere stato toccato, così credo che le due cadute siano indipendenti´.

Max Sabbatani #11 (Bossini Fontana Racing) il nono posto non soddisfa appieno un pilota ambizioso come il romagnolo che come spesso gli accade ha dovuto arrendersi al degrado delle pur ottime coperture standard della Dunlop:´C´è poco da fare all´inizio ci si può difendere, anzi le gomme vanno benissimo, però verso la fine della gara la differenza con le gomme ufficiali degli altri è troppo grande perché quelle standard durano qualche giro meno´.

Gino Borsoi #23 (LAE UGT 3000) ha sofferto come un cane viste le sue condizioni fisiche che risentono ancora della caduta in prova di Brno, ma alla fine ha portato a casa il punticino che premia il quindicesimo posto, ma soprattutto il suo sforzo anche se non con abbondanza: ´Peccato aver perso la possibilità di prenderne due di punti, ma alla fine ero sfinito e ho sbagliato l´ingresso nell´ultima curva. Peccato anche non stare bene perché la moto mi sembra che vada benissimo e che sia velocissima, quindi si sarebbe potuto fare un buon risultato. Ma va bene anche così, un punticino che significa un bel ´grazie´ per gli uomini della mia squadra, per l´Aprilia e per l´équipe della Clinica Mobile che mi hanno aiutato moltissimo´.

Aprilia

Tags:
125cc, 2001, Grande Premio Marlboro de Portugal, RAC

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