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Come si diventa Campione del Mondo: terza parte - Jeremy Burgess (2000 -?)

Come si diventa Campione del Mondo: terza parte - Jeremy Burgess (2000 -?)

Jeremy Burgess è uno dei capi-meccanici più ammirati nella storia del MotoGP. Il tecnico australiano ha già vinto il titolo nella 500 ben sei volte: una con Wayne Gardner e cinque con Mick Doohan. Dall´inizio della stagione 2000 lavora con Valentino Rossi nella classe regina del motomondiale.

JEREMY BURGESS

´L´educazione che Valentino ricevette dai suoi genitori quando era bambino fu determinata anche da una serie di persone competenti che ruotavano attorno a lui, nel suo contorno familiare e Valentino potè lavorare a modo suo porprio grazie a ciò. Nell´Aprilia imparò a competere nei Gran Premi e come squadra gli siamo, oggi, ampiamente riconoscenti. Fu ben istruito dalla sua squadra e dai suoi meccanici negli anni che passò nelle classi della 125 e 250 e quando arrivò alla nostra squadra già aveva vinto due titoli Mondiali. Come dice il proverbio, ´Puoi portare un cavallo all´abbeveratoio ma non riesci a farlo bere´. La chiave di ciò fu che Valentino fosse preparato per lavorare con un capo meccanico che gli desse la possibilità di sviluppare una moto molto competitiva nel momento in cui sarebbe diventato un ottimo pilota.

Quando Valentino arrivò alla mia squadra, all´inizio del 2000, vi era grande aspettativa nei suoi confronti. Eravamo sicuri che non avrebbe avuto problemi nel passare alla 500. C´erano molti piloti che probabilmente speravano che lui non fosse così bravo come si prospettava, soprattutto all´inizio, ma tutti avevamo già visto come Max Biaggi si fosse adattato, dopo aver corso nella 250 ed eravamo consapevoli che se Valentino si fosse applicato avrebbe potuto essere altrettanto bravo o addirittura migliore.

Certamente aveva il fisico giusto per guidare una 500. Valentino è una ragazzo forte ed alto e ci sembrava strano che potesse tornare ad una classe come la 125. È come se prendessi Manuel Poggiali, con i suoi 18 anni e lo mettessi su una 500, sarebbe molto duro per lui e non per questo smetterebbe di essere un pilota dal grande talento.

Non credo che ci sia stato un momento particolarmente favorevole negli ultimi due anni nel quale potrei dire che Valentino sia diventato un Campione del Mondo della 500. Abbiamo visto un progresso naturale di miglioramento nella moto, Valentino ha acquistato gradualmente più capacità d´intendimento ed esperienza dei limiti di una 500, una maggiore conoscenza dei suoi rivali e un completo adattamento alle esigenze fisiche´.

´Mi risulta difficile paragonare Valentino a Doohan o Gardner, allo stesso modo non potrei comparare altre due persone che si dedicano alla medesima attività. Tutti facciamo il lavoro in maniera differente e se otteniamo i risultati i paragoni non sono necessari. Sia lavorando con Doohan, Gardner o Rossi il mio obiettivo è quello di ottenere abbastanza informazioni dal pilota che mi permetta di preparare una moto capace di ottenere il miglior tempo. Questo è il modo migliore per sviluppare una squadra: non serve avere uno che va per conto suo .

La migliore qualità di Valentino è che quando scende dalla moto vuole trovare qualche modo per migliorare la messa a punto. Non esiste un solo pilota capace di entrare nel box e dire ´non c´è bisogno di toccare nulla nella moto´, perchè ciò significherebbe che hanno raggiunto il limite delle loro possibilità. Valentino è molto abile nel continuare ad aggiustare e a lavorare sulla moto fino al momento della gara. Sa perfettamente che alle 14 di domenica vuole la moto perfetta e l´unico modo per far sì che questo accada è lavorare logicamente durante le prove di ogni gara.

Tags:
500cc, 2001

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