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Barros commenta la gara, che per lui ha rappresentato il Gran Premio nº 200

Barros commenta la gara, che per lui ha rappresentato il Gran Premio nº 200

Barros commenta la gara, che per lui ha rappresentato il Gran Premio nº 200

Alex Barros ha festeggiato questo fine settimana il suo Gran Premio nº 200 nel Campionato del Mondo. Il brasiliano è il pilota in attività che ha disputato più gare, molte più gare rispetto agli altri piloti nella categoria. Chi si avvicina di più a queste cifre è Loris Capirossi, il suo compagno di squadra, che ha al suo attivo 176 partecipazioni e che recentemente ha infranto il tetto dei 2.000 punti accumulati nel corso della sua carriera sportiva. Sabato, dopo l´ultima sessione di prove, il team Honda Pons ha organizzato una piccola festa per festeggiare questi traguardi dei due piloti. Motograndprix.com ha approfittato dell´occasione per parlare con il pilota brasiliano della sua esperienza nel mondiale e delle sue aspettative nella categoria della MotoGP.

`Non mi sembra proprio di aver partecipato a 200 gare, né mi sembra di aver militato tanto nel mondiale da raggiungere cifre del genere. Semplicemente non guardo le cose da questo punto di vista. La verità è che mi sento un adolescente. Ho una mentalità giovane, a volte non riesco a credere di avere già 31 anni´, dichiara il pilota. `Dal punto di vista fisico sono migliorato molto perché negli ultimi anni ho cambiato il mio modo di allenarmi e adesso mi faccio aiutare da un preparatore. Quando mi hanno fatto notare la quantità esatta delle gare a cui ho preso parte, mi è venuto il desiderio di ringraziare tutti i team con i quali ho corso per l´opportunità che mi hanno dato in questi anni´.

Il pilota di Sao Paulo racconta nei particolari una carriera piena di vicissitudini e di cambi di squadra: `È da quando avevo 19 anni che corro, e mi ritengo un pilota che è sempre riuscito a stare davanti. Sono passato attraverso fasi molto diverse, in squadre diverse e senza dubbio avrei voluto vincere più gare, ma… ho dovuto utilizzare il materiale che avevo a disposizione. Sono rimasto per tre anni con la Cagiva, non vorrei che mi si fraintendesse, ma era difficile essere competitivi con i mezzi che avevamo. Invece, nel periodo in cui sono rimasto con il team Lucky Strike Suzuki (stagioni 93 e 94) sono stato sempre trattato come Kevin Schwantz, mi davano gli stessi materiali. Con Kanemoto, anche se riconosco che è un gran técnico, non c´è stato il `feeling´ che invece ha trovato con altri piloti. E poi anche l´Honda bicilindrica, che guidavo per il team Gresini, non era una carta vincente… Ho l´impressione che avrei potuto aggiudicarmi qualche gara in più se avessi potuto fare affidamento su materiali di qualità migliore´, taglia corto Barros.

Il pilota, che dal ´99 disputa il mondiale con il team Honda Pons, si mostra realista riguardo alle sue possibilità in sella all´Honda NSR 2 Tempi, nell´anno della rivoluzione delle 4 Tempi nella classe regina: `È evidente che il vantaggio delle 4 Tempi è una realtà, e specialmente quello dell´Honda RC211V. A dire il vero però, le gare sono così diverse per le moto a 2 Tempi, che queste ultime hanno i giorni contati. Anche le Yamaha e le Suzuki stanno facendo progressi rapidamente. Io uso la moto e i mezzi che mi danno. A volte è difficile, perché hai degli obiettivi in testa e quando non li raggiungi ti demoralizzi. Bisogna però affrontare la realtà. Devo motivarmi, perché un pilota non è nessuno senza il desiderio di vincere. Mi piacerebbe vincere una gara quest´anno, in un circuito che mi piace, e intendo lottare per fare questi risultati. Non so se sarà possibile, ma ci proverò´.

Tags:
MotoGP, 2002, Alex Barros

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