Per la prima volta su motogp.com?Registrati qui

Acquisto Biglietti
acquisto VideoPass

Il giovane Hopkins convince con i suoi progressi

Il giovane Hopkins convince con i suoi progressi

Il giovane Hopkins convince con i suoi progressi

John Hopkins, il giovane pilota del team Red Bull Yamaha è sorpreso dei suoi progressi nella sua prima stagione nella categoria MotoGP. All´inizio della stagione, di lui si sapeva che aveva vinto il titolo del´AMA Motocross negli Stati Uniti, ma questo giovane di 19 anni ha fatto capire che ha un futuro nella categoria, dopo aver raccolto punti in tutte le gare disputate (ce l´hanno fatta solo quattro piloti della categoria) e arrivando tra i primi dieci in Catalunya dopo essersi quasi aggiudicato la pole. motograndprix.com ha parlato con Hopkins del suo esordio d´impatto nella categoria.

motograndprix.com: Come valuti questo inizio di stagione nel quale ti sei rivelato molto regolare?
John Hopkins: Credo che le cose stiano andando bene e continua ad accumulare esperienza. In alcuni casi non è stato facile conoscere i circuiti e trovare la messa a punto della moto. Sto ancora scoprendo come è fatta. Abbiamo utilizzato una messa a punto di base che ci serve come punto iniziale in tutti i circuiti e che poi adatto al mio stile di guida. Ho lottato per cercare di andare a punti in tutte le gare e lo scorso fine settimana è stata una grande soddisfazione per me arrivare tra i primi dieci perché era il mio obiettivo sin dalle prime fasi della stagione. Quindi ho raggiunto la prima meta dopo sei prove.$$$ mgp: ¿Come è cambiato il tuo stile di guida da quando disputi la MotoGP?
J.H: ¡Mi sono reso subito conto che avrei dovuto cambiarlo in modo radicale, dopo aver guidato quell´antico dinosauro a 4 tempi negli Stati Uniti! Ho la sensazione di essermi adattato abbastanza bene e ho dovuto concentrarmi soprattutto sulla frenata, cercando il limite della 500 e adattandomi alle Dunlop, visto che conoscevo meglio le Michelin. Attualmente la Dunlop ci sta fornendo materiali che ci aiutano molto.

mgp: Il tuo team ha avuto problemi per le lesioni di piloti come McCoy e Bayle. ¿la cosa ti ha influenzato in qualche modo?
J.H: Al momento solo un po´. Sentiamo la mancanza di Garry perché era il nostro pilota principale, incaricato di provare e seguire l´evoluzione delle gomme Dunlop. Da quando non c´è sono diventato io il pilota di punta del team e quindi sento maggiormente la pressione, anche se cerco di non pensarci troppo.

Tags:
MotoGP, 2002, John Hopkins

Altri aggiornamenti cui potresti esser interessato ›