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Roby Rolfo ´prende fiato´ prima di Brno

Roby Rolfo ´prende fiato´ prima di Brno

Roby Rolfo ´prende fiato´ prima di Brno

Si sente spesso dire che dietro ad ogni spettacolo che viene offerto a un pubblico c´è una lunga e difficile preparazione, e questo è vero anche per le gare del Mondiale. Ma il calendario ha delle date fisse, che a volte non permettono a chi sta ´dietro le quinte´ di ultimare tutti i preparativi. Prima dell´inizio del campionato, c´è la fase riservata ai contratti, che coinvolge marche e piloti, che spesso rivoluziona, nel vero senso della parola, la struttura di una scuderia. Una volta raggiunta la formazione di partenza, con la moto e le parti necessarie ad affrontare una stagione del mondiale, si può dare inizio allo spettacolo. Questo se non ci sono inconvenienti.

La preparazione della moto, nel caso di Roberto Rolfo, è stata molto più laboriosa del normale. Spiega il pilota: ´La moto l´ho ereditata da Kato, che ha un fisico decisamente diverso dal mio. È più minuto, pesa circa 20 kg in meno, è più basso, l´intera struttura del suo corpo non ha niente a che vedere con la mia. Quindi all´inizio, non ci siamo potuti concentrare sulla reale messa a punto della moto, per adattarla al mio stile di guida. Nonostante avessimo partecipato attivamente alle attività del precampionato, ottenendo anche buoni risultati, la moto all´inizio della stagione non era ancora in versione definitiva. Non eravamo riusciti a modificarla per adattarla al mio fisico, e questo ha supposto problemi aggiuntivi nella preparazione delle prime attività. Poi a Welkom ci è sembrato finalmente di aver raggiunto una soluzione base, con la quale avevo sensazioni buone e sulla quale si poteva iniziare a lavorare per preparare la moto alle prove del campionato. Una volta trovata la strada giusta, ci siamo dedicati a lavorare sulla messa a punto, per regolare i parametri della ciclistica e adattarli, finalmente, al mio modo di guidare, di gestire la gara e di affrontare le caratteristiche proprie di ogni tracciato. Ovviamente, con queste difficoltà in più, si è inevitabilmente ritardata l´evoluzione della moto incentrata solo sul Campionato 2002 e, una volta convinti di aver trovato la base da elaborare, sono emersi i problemi propri della moto, che continua a volte a mostrare qualche problema in accelerazione´.

Se distoglie lo sguardo dai problemi tecnici e considera i suoi passi nel campionato, il bilancio di Roberto è positivo: ´La mia valutazione di questa esperienza con il team non può che essere positiva, perché sono consapevole che i risultati arrivano soprattutto come frutto del duro e incessante lavoro che da mesi vede impegnato il personale della squadra per superare i problemi iniziali e trovare le fondamenta di un progetto da potermi proporre. In realtà, se guardo indietro, c´è un po´ di rammarico per la gara di Le Mans e del Mugello, dove sono convinto che avremmo potuto anche raccogliere qualche punto in più, ma come ho già spiegato, la moto non era ancora a posto, ed è stata un´ardua impresa conquistare l´ottava posizione (che rappresenta il peggior piazzamento in questa stagione di questo giovane pilota di Torino).

La determinazione e l´ansia di ottenere finalmente un risultato che ripaghi tutti del grande impegno e del duro lavoro, non permette a Roberto di godere appieno della pausa estiva. ´Intendo rilassarmi e riposare, ma senza perdere d´occhio la prossima prova in calendario, la gara di Brno. Credo che unirò riposo e allenamento e mi eserciterò con la bicicletta da montagna, senza interrompere il programma di preparazione che seguo sempre´.

Tags:
250cc, 2002

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