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Andrew Pitt ci parla dei suoi tre giorni di test sul circuito di casa

Andrew Pitt ci parla dei suoi tre giorni di test sul circuito di casa

Andrew Pitt ci parla dei suoi tre giorni di test sul circuito di casa

Il primo giorno di prove a Phillip Island è stato disturbato dal vento, un vento forte che è andato via via peggiorando. Comunque io ero di buon umore perché abbiamo fatto un passo avanti col lavoro che mi ha permesso di andare sempre meglio. Verso la fine della giornata siamo riusciti a settare al meglio la moto. Non è bello quando l'anteriore si alza in accelerazione, soprattutto quando il vento ti colpisce a forza piena, quindi abbiamo lavorato per caricare al massimo l'anteriore e tenerlo a terra, cercando nello stesso tempo di non compromettere il retrotreno. E proprio alla fine, appunto, abbiamo trovato il miglior compromesso. Abbiamo anche regolato in maniera più morbida le sospensioni per copiare maggiormente le buche e contrastare gli effetti del vento.

Il secondo giorno il forcellone posteriore ha cominciato a vibrare in maniera strana tanto da spingerci a sostituirlo con uno nuovo nel pomeriggio. La moto è subito tornata a posto. Siamo quindi passati a provare le gomme e, con quelle che non avevano abbastanza grip, mi sono divertito a scivolare e a farle fumare in uscita dalla più veloce curva a sinistra della pista. Naturalmente ne abbiamo trovate anche alcune che funzionano molto bene e quando abbiamo fatto ancora delle modifiche che ci hanno permesso un ulteriore passo in avanti col settaggio della moto, ero proprio soddisfatto. Il mio tempo più veloce, 1.33,7, l'ho fatto in mattinata e non l'ho migliorato nel pomeriggio solo perché avevo troppe cose da provare.

Purtroppo il giorno seguente, giovedì, non è stato altrettanto fortunato. Abbiamo provato una nuova messa a punto del telaio e del forcellone ma non sono mai riuscito a trovarmi a mio agio. Quindi dopo pranzo siamo tornati alle soluzioni del mercoledì pomeriggio e la moto ha subito risposto bene. Abbiamo provato altre gomme con le quali abbiamo fatto dei lavori sulla distanza. Poi ne ho semplicemente avuto abbastanza: mercoledì ho fatto 85 giri, giovedì ancora di più e ormai eravamo giunti ad un punto in cui non aveva molto senso andare avanti. In generale siamo messi molto bene e, anche se avrei voluto girare più forte, i progressi ci sono stati. Adesso la moto è molto più maneggevole ed io stesso mi rendo conto di guidarla bene!!

Tags:
MotoGP, 2003

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