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Daijiro Kato: in ricordo della stella più brillante del Giappone

Daijiro Kato: in ricordo della stella più brillante del Giappone

Daijiro Kato: in ricordo della stella più brillante del Giappone

Nato il 4 luglio 1976 a Saitama, Giappone, Daijiro Kato ha amato le due ruote fin da bambino. Ad appena tre anni, ha cominciato a guidare le `pocket bike´, affrontando la prima gara due stagioni più tardi. La sua ascesa attraverso i ranghi delle competizioni nazionali è internazionali è stata fulminea e spettacolare, ed è culminata con la vittoria del titolo mondiale della classe 250, nel 2001.

E' poi passato alla classe MotoGP, la massima aspirazione di tutti i piloti di moto, dove, nella stagione del debutto, ha disputato un ottimo campionato e si è proposto come il miglior pilota giapponese di tutti i tempi, la più grande speranza del suo paese per la conquista del titolo della MotoGP. Nel corso degli anni Kato si costruito la reputazione di pilota pulito, tecnicamente completo e di grande carattere, mentre, al di fuori delle piste, la sua natura gentile, e il suo atteggiamento pacato, gli hanno conquistato moltissimi amici, grandi ammiratori e una legione di tifosi fedeli in tutto il mondo.

Dall'età di nove anni, quando ha conquistato il campionato giapponese delle `pocket bike´, Kato ha dimostrato un immenso talento. Nel 1987, a undici anni, è passato alle minimoto dove è stato campione nazionale per quattro stagioni di fila, dal 1988 al 1991. Nel 1992 ha fatto il suo debutto nelle competizioni `dei grandi´ e nel 1994 ha vinto la sua prima gara nel campionato giapponese classe 250, chiudendo la stagione al settimo posto assoluto. Nel 1996 è arrivato secondo nella stessa serie ma il suo nome aveva già conquistato gli onori della cronaca, nel resto del mondo dei motori, grazie alla conquista del terzo gradino del podio nella sua gara del debutto nel mondiale 250cc, a Suzuka, dove ha corso come wildcard.

L'HRC ne ha fatto uno dei suoi piloti ufficiali nel 1997 e lui ha ricambiato la fiducia vincendo il Campionato Giapponese, realizzando la pole position nella 8 Ore di Suzuka e conquistando, di nuovo come wildcard a Suzuka, la sua prima vittoria mondiale. L'anno successivo in quella pista destinata a rivelarsi per lui fatale, ha ripetuto l'impresa, questa volta partendo dalla pole. Il suo grande momento nei GP è però cominciato nel 2000.

Kato ha cominciato la sua prima stagione completa in 250cc correndo per l'Honda Axo Gresini Racing Team, e subito l'accoppiata con la squadra italiana si è rivelata azzeccata. Nel box il suo preciso e attento approccio al lavoro e la sua natura quieta e metodica si sono sposati perfettamente con la passione e l'esuberanza dei suoi colleghi latini. Al di fuori dai circuiti, poi, Kato si è trovato a suo agio nella tranquilla vita di provincia della cittadina costiera italiana dove viveva con la moglie Makiko, ben lontano dalle macchine veloci e dalla vita sotto i riflettori di tanti suoi colleghi. Il suo italiano stentato e un inglese appena più fluido hanno fatto conoscere al paddock sprazzi del carattere che si nascondeva sotto lo sguardo fermo e la corazza del combattente, rivelando un acuto senso dell'umorismo e una natura sensibile e affettuosa.

Nonostante i timori di non potersi trovare subito a proprio agio sulle piste sconosciute del mondiale, Kato, oltre che a Suzuka, ha trionfato a Estoril, Rio e a Motegi, lottando per il titolo fino alla fine con Olivier Jacque e Shinya Nakano. Ha suggellato il suo 2000 ad altissimo livello con la vittoria nella 8 Ore di Suzuka insieme al collega, e caro amico, Tohru Ukawa.$$$ Il proprietario della squadra, Fausto Gresini, non ha perso tempo a confermare l'accordo con Kato per l'anno successivo per il quale il giapponese appariva come favorito alla vittoria per il titolo mondiale. Tuttavia nessuno si aspettava un dominio così totale in quello che per Kato era appena il secondo anno di mondiale, e dove invece il giapponese ha stabilito il nuovo record di vittorie stagionali, cogliendone ben 11, con le quali ha battuto il precedente primato condiviso da piloti leggendari come Mike Hailwood ed Anton Mang, e ha ottenuto il punteggio più alto mai realizzato nella quarto di litro in una sola stagione.

Gresini e Kato hanno continuato insieme anche nel 2002 dove hanno raccolto il testimone della Honda NSR500 e hanno fatto il loro debutto nell'olimpo del Campionato del Mondo della MotoGP. Nonostante il dominio delle nuove quattro tempi , in particolare della nuova RC211V, Kato ha conquistato il secondo posto nel suo terzo GP della stagione, a Jerez, che si è poi rivelato il miglior risultato di quell'anno per le due tempi.

Nel corso della pausa estiva, Kato ha confermato il suo potenziale in sella alle quattro tempi con la seconda vittoria consecutiva nella 8 Ore insieme a Colin Edwards ed in sella alla VTR1000SPW. La Honda ha deciso allora di farlo passare alla RC211V già dalla gara del mondiale di Brno. I risultati sono arrivati subito con la conquista del secondo posto in qualifica ed in gara. Si sarebbe comunque rivelato, questo risultato, l'unico podio di Kato con la RC211V a causa di problemi tecnici che ne hanno rallentato l'adattamento alla nuova moto nelle successive sei gare, dove ha ottenuto, quasi come premio di consolazione, solo la pole position del GP di Motegi.

I suoi tifosi comunque attendevano con grande anticipazione l'inizio della stagione 2003, quando il loro eroe sarebbe tornato a Suzuka, la scena dei suoi trionfi più grandi, per dare inizio alla caccia al titolo della MotoGP sempre con la RC211V. Invece il dolore per la devastante perdita del loro idolo, dopo appena tre giri di gara, è adesso condiviso da tutta la comunità della MotoGP nel mondo. Per tredici giorni Kato ha lottato per la vita con il coraggio che lo ha sempre contraddistinto anche in pista, ma alla fine ha ceduto, perdendo la vita per quello che più amava fare, di fronte ai tifosi che lo adoravano, sulla pista che era per lui fino ad allora era stata magica.

La stella più brillante del Giappone è caduta ma continuerà a brillare nei suoi due giovanissimi figli e nel cuore di tutti quelli la cui vita è stata toccata dal suo talento e dalla sua personalità, da vicino e da lontano, dentro e fuori dalla pista.

Tags:
MotoGP, 2003

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