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Hopkins arriva settimo con la pedana rotta

Hopkins arriva settimo con la pedana rotta

Hopkins arriva settimo con la pedana rotta

Lo sforzo colossale di John Hopkins per arrivare settimo a Jerez è stato applaudito in tutto il mondo, prima ancora che saltasse fuori che il giovane americano aveva guidato con una sola pedana dal secondo giro in poi. Hopkins che nelle prime fasi è stato tra i protagonisti in testa alla gara, ha pagato lo scotto di qualche manovra rischiosa quando i sostegni della pedana e del cambio si sono spezzati venendo in contatto con la moto di un avversario che ha fatto anche un buco di vari centimetri sullo scappamento. Molti piloti sarebbero tornati al box a quel punto ma il coraggioso diciannovenne ha continuato fino alla fine ed ha eguagliato il suo miglior risultato di sempre.

`Normalmente levo il piede dalla pedana per cambiare in alto ma in quel caso ho dovuto tenere il calcagno fisso e ci ho messo qualche giro ad abituarmi,´ ha spiegato Hopkins che si era qualificato in seconda fila. `A parte quell'inconveniente, tutto è andato come avevo pianificato. Volevo partire bene e mi è riuscito. Poi ho fatto quello che dovevo per mantenere la mia posizione. Ho lottato con paio di avversari e, in generale, sono soddisfatto del mio risultato. Volevo migliorare e qui lo abbiamo fatto´.

Hopkins sulla linea di partenza ha indossato una parrucca afro, spiegando poi che faceva parte di una scommessa che aveva fatto col suo collega McCoy. `Con `Gazza´ avevamo scommesso che il primo a qualificarsi in seconda fila durante la stagione lo avrebbe fatto. Non mi aspettavo che sarebbe toccato a me mettere la parrucca ma sono felice che sia andata così. Speriamo che tocchi presto anche a Garry anche perché probabilmente starà meglio con la parrucca che con il suo taglio di capelli!´.

Hopkins ed il team Suzuki questa mattina si sono diretti a Barcellona dove proveranno in cinque – i collaudatori della fabbrica Akioshi e Ryo il nuovo arrivato Jean Michel Bayle, Hopkins e Kenny Roberts.

Tags:
MotoGP, 2003, John Hopkins

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