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Dani Pedrosa parla del suo finale di stagione dolceamaro

Dani Pedrosa parla del suo finale di stagione dolceamaro

Dani Pedrosa parla del suo finale di stagione dolceamaro

Il mondiale della 125cc del 2003 ha visto il giovane pilota spagnolo Daniel Pedrosa affermarsi come il secondo più giovane iridato della storia solo pochi giorni prima di fratturarsi entrambe le caviglie in una paurosa caduta nelle libere del gran premio d'Australia. E' singolare come quella settimana abbia illustrato perfettamente i momenti felici e quelli più difficili offerti dal campionato a uno dei suoi "studenti" più volonterosi. Il giovane ha raccontato a motograndprix.com l'esperienza vissuta mentre si appresta a cominciare il suo programma di recupero nella sua casa di Barcellona.

"Il viaggio verso casa è andato bene, ero nella parte frontale dell'aereo con le gambe sollevate in modo da favorire la diminuzione del gonfiore alle caviglie", ha detto Pedrosa dopo aver incontrato la stampa internazionale nell'ospedale dove è stato ammesso appena atterrato in Spagna. "Ho avuto bisogno di parecchia assistenza durante il volo, anche solo per andare in bagno, ma alla fine è andato tutto bene. I controlli hanno confermato che sta andando tutto bene e che una grossa parte è ormai stata archiviata con successo – l'operazione. Se quella non fosse andata così bene il recupero sarebbe stato una faccenda molto peggiore e invece per il momento mi sono state risparmiate complicazioni varie; questo è molto importante".

"Io cerco sempre di guardare avanti. Ho avuto questo piccolo incidente e non so quanto tempo mi porterà via ma farò tutto ciò che è necessario e lavorerò tantissimo per tornare al livello a cui ero arrivato prima, e persino meglio".

"Il peggio è venuto dopo l'operazione perché prima ero sedato e vagamente conscio di quello che succedeva. Poi quando ho cominciato ad abituarmi alla situazione è subentrato un po' di fastidio perché ho pensato che avevo realizzato il mio sogno e non potevo nemmeno festeggiare. Comunque, via, penso che arriverà il momento di poterlo fare e allora sarà bello".

"La cosa importante è che quest'anno ce l'abbiamo fatta e questa è una cosa che a non tutti riesce. Io sono giovane ma è anche vero che sono cresciuto in fretta, con grande continuità e che tutto intorno a me era perfettamente organizzato. Le persone che mi hanno portato qui hanno fatto tutto in maniera perfetta ed il nostro obiettivo deve essere quello di continuare così. Non penso che ciò che è successo costituisca un grosso problema, si è trattato solo di una complicazione che abbiamo trovato sul nostro cammino. E' una cosa che mi renderà più forte".

Sulla caduta in se stessa Pedrosa ha commentato: "Non ricordo molto, è successo tutto molto velocemente: stavo per affrontare la curva e appena ho toccato il freno ho sbandato a sinistra e sono stato sbalzato in quella direzione. Quando la gomma posteriore ha toccato di nuovo terra sono volato via. Ho colpito il terreno ma da quel momento non ricordo molto altro, solo che ho aprendo gli occhi ho visto il muro di gomme venirmi incontro ed ho pensato …. o mio Dio, ci vado addosso e non c'è nemmeno l'air fence. Allora ho chiuso di nuovo gli occhi e bang! Ho fatto una capriola od altro, non so, poi ho sentito il dolore. Ed ho capito che qualcosa non andava.

Pedrosa dovrebbe tornare in azione il prossimo anno, abilmente supportato, come sempre, dal suo mentore, Alberto Puig, che offrirà la sua esperienza al pupillo sulla via del recupero. "Onestamente, a parte al sfortuna, è stato grandioso averlo al mio fianco perché avendo lui stesso sofferto molto, proprio per ferite alle gambe, ha un'enorme esperienza in merito e conosce tutti i migliori medici e sistemi di cura," ha spiegato Pedrosa riferendosi ai numerosi interventi a cui si è dovuto sottoporre Puig dopo la terribile caduta a Le Mans nel 1995. "Questo mi ha aiutato molto, impedendo che venissero commessi errori e facendo funzionare tutto alla perfezione. Non ho avuto problemi di circolazione, non ci sono stati coaguli e le ossa sono ok. Alberto conosce bene la situazione ed io gli sono grato di essere rimasto in Australia e per tutto l'aiuto che mi sta dando adesso qui in Spagna".

Tags:
125cc, 2003, Dani Pedrosa

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