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Sacchi commenta l'arrivo dell'ingegner Dall´Igna e gli obiettivi della Derbi-Gilera per il 2004

Sacchi commenta l'arrivo dell'ingegner Dall´Igna e gli obiettivi della Derbi-Gilera per il 2004

Sacchi commenta l'arrivo dell'ingegner Dall´Igna e gli obiettivi della Derbi-Gilera per il 2004

Questa settimana la Derbi-Gilera ha annunciato l'arrivo nella propria struttura dell'ingegner Dall'Igna, l'uomo che nel 2003 ha seguito il progetto dell'Aprilia RC3 in MotoGP. L'arrivo del prezioso tecnico italiano è stato deciso per continuare l'evoluzione delle moto il cui potenziale si è reso già evidente nella seconda metà della scorsa stagione con i successi di Jorge Lorenzo. Mentre il reparto corse della Casa, che ha sede a Mollet nei pressi di Barcellona, continua a sviluppare le "armi" che verranno messe a disposizione del team nel 2004, il General Manager, Giampiero Sacchi, ha rilasciato un'intervista a motograndprix.com commentando l'ambiente in squadra prima dell'inizio del campionato.

"Vedo parecchio entusiasmo in ogni settore," ha detto. "Sono tutti motivati e lavorano con grande collaborazione reciproca. Anche l'arrivo di Luigi Dall'Igna ha portato grande entusiasmo tra tutti quelli che sono in qualche modo legati alla squadra, che sono felici al pensiero dell'esperienza che porterà nel reparto. Si tratta di un professionista con anni di lavoro alle spalle ed io stesso sono elettrizzato al pensiero che sia venuto a lavorare con noi. Più avanti le gare saranno impegnative e può darsi che arriveranno anche dei momenti difficili, lo sappiamo, ma oggi come oggi non potrei chiedere di meglio di questo gruppo di lavoro ".

Dall'Igna lavorerà in un reparto corse che finora era stato gestito solo dal belga Olivier Ligeois e Sacchi spiega come, secondo lui, l'esperienza unita dei due tecnici beneficerà enormemente il progetto: "La loro intelligenza sarà la nostra guida. Qui non conta chi è il capo o chi ha più autorità, ma piuttosto che ognuno trasmetta all'altro un po' della propria esperienza; se riusciremo ad unire il loro talento avremo una combinazione molto forte".

Giampiero Sacchi è assai chiaro riguardo gli obiettivi del team per il 2004; cominciare nel modo in cui aveva finito: "Questa squadra ha imparato molto, non solo dall'ultimo terzo della stagione scorsa ma anche dalla fine del mondiale ad oggi. Ci sono un sacco di idee e non so nemmeno se avremo abbastanza tempo da qui all'inizio del prossimo mondiale per metterle in pratica tutte. In ogni caso parlando in termini di obiettivi è ovvio che per una struttura come questa, con un gruppo del genere alle spalle, non si voglia correre solo per fare numero. Vogliamo vincere e partecipare solo per realizzare questo desiderio".

"Stiamo lavorando ad ogni livello, e abbiamo dedicato parte dell'azienda alla produzione del nostro telaio. Prima dovevamo andare in Inghilterra per ogni modifica, ora possiamo cambiare ciò che vogliamo con grande risparmio di tempo. Questo era un esempio facile, ma anche in termini di motore stiamo sviluppando nuovi componenti che speriamo arriveranno man mano alla squadra durante la stagione".

Riguardo ai piloti che saranno i portacolori del team nel 2004, Sacchi ha aggiunto: "Abbiamo dato vita ad un team interessante, molto professionale e molto concreto. In Gilera abbiamo unito l'esperienza di Perugini alla giovinezza di Fabrizio Lai; in Derbi contiamo su due teenager di talento. Lorenzo ha già mostrato nel 2003 cosa sa fare, mentre Angel Rodriguez desidera con tutte le sue forze dimostrare ciò che vale e noi gli abbiamo dato una chance per farlo. Sarà bello vedere chi verrà fuori durante l'anno.

Il manager italiano ha giudicato anche l'altalenante stagione 2003, che ha visto protagonisti in un senso e nell'altro Lorenzo e Alzamora. Sacchi afferma di non essere rimasto sorpreso né dall'esplosione di Lorenzo a fine anno, né dalla mancanza di risultati di Alzamora. "Tutti adesso dicono che Lorenzo è fortissimo ma siamo noi che ci abbiamo sempre creduto, anche quando non aveva ancora l'età per correre. Ovviamente un pilota così giovane ha bisogno di tempo per imparare… lo sapevamo, e i suoi risultati alla fine hanno dimostrato il suo potenziale. Non posso dire di essere rimasto sorpreso. Per quanto riguarda Emilio, posso solo avere parole di gratitudine per lui; è una gran pilota e una gran persona e il solo fatto di cui mi rammarico è che le cose non siano andate meglio e che lui con noi non abbia potuto sperimentare momenti migliori di quelli che ha vissuto".

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125cc, 2003

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