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Valentino Rossi è carico alla vigilia del debutto con la Yamaha

Valentino Rossi è carico alla vigilia del debutto con la Yamaha

Valentino Rossi è carico alla vigilia del debutto con la Yamaha

Da quando, appena spenti i riflettori sul mondiale 2003, ha annunciato la firma di un contratto di due anni con la Yamaha, Valentino Rossi ha dovuto sobbarcarsi una lunga e frustrante attesa prima di poter debuttare sulla YZR-M1. Dopo aver chiesto alla Honda di poter provare prima della scadenza naturale del contratto, il 31 dicembre, ed averne ricevuto un rifiuto, Rossi è stato fermo quasi tre mesi. Non vede l'ora di cominciare, Valentino, e domani, finalmente la lunga attesa avrà fine. In questa intervista parla delle sue aspirazioni per questi test e per la stagione che lo attende, analizzando il potenziale della M1 e quello dei suoi rivali.

D:? Come ti senti il giorno prima del tuo debutto sulla Yamaha?

Valentino Rossi: E' parecchio tempo che non guido una moto, più di due mesi. Inoltre si tratta di un mezzo a me sconosciuto, così è quasi come partire da zero. Mi ci vorrà un giorno per abituarmi a guidare nuovamente, riadattarmi alla velocità e alle frenate. Bisogna considerare poi che anche la moto risponderà in modo differente rispetto a ciò che conosco.

R: Quanto importante è avere portato con te in Yamaha parte della tua vecchia squadra?

VR: E' un vantaggio veramente grosso perché capire quali modifiche potremo fare richiede tempo e altro tempo ci vuole per trovare l'assetto e capire ogni cosa della nuova moto. Il mio team mi conosce molto bene, perché siamo stati insieme quattro anni, ed ora siamo il miglior team al mondo.

D: Nel passato ti è stato necessario un solo anno per capire come vincere il mondiale,e l'anno successivo ci sei riuscito. Jeremy Burgess dice che secondo lui puoi vincere già quest'anno, cosa ne pensi?

VR: Non ho ancora le idee chiare perché non ho ancora guidato la moto. Vincere al debutto, comunque, sarà dura. Abbiamo bisogno di tempo per diventare competitivi e vincere gare. Puntiamo ad arrivare al top a metà stagione e quindi da quel momento iniziare a vincere qualche gara.

D: Quali saranno i tuoi principali avversari, quest'anno?

VR: Guardando a ciò che è successo nel 2003, dico Biaggi, Gibernau ed Hayden. Anche Capirossi con la Ducati sarà veloce.

D: Hai qualche obiettivo per il primo giorno di test e, quindi, per quelli successivi?

VR: L'obiettivo di questi tre giorni è capire la moto e dare quante più informazioni possibili agli ingegneri sui problemi che possiamo trovare.

Q: Quale è la tua opinione sulla Yamaha dopo aver lottato contro di lei nel corso di due stagioni?

VR: Nel 2002 era presso a poco allo stesso livello della Honda. Meglio in certi punti, peggio in altri. Durante l'inverno dello scorso anno, però, la Honda ha fatto un grosso passo in avanti e mi è parso che la Yamaha non sia stata in grado di tenere il passo.

D: Sappiamo che Sepang come circuito ti piace, ma come la giudichi come pista per effettuare una prova? Sarà capace di darti una impressione generale del comportamento della Yamaha M1?

R: Sepang è uno dei migliori circuiti del mondo perché ha tutti i tipi di curva, dai rampini da prima ai curvoni superveloci. Inoltre è molto larga, ha un buon asfalto ed in definitiva è una eccellente pista per provare.

D: Cosa ti ha convinto a firmare per la Yamaha, invece che per un'altra casa?

R: La prima cosa è che la Yamaha, attualmente, è la numero due al mondo. La seconda è che quando ho parlato con i suoi manager ne ho ricavato una ottima impressione.

D: A che livello di competitività pensi di arrivare nella prima gara di Welkom?

R: Dipenderà molto da come andranno le prove e da quanto velocemente saranno fatte le modifiche necessarie. Dopo si vedrà. Di sicuro non vincerò, ma spero di non essere troppo lontano

D: Se non vincerai una gara quest'anno con la M1 ciò significherà che attualmente la tecnologia è più importante dell'uomo?

R: Sì.

D: Eddie Lawson è stato l'ultimo pilota a cambiare moto nella classe regina, dopo aver vinto il titolo. Quale è stata la tua motivazione?

R: Non c'era più niente da provare. E' stato questo: ogni motivazione di guidare la Honda se ne era andata. Abbiamo vinto tre mondiali consecutivi, vinto gran premi sui miei circuiti favoriti e su quelli che mi piacevano meno, in tutte le condizioni, cosa mi rimaneva da fare ancora?.

D:Cosa pensano i tuoi fan italiani della tua decisione?

R:Hanno fiducia.

D. Preferisci essere nella posizione di outsider e poi sorprendere tutti vincendo?

Non mi preoccupa essere il favorito. Lo sono stato in passato, il problema non era tanto vincere, quanto perdere. Se finivo secondo era perché avevo guidato male o avevo fatto grossi errori, ma queste non erano sempre le vere ragioni. A questo livello, nella MotoGP, è possibile anche arrivare secondo o terzo. E' normale.

Rimpiangi ancora la 500 a due tempi?

Si, sempre.

D: perché?

R: Guidare una 500 era sempre divertente, ma anche le attuali moto lo sono, perché hanno tantissima potenza.

D:Come ti senti in vista di domani? R: Sono eccitato. Lo sono veramente. Sto aspettando questo momento da due mesi. Domani non sarà un lavoro, non vedo veramente l'ora.

Tags:
MotoGP, 2003, Valentino Rossi

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