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Randy Mamola racconta le sue impressioni sul debutto di Rossi in Yamaha

Randy Mamola racconta le sue impressioni sul debutto di Rossi in Yamaha

Randy Mamola racconta le sue impressioni sul debutto di Rossi in Yamaha

Beh, finalmente è arrivato il momento che tutti avevamo tanto atteso, e non ci ha deluso. Valentino Rossi ha fatto il suo debutto sulla Yamaha M1 girando subito sotto i due minuti e zero tre, provando ciò che tutti sapevamo già, che è il miglior pilota del mondo. Questo significa che potrà difendere il suo titolo anche con la Yamaha? Credo che ci siano ancora un bel po' di domande che aspettano una risposta prima di poterlo dire.

E' difficile giudicare con esattezza come siano andate le cose in Malesia o leggere a fondo la situazione senza sapere nello specifico quanti giri abbiano fatto in un certo tempo, e quanto consistenti siano stati. Alcune cose però si possono già interpretare.

Per prima cosa non dovremmo lasciarci sviare dal fatto che Rossi abbia girato in 2'02.7 nel suo terzo giorno in sella alla M1, senza togliere nulla al fatto che si tratta di un tempo eccellente. La Yamaha è sempre andata bene a Sepang, e così Rossi, quindi non c'era ragione di aspettarsi niente di meno di un buon tempo da lui e su quella moto. Carlos Checa in ottobre si è qualificato con il secondo miglior tempo in assoluto e in gara è arrivato quinto. L'anno precedente, delle due gare vinte da Max Biaggi con la M1, una era quella di Sepang. Sappiamo perciò di cosa è capace quella moto in quella pista.

La cruda realtà è che la Yamaha si adatta veramente solo a qualche pista, un loro problema da molti anni. La Honda al contrario ha vinto 29 degli ultimi 32 GP ed è forte in tutte le piste. Come molti di voi sanno, alla fine della scorsa stagione ho provato sia la RC211V di Rossi sia la M1 di Checa e ho detto che la prima è migliore della seconda. Adesso la gente può cominciare a domandarmi il perché di tale giudizio ma io penso di poter sostenere la mia versione. Basti guardare Alex Barros che aveva guidato la M1 alla fine del 2002, dopo aver vinto due gare su quattro con la RC221V. Dopo il primo test Barros aveva detto che le due moto si equivalevano. Adesso, una stagione e una bella serie di botti più tardi, lo abbiamo visto fare a pezzi il suo contratto pur di tornare in Honda. Penso che questo significhi qualcosa.

Una cosa che non so invece è quanto sia cresciuta la Yamaha dalla fine di novembre ad oggi, perché una cosa è certa, non se ne saranno stati con le mani in mano. Inoltre Checa a Valencia aveva un nuovo telaio che io ovviamente non ho potuto provare, quindi non posso esprimere un giudizio su quanto le due moto siano vicine adesso. In ogni caso so che Tohru Ukawa a Sepang stava provando la Honda del 2004 e che, senza dubbio, la Honda sta alzando di nuovo l'asticella. Quindi la grande incognita è quanto effettivamente sia migliorata la Yamaha e che margine ulteriore di miglioramento abbia in futuro. I prossimi test saranno interessanti, perché in pista ci saranno sia la Honda sia la Yamaha – senza dimenticare ovviamente la Ducati -. che proveranno le nuove specifiche.

In ogni caso penso che con Rossi e Jeremy Burgess la Yamaha abbia adesso una combinazione in grado di fornire tutte le indicazioni per il necessario sviluppo della moto. Uno dei problemi che hanno avuto l'anno scorso era la quantità di tempo necessaria ai piloti per mettere a punto la moto. Era facile, il venerdì, vedere i loro ragazzi nelle zone basse della classifica per poi risalire il sabato pomeriggio, quando ogni tanto uno di loro riusciva a balzare fino alla prima fila. Questa una delle cose di cui dovranno occuparsi Valentino e Jeremy: cercare di trovare una buona base per la Yamaha in modo poi da ottenerne rapidamente le risposte desiderate. Se tutto va bene in questo modo possono trasformare un inizio promettente in una moto in grado di vincere con costanza su tutte le piste e di uscire vincente in un duello testa a testa con un'altra moto.

Al momento la Honda è ancora migliore della Yamaha. E possibile che il binomio Rossi Yamaha possa eguagliare la forza della Honda? La mia risposta in questo momento è "Su certe piste sì, su altre no".

Come sapete c'è molto più della mera meccanica nelle corse di moto ed io mi domando come reagirà Valentino psicologicamente a questa nuova situazione. Per tre anni è stato il numero uno, l'uomo da battere, ma adesso tutto si è riaperto. Guardando le foto dei test lo si vede felice e concentrato. Ma, una volta iniziata la stagione, come reagirà ad essere battuto? Come si sentirà vedendo Max Biaggi e le altre Honda o le Ducati regolarmente sul gradino più alto del podio e in lotta per il titolo? Sarà interessante da vedere, credetemi, qualsiasi posizione dietro a Max, per come la vede Rossi, sarà una sconfitta.

Tags:
MotoGP, 2003, Valentino Rossi

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