Per la prima volta su motogp.com?Registrati qui

Acquisto Biglietti
acquisto VideoPass

L'opinione di Mamola dopo gli ultimi test a Sepang

L'opinione di Mamola dopo gli ultimi test a Sepang

L'opinione di Mamola dopo gli ultimi test a Sepang

Riallacciandomi al discorso fatto subito dopo il debutto di Valentino Rossi con la M1, penso vi ricorderete che avevo provato ad analizzare le informazioni giunte da Sepang – i tempi sul giro, i commenti di Valentino, le foto ed i video che ci erano giunti. Non c'è dubbio che si sia trattata di una prova eccellente, sia da parte di Valentino sia della sua squadra, come non c'erano dubbi che la seconda tornata di prove sulla stessa pista, a fianco delle Honda e degli altri colleghi della MotoGP, ci avrebbe permesso di ottenere un'immagine più nitida della situazione. Così è stato ed è venuto fuori, senza troppa sorpresa da parte mia, che davanti a Valentino si sono piazzate quattro Honda, che potrebbero presumibilmente diventare cinque con Alex Barros in piena forma. E non bisogna nemmeno sottovalutare, in certe piste, Makoto Tamada.

Forse mi ha un po' sorpreso il passo di Nicky Hayden e di Colin Edwards. Evidentemente Nicky sta dimostrando perché l'anno scorso abbia vinto il titolo di "Rookie of the year" e perché la Honda abbia puntato tanto su di lui. Le novità del forcellone e dell'ammortizzatore fornite dalla HRC possono averlo aiutato ma la forza maggiore di Nicky è il talento e l'amore per le moto – per lui correre è una passione ed è destinato a diventare un protagonista del nostro sport per lungo tempo. Per quanto riguarda Colin, penso si sia reso conto, durante il test precedente, che deve essere in piena forma e per questo si sia allenato intensamente col motocross e così via. Ad essere franchi in gennaio era un po' fuori fase, ma poi si è ripreso, ed i tempi sono venuti di conseguenza.

Per quanto riguarda Sete Gibernau, si è saputo che ha fatto un'ottima prova di endurance di 21 giri e che ha lavorato tantissimo sulla messa a punto per la gara. Ho sentito che secondo lui nella prossima stagione le gare si vinceranno dai tre quarti alla fine e chiaramente sta concentrando la sua preparazione in base a questa prospettiva. Il suo capo meccanico Juan Martinez ha lavorato a lungo come tecnico delle sospensioni di Mick Doohan e di Valentino Rossi, sotto la supervisione di Jeremy Burgess, ed ha un ottimo carattere. Juan l'anno scorso ha portato Sete a quattro vittorie e l'impressione generale che mi da la squadra è che stiano proseguendo tranquillamente per la loro strada per essere sicuri di essere pronti al 100% per la prima gara in Sud Africa.

Con anche Max Biaggi molto veloce e con la Honda in progresso a tutto tondo, cosa succede in Yamaha? Difficile dirlo a distanza, ma di certo i tempi non sono scesi molto. Rossi non ha levato quasi niente dal suo miglior tempo dei test precedenti anche se questo non significa necessariamente che non abbia fatto dei progressi. Sappiamo che uno dei problemi della M1 è la potenza, e su questo stanno cercando di intervenire i tecnici. Valentino ha detto che hanno aumentato un po' la coppia in basso per rendere la moto più guidabile ma questo diminuisce la potenza massima e causa tutta una nuova serie di problemi. La speranza è che abbiano fatto dei progressi in quell'area con il nuovo motore che avevano portato in Malesia ma al momento paiono ancora ben lontani dalla RC211V.

Il test di Sepang è stato molto interessante anche per la Ducati, che giudica estremamente incoraggianti le prestazioni della nuova Desmosedici. Se non erro la Ducati ha detto che il 65% della moto è completamente nuovo e, ciononostante, i piloti hanno girato più forte di quanto avessero fatto prima in Malesia. Sia Loris Capirossi, sia Troy Bayliss, durante il GP dello scorso ottobre hanno faticato parecchio su una pista che sembrava non essere per nulla adatta alle caratteristiche della moto, soprattutto nelle frenate violente. Questa volta però sono stati molto più vicini alle Honda. Considerando che hanno saltato il primo test e che non hanno potuto provare adeguatamente la nuova anteriore da 16.5 della Michelin, si può dire che siano andati bene e che potranno essere protagonisti nei test che cominceranno domani a Phillip Island.

Lo stesso si può dire per Neil Hodgson e Ruben Xaus, che a Sepang hanno avuto parecchi problemi ma che hanno ottenuto risultati comunque discreti. Nessuno di loro aveva mai guidato lì in precedenza e, come ho già detto, la Desmosedici del 2003 non è la moto più adatta a quella pista. Il passaggio dalla SBK alla MotoGP poi non è semplice ma secondo me hanno solo bisogno di fare chilometri e guidare la moto il più possibile prima dell'inizio del mondiale. Entrambi non vedono l'ora di guidare a Phillip Island perché è una pista che conoscono e sulla quale la Ducati l'anno scorso si è dimostrata competitiva. Un bel risultato dovrebbe dar loro la spinta necessaria per guardare al futuro con fiducia.

Per quanto riguarda le altre squadre penso che la Kawasaki abbia imboccato la strada giusta e che abbia, in Shinya Nakano, un buon pilota, con l'esperienza giusta alle spalle. Non dimentichiamo che ha lavorato parecchi anni con la Yamaha. Al momento sembra che riescano a rispondere rapidamente alle sue esigenze e se continueranno a farlo, continueranno a progredire. La Suzuki ha subito un colpo terribile dovendo rinunciare ad entrambi i suoi piloti in una fase cruciale della stagione e deve adesso contare su Gregorio Lavilla e sui collaudatori giapponesi per portare avanti il lavoro. Senza voler nulla togliere loro, la Suzuki ha bisogno di avere al più presto Kenny Roberts Junior e John Hopkins di nuovo in sella.

Anche il campione inglese della SBK, Shane Byrne, ha girato a Sepang per la prima volta in carriera e, in sella alla sua Aprilia, ha percorso parecchi giri, la miglior cosa che può fare in questa fase di apprendimento come debuttante. Il suo compagno di squadra, Jeremy McWilliams, è caduto un paio di volte e non sembra essersi adattato per nulla alla moto. Era abituato a guidare la Proton che, sia nella versione due, sia nella quattro tempi, mancava di potenza mentre l'Aprilia ne ha anche troppa, tanto che è difficile da controllare. Forse Jeremy deve fare un passo indietro e prendere le cose con un po' più di calma.

Domani a Phillip Island si riprende a provare e sono curioso di vedere che succederà. Sappiamo che sia la Honda sia la Ducati l'anno scorso sono andate bene con Valentino Rossi e Loris Capirossi rispettivamente primo e secondo mentre la prima Yamaha è stata quella di Jacque, sesto a 28 secondi da Rossi, che sarebbero stati 38 senza la penalità inflitta al pesarese. Sarà interessante dunque vedere cosa sapranno fare la Yamaha e Rossi adesso. L'uomo da seguire con grande attenzione di nuovo sarà comunque Nicky Hayden, terzo in ottobre alle spalle dei due italiani, in quella che è stata la sua miglior prestazione stagionale e che, adesso, si appresta a provare in Australia con lo spirito migliore. .

Tags:
MotoGP, 2003

Altri aggiornamenti cui potresti esser interessato ›