Acquisto Biglietti
acquisto VideoPass

Cecchinelli ammette: la Ducati deve lavorare ancora

Cecchinelli ammette: la Ducati deve lavorare ancora

Cecchinelli ammette: la Ducati deve lavorare ancora

Il direttore tecnico del team MotoGP della Ducati, Corrado Cecchinelli, dopo i sei giorni di test tra Sepang e Phillip Island, ha rivelato che c'è ancora del lavoro da fare per poter affrontare la sfida al titolo iridato nel 2004. "Spero che ci sia abbastanza tempo per risolvere i nostri problemi prima di Welkom," ha detto l'italiano. "Io da parte mia sono sinceramente convinto che ce la faremo. Non sto dicendo che possiamo guadagnare un secondo, ma che possiamo ragionevolmente pensare di riuscire a ridurre le distanze".

Cecchinelli ha parlato dopo la fine dei test di Phillip Island che hanno chiuso la prima uscita di Loris Capirossi e di Troy bayliss con le GP4. "Abbiamo fatto grandi cose sia sul motore sia sulla ciclistica; il primo è meno brusco e più potente, la seconda è molto diversa. Stiamo lavorando anche sulla forcella, il punto che attualmente ne ha più bisogno. Non dico che sia tutto qui ma è quest'area, secondo me, che deve migliorare".

Svelata alla conferenza stampa di Bologna un mese fa, la GP4 è la nuova versione della moto che ha stupito il mondo della MotoGP al suo esordio, l'anno scorso. L'azienda ha fatto sapere che ben il 60% dei particolari che la compongono sono stati interamente rivoluzionati. Dopo i test preliminari di Vittoriano Guareschi a Valencia, in gennaio, la sessione oltreoceano che si è da poco conclusa, ha permesso a Capirossi e a Bayliss di fornire i primi riscontri sulle novità introdotte.

I piloti mi hanno detto di non avere molta fiducia sull'anteriore nei curvoni veloci," ha detto ancora Cecchinelli. "Inoltre l'ultimo giorno sono sorti problemi di aderenza sulla ruota posteriore. Non ne avevano prima, quindi dobbiamo darci di sicuro un'occhiata". Passando ad una nota più positiva l'ingegnere italiano ha aggiunto. "Mi hanno anche detto che adesso l'erogazione della potenza è migliore, ma non ancora perfetta. Questa è di sicuro una cosa che fa loro perdere qualcosina in termini di tempo sul giro. E' una cosa comune però: ovviamente più potenza hai a disposizione più veloce puoi andare".

Molti dei giornalisti presenti ai test hanno cominciato a dire che erano stati fatti troppi cambiamenti ad una moto che l'anno scorso ha avuto un successo incredibile e le continue soste ai box dei due piloti hanno aggiunto benzina sul fuoco. Cecchinelli tuttavia respinge l'accusa: "Non penso proprio che abbiamo cambiato troppo, come dice qualcuno; penso che se vuoi volare in alto devi fare dei gran passi avanti, sempre".

"Non puoi sperare che la strategia dei piccoli passi sia sufficiente perché intanto i tuoi avversari ti lasciano indietro. Il prossimo mondiale di certo sarà uno di quelli dove tutti daranno il massimo: la Yamaha perché vuole tornare a vincere, con Rossi, la Honda perché vuole confermarsi, senza Rossi. Quindi tutti stanno facendo il massimo sforzo. Noi sapevamo che con la moto dell'anno scorso semplicemente rivista avremmo perso, quindi abbiamo cercato di fare una moto migliore.

Era stato già detto molto sulle modifiche introdotte ma, dopo la prima uscita, Cecchinelli è entrato maggiormente nei dettagli. "Abbiamo lavorato sulle masse per migliorare la maneggevolezza, sull'aerodinamica e sul raffreddamento per migliorare il comfort del pilota. Se la si guarda da vicino si vede che è una moto diversa. Il concetto base è rimasto lo stesso perché in generale la moto non aveva problemi – mi riferisco al tipo di telaio, alla configurazione del motore, all'ammortizzatore etc.".

Il motore era senza dubbio uno dei punti forti della Ducati nel 2003 ma anche quello è stato analizzato al microscopio dai disegnatori della Ducati. "Abbiamo lavorato soprattutto sui particolari, sulla forma della camera di combustione e su quella delle teste dei pistoni. Per migliorare la potenza e per ridurre il consumo di carburante, abbiamo lavorato sull'inerzia di alcune parti. E' un'evoluzione, non un motore diverso. Abbiamo lavorato sull'attrito e su diversi tipi di lubrificanti con la Shell, insomma, su tutto ciò che puoi migliorare su un motore per renderlo migliore senza farne un altro".

In merito all'avvenuta conferma dell'introduzione del limite dei 22 litri di carburante (dai 24 attuali), Cecchinelli ha ammesso che la casa italiana era preoccupata della cosa. "Abbiamo cercato di pensare non solo alla potenza ma anche a limitare il consumo. Questo naturalmente non significa che nel 2004 correremo con 22 litri, perché attualmente sarebbe davvero un limite. Dovremo farlo in futuro e ci stiamo pensando, non ce lo scordiamo di certo", ha concluso.

Tags:
MotoGP, 2003

Altri aggiornamenti cui potresti esser interessato ›