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Ruben Xaus si sente parte della comunità della MotoGP

Ruben Xaus si sente parte della comunità della MotoGP

Ruben Xaus si sente parte della comunità della MotoGP

Dopo i primi, un po' ardui, test in Malesia e in Australia, Ruben Xaus ha raccontato che i tre giorni in Catalunya lo hanno aiutato a sentirsi finalmente parte integrante della comunità della MotoGP. Nonostante abbia cominciato tardi la preparazione invernale e abbia poi perso del prezioso tempo in pista a causa di una caduta a Phillip Island, il simpatico pilota spagnolo a Barcellona ha realizzato l'ottavo tempo e adesso spera di raggiungere il top della classifica dei tempi e di mantenerlo a lungo.

"Di sicuro per me è stato come un sogno," ha sorriso il ventiseienne. "Un sogno che lentamente comincia a diventare realtà. Voglio far parte di questo mondo, parte dello show… voglio essere uno del gruppo. A Sepang ero un po' perso e guardando gli altri mi dicevo "La c'è Biaggi!" oppure "Wow, ecco Rossi!" Perché li avevo visti solo in TV prima.

"A Phillip Island è andata un po' meglio perché ho guidato bene, con un bel ritmo e non mi sono scappati via tutti. Ho potuto raccogliere dei dati utili. Qui (in Catalogna) sono anche riuscito a passarne un paio e a stare tra loro…. Cosa posso dire? Sono emozionato, la squadra lavora bene, Luis D'Antin sta facendo un gran lavoro a coordinare tutto. Mi resta da ringraziare la Ducati e la Michelin per il supporto che ci danno".

Xaus, che nel mondiale SBK l'anno scorso è arrivato secondo assoluto, è arrivato in MotoGP insieme al collega Neil Hogdson ed ha spiegato che tutti e due conoscono bene le referenze dei piloti che si trovano di fronte. "Sono in contatto con altri piloti che sono venuti dalla Superbike, siamo in cinque adesso, e tutti stanno andando bene. E' un positivo che davanti a me ci siano due ragazzi che mi possono aiutare, Troy Bayliss e Colin Edwards perché ho corso con loro a lungo ed ho voglia di batterli ancora".

Parlando del suo tempo, 1'45.073, a soli 0.502 secondi da Valentino Rossi, Xaus ha aggiunto: "La caduta di McWilliams e degli altri mi è costata un giro perché avevo riservato una gomma morbida per l'ultima uscita ed ho fatto solo un giro. Speravo di farne due ma ho visto la bandiera quando con altri soli 30 secondi avrei avuto la chance di provare un altro giro veloce".

Sono comunque contento perché ho girato in '45 con una gomma morbida – una gomma che non avevo mai usato prima con questa moto. E' positivo anche il fatto ché più tardi nel pomeriggio, con gomme da gara, abbia rifatto lo stesso tempo. Un bel ritmo di gara… cosa posso chiedere di più? Mi sembra proprio niente!" Per sentire tutta l'intervista clicca sul link video nel top della pagina.

Tags:
MotoGP, 2004

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