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Il commento di Randy Mamola sui Test Ufficiali della MotoGP

Il commento di Randy Mamola sui Test Ufficiali della MotoGP

Il commento di Randy Mamola sui Test Ufficiali della MotoGP

Dato che vivo in Spagna da un po', devo ammettere che mi sono sentito quasi imbarazzato per il tempo che c'è stato durante i test ufficiali della MotoGP, sia in Catalogna sia a Jerez. Non faccio che ripetere a tutti quanto bello sia il clima spagnolo ed ecco che viene giù il diluvio in un momento importantissimo per la preparazione della stagione 2004. Tipico!

Partendo da questo presupposto, l'analisi dei due test direi che è piuttosto difficile. In realtà infatti abbiamo avuto appena un paio d'ore di pista veramente asciutta, cosa che non è servita né a noi, né agli appassionati, né tanto meno alle squadre. Dobbiamo quindi essere attenti a non fermarci troppo all'osservazione superficiale dei tempi, anche se è indubbio che alcune cose siano emerse molto chiaramente.

Per prima cosa senza dubbio la prestazione della Yamaha, e in particolare di Valentino Rossi, durante i 40 minuti cronometrati di domenica scorsa è stata fantastica, un grande risultato per entrambi, conquista della BMW Z4 compresa. Da ciò che risultava evidente nelle ultime due stagioni, la messa a punto della M1 è sempre stata difficile da raggiungere in tempi brevi ma sembra proprio che sia uno dei punti risolti da Valentino, Jeremy Burgess e dalla loro squadra. In Catalogna Rossi ha girato in 1'45 quasi subito, una cosa molto importante in previsione dell'imminente stagione.

C'è stata parecchia pressione in quei 40 minuti, con i piloti con poco tempo a disposizione, la pista fredda e la caduta di gruppo nelle prime fasi. Diversi piloti, per diverse ragioni, sono rimasti fuori dalla competizione per la macchina e la sessione "ufficiale" è sembrata quasi una pre-prova per le due ore seguenti, quando si sono spente le telecamere. E' stato allora infatti che i piloti hanno mostrato le proprie carte, ed è a queste due ore che dobbiamo guardare per trovare qualche informazione importante.

Sono sei i piloti che in quel lasso di tempo hanno girato con gomme dure sulla mezza distanza di gara, e che lo hanno fatto su tempi veloci: Alex Barros, Sete Gibernau, Nicky Hayden, Colin Edwards, Valentino Rossi e, sorprendentemente, Ruben Xaus. Tutti hanno mantenuto un passo intorno all'1'45 basso, il che ci suggerisce che avranno qualcosa da dire per la prima gara in Sud Africa. Gli altri erano ovviamente ancora alla ricerca del set up di base e, con così poco tempo all'inizio del mondiale, non è una buona notizia.

E' stata bello invece rivedere la Suzuki nelle top ten, così come trovarci la Kawasaki. Sembra che la Bridgestone abbia sviluppato una gomma molto buona che dura un paio di giri – speriamo abbiamo fatto gli stessi progressi con quelle da gara.

Il più veloce dei test è stato sempre Rossi e, alla fine della giornata, se sei più veloce degli altri, vinci gare e titoli a prescindere dalle condizioni e dai tempi. Si può dire che adesso Rossi e la Honda siano 2 a 2, considerato che quest'ultima ha dominato a Sepang e a Phillip island, anche se è vero che in Catalogna e a Jerez è stata eclissata dalla coppia Rossi-Yamaha.

Anche qui è importante mantenere la giusta prospettiva. Il tempo di Rossi a Jerez, in 1'42.656 è appena al di sopra di quello di Barros sulla M1 nei test di febbraio del 2003, un dato direi interessante.

La squadra che ha sofferto di più per il cattivo tempo è stata la Ducati ufficiale, che invece aveva un disperato bisogno delle pista asciutta per preparare la sua versione 2004 della Desmosedici. Ci sono ancora diverse cose che fanno faticare sia Capirossi sia Bayliss e la situazione adesso si è fatta critica perché manca davvero poco all'inizio della stagione. Potrebbero essere costretti ad inseguire per le prime due gare ma non dimentichiamo, come abbiamo visto l'anno scorso, che la Ducati sa come costruire una moto e Capirossi e Bayliss sanno come guidarla.

Un'ultima cosa che mi piacerebbe sottolineare di questi test è che, dal punto di vista del pilota, è difficile stare tutto il giorno seduto ad aspettare che la pista si asciughi e poi, tutto di un colpo, uscire e buttarsi nella mischia. I piloti, che sono diversi, hanno reagito in modo diverso, quindi di nuovo, devo ripetere che bisogna aspettare un attimo prima di buttarsi a capofitto sul giudizio che la classifica dei tempi ti può ispirare, classifica frutto di pochissime ore in pista. Sono sicuro che più di qualcuno ci sorprenderà in Sud Africa, in quello che si prospetta un fantastico avvio di stagione, nel giro, ormai, davvero di pochi giorni.

Tags:
MotoGP, 2004

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