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Ramón Forcada: la mente alle spalle di Barros

Ramón Forcada: la mente alle spalle di Barros

Ramón Forcada: la mente alle spalle di Barros

Nel mondiale della MotoGP del 2004 la lotta dietro le quinte promette di avere un ruolo più importante che mai, soprattutto per i sei piloti Honda che combattono per la supremazia in sella a sei RC211V virtualmente identiche. Un fattore chiave di questa stagione, più che in qualsiasi precedente, sarà la capacità di ciascuno di ottimizzare il proprio mezzo per trarne anche il minimo vantaggio. Per il brasiliano Alex Barros questo significa contare sul supporto di un tecnico di fiducia, Ramón Forcada, che per lui ha interrotto un lungo rapporto con il team diretto da Sito Pons per passare al team Repsol Honda.

Il tecnico quarantaseienne è famoso per la sua capacità di risolvere i problemi e per essere riuscito a creare una solida relazione con la lunga lista di piloti con cui ha lavorato, che include tra gli altri, John Kocinski, Alberto Puig, Juan Borja, Alex Crivillé, Carlos Checa e Tohru Ukawa. Oggi Forcada ritiene che i tre anni di collaborazione con Barros nel recente passato lo aiuteranno ad adattarsi rapidamente all'impegno che richiederà la battaglia per il titolo nel 2004.

"Questa sarà la mia quarta stagione con Barros e questo è un bene", ha detto infatti lo spagnolo, che è stato accanto al pilota di San Paolo dal 2002 al 2002. "Un pilota va capito e talvolta le parole sono il meno nella relazione che crei con lui. Dopo un certo periodo infatti sai già quello che vuole da un suo semplice gesto".

"Alex durante tutto il periodo dei test pre-stagionali è stato convalescente da un infortunio e tutto il lavoro svolto ne è stato ovviamente condizionato, ma crediamo comunque che quello che abbiamo fatto ci permetterà di essere al 100% per l'inizio della stagione, se non in Sud Africa, di certo a Jerez".

Quel che è certo è che la coppia Barros-Forcada ha dato vita ad una eccellente collaborazione quando si è trovata tra le mani la RC211V nelle ultime quattro gare del 2002, fruttando una vittoria all'esordio e una in chiusura. Forcada ammette che tali risultati possano dare ragione di un cauto ottimismo.

"Sarà impossibile superare i risultati ottenuti in quelle quattro gare ma ci piacerebbe almeno eguagliarli. Come per tutti, il nostro obiettivo è il titolo, ma c'è tantissimo lavoro da fare con un livello di competizione così elevato. E' impossibile fare qualsiasi pronostico. In MotoGP un pilota può arrivare decimo, un risultato non certo eclatante, magari solo perché ha girato appena due decimi al giro più lento del migliore!"

Dopo quasi dieci stagioni in un team Honda satellite, Forcada ha avuto la fiducia della HRC per supervisionare lo sviluppo della RC211V con Tohru Ukawa l'anno scorso e, con il totale supporto dell'azienda, quest'anno. "La differenza maggiore tra il lavorare per un team satellite e quello ufficiale è che oltre a dover preparare la moto per la gara, hai il compito di sviluppare tutto il materiale nuovo".

"In genere, tuttavia, questo è un vantaggio perché la Honda ti fornisce delle parti nuove che sono già state provate dai suoi collaudatori e questo è quasi sempre garanzia che funzionino.

"Come tecnico, nel team ufficiale hai maggiori informazioni. La Honda non ama fare esperimenti durante un Gran Premio quindi, se portano qualcosa, sai che andrà bene. In un team satellite lavori solo con il materiale che è stato provato e accettato dal team ufficiale quindi devi lavorare su altri punti per cercare di avvantaggiarti, come il set up, la carburazione... piccoli accorgimenti qui e là".

"L'arrivo delle quattro tempi ha però cambiato un po' questo sistema di lavoro perché cose che prima venivano fatte manualmente adesso sono decise dall'elettronica e il raggio di variabili è ampio. Tuttavia l'obiettivo è lo stesso, cercate di ottimizzare la moto in modo che il pilota ci si trovi più a suo agio possibile".

"Quello che non cambia è il modo in cui devi cercare di integrarti col pilota, di lavorare per cercare di risolvere quei fattori che gli creano disagio e che gli impediscono di guidare come vuole. Magari tu pensi che si potrebbe migliorare la frenata ma non è quello che lo preoccupa e quindi devi cercare di concentrarti su quello che non gli piace. A volte osservi un pilota e vedi che ha un problema di chattering, pensi che quando tornerà ai box si lamenterà e invece lui non se ne è nemmeno accorto e rientra felice di aver fatto un buon tempo".

Forcada è convinto che Barros possa rivestire al meglio l'importante ruolo di collaudatore che aveva l'anno scorso Ukawa ma che unitamente a questo avrà anche la mentalità giusta per vincere le gare e per puntare al titolo. "Ukawa aveva quella mentalità da pilota ufficiale ed era, come adesso, pronto ad andare in pista e girare tutto il giorno per collaudare le parti nuove: è un modo di approcciarsi al lavoro particolare. Anche Alex si è assunto questo ruolo con la Honda e sa bene che sta a lui provare gli aggiornamenti del motore e delle altre parti della moto, ma punterà anche ai risultati in gara. Non penso che Ukawa fosse abbastanza aggressivo, era troppo un caro ragazzo per essere un combattente, se capite cosa intendo".

Ad appena una settimana dalla prima gara di una lunga stagione, Forcada afferma di avere la stessa energia e capacità di quando ha cominciato questo lavoro. "Se ti piace quello che fai, non sembra nemmeno un lavoro. Io per esempio non ho mai nemmeno pensato alla possibilità di fare qualcosa di diverso. E' vero che alla fine di una lunga stagione non ne puoi più di viaggiare e ne hai abbastanza anche delle moto ma dopo un po' di riposo cominciano a mancarti e non vedi l'ora di iniziare di nuovo".

Tags:
MotoGP, 2004, Alex Barros

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