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La MotoGP si mette in moto in Sud Africa

La MotoGP si mette in moto in Sud Africa

La MotoGP si mette in moto in Sud Africa

Il campionato del mondo della MotoGP è cominciato oggi in Sud Africa, e nel paddock, che con tutta probabilità si appresta a vivere una delle stagioni più spettacolari della storia, l'eccitazione era palpabile. Durante la giornata, luminosa e soleggiata, le squadre hanno dato il tocco finale alla preparazione della loro prima gara sulle note della tradizionale musica locale che ha riempito l'aria del paddock durante tutto il pomeriggio. I piloti invece si sono divisi tra le riunioni di sicurezza, le ispezioni dei rispettivi equipaggiamenti e le solite interviste e fotografie.

La gara di domenica, 28 giri della pista lunga 4.242 chilometri, è stata attesa con grande anticipazione dai piloti e dai tifosi, soprattutto perché il passaggio di Rossi alla Yamaha ha aperto nuove prospettive ai 23 protagonisti dello schieramento. L'italiano si appresta a difendere il titolo per la terza stagione consecutiva con la voglia di affrontare finalmente i rivali in pista dopo un periodo di test invernali particolarmente intenso.

"E' stato un inverno lungo, specialmente per noi piloti, ma adesso cominciamo a fare sul serio," ha detto Rossi, che aveva debuttato nella classe regina proprio qui a Welkom quattro anni fa. "Per me e per la mia squadra la Yamaha è una nuova avventura. Abbiamo fatto un sacco di chilometri durante i test ma le gare sono un'altra cosa, e dobbiamo vedere se riusciremo a sistemare la moto per questa pista in sole quattro ore. I circuiti dove abbiamo provato mi piacevano ma questo non è uno dei miei favoriti, quindi staremo a vedere che succede. E' una grande sfida, ma spero di celebrare sul podio domenica".

Nonostante il clima di festa che si respirava al Phakisa, i toni si smorzavano decisamente quando il pensiero cadeva sulla scomparsa di Antonio Cobas. Il tecnico, che godeva di un'altissima considerazione nel paddock della MotoGP e che era un elemento chiave della squadra di Sito Pons, è stato ricordato così da Alex Barros, uno dei tanti piloti seguiti dal geniale spagnolo. "La cosa che caratterizzava Antonio, oltre ai risultati sportivi, era la sua grandezza come uomo. Aveva un'influenza tranquillizzante ed era una persona di grande generosità," ha detto il brasiliano. "Al momento il nostro pensiero va alla famiglia – stiamo tutti pensando a loro. Sono sicuro che Antonio guarderà la gara di domenica dal posto migliore".

Più tardi, nel pomeriggio, Barros ha affiancato Neil Hodgson in una visita al centro culturale e artistico di Thabong. Insieme a loro c'era anche Manuel Poggiali che è stato coinvolto in una danza locale al suono della tradizionale musica Monyanyako.

Tags:
MotoGP, 2004, BETANDWIN.COM AFRICA'S GRAND PRIX

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