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Gli spagnoli devono mettere fine a una tradizione negativa

Gli spagnoli devono mettere fine a una tradizione negativa

Gli spagnoli devono mettere fine a una tradizione negativa

Sete Gibernau, Carlos Checa e Ruben Xaus questo fine settimana corrono davanti al proprio pubblico a Jerez sapendo che devono mettercela tutta per mettere fine a una tradizione povera di risultati in uno degli appuntamenti più importanti del calendario. I 125.000 appassionati che probabilmente si recheranno sul circuito andaluso sperano di assistere a nuove vittorie, come quelle conquistate nella classe regina da Alberto Puig, nel 1995 e Alex Criville, che si proclamò vincitore per tre volte consecutive, dal 1997 al 1999.

Invece, dal podio di Criville del 2001, l'unico spagnolo a classificarsi tra i primi dieci a Jerez negli ultmi due anni è stato Gibernau, che arrivò terzo nel 1999 ai comandi della Honda bicilindrica e che da allora non ha avuto molta fortuna. Cadde nel 2000 e tagliò il traguardo al decimo e al nono posto nelle stagioni 2001 e 2002. L'anno scorso tornò a cadere dopo aver completato solamente sei giri.

`È logico che per i piloti spagnoli è molto importante fare un buon risultato al Gran Premio de España´, ammette Gibernau.

`Jerez è una pista speciale, uno dei migliori circuiti del mondo e non solo per la disposizione del tracciato. Il pubblico è unico, è il Gran Premio di casa e mi piacerebbe dare molte soddisfazioni non solo agli spagnoli ma amche a tutti gli spettatori che vanno a Jerez per vedere la gara´.

La seconda posizione di Checa nel 2000 rappresenta l'unico podio per lui nelle otto volte che ha disputato la classe regina a Jerez. Nelle ultime due edizioni dovette ritirarsi per problemi meccanici, anche se riuscì a conquistare la pole position nella gara della 500cc del 1998, una delle uniche due pole della sua carriera.

`La Spagna è un po' diversa, ci sono amici e tifosi dappertutto. È un circuito che conosco perfettamente e inoltre il pubblico mi regala sensazioni che mi danno molta forza, quindi spero di poterli ripagare dell'appoggio con una gara psettacolare. È un circuito su cui mi trovo bene, conosco le curve e le frenate anche se sono state fatte alcune modifiche per ragioni di sicurezza generale del circuito."

Xaus sente meno pressione questo fine settimana visto che è la prima volta che corre il MotoGP a Jerez e riconoscere di essere più che nervoso: `Conosco il circuito ma l'ultima volta che ho corso qui fu nel ‘95 ed era una prova del Campionato spagnolo. Adesso sento una specie di formicolio perchè devo vedermela con quella pista di Jerez della quale parlano tutti e che io ho visto per televisione... per quanto te la raccontino, credo che devi provarla personalmente.´

`Spero che i tifosi mi accolgano bene perchè dal canto mio posso garantire che darò il 110 per cento. Quando abbiamo provato nei test ufficiali mi sono stupito di quanto erano migliorati tutti gli impianti, ma il tempo non era bello e non siamo riusciti a fare tutto quello che volevamo. A Welkom abbiamo lavorato bene, ma non abbiamo avuto la fortuna dalla nostra parte e adesso a Jerez l'obiettivo è sempre lo stesso che in Sudafrica: fare esperienza e portare a termine la gara.´

Tags:
MotoGP, 2004, GRAN PREMIO MARLBORO DE ESPAÑA

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