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Un giro del circuito Bugatti con Sete Gibernau

Un giro del circuito  Bugatti con Sete Gibernau

Un giro del circuito Bugatti con Sete Gibernau

In realtà fino all'anno scorso avevo molti problemi nel circuito di Le Mans e non avevo mai fatto buoni risultati. Non mi piaceva come circuito, dal momento che non avevo né un buon `feeling´ né un buon ritmo. L'anno scorso, per la prima volta e fin dall'inizio, mi sono trovato molto bene. Devo anche riconoscere che fu un anno molto positivo per me e che mi sentivo bene sulla moto. Alla fine riuscii a vincere la gara, anche se è vero che lo feci sul bagnato. Ma il giorno dopo continuai a girare nel circuito, con la pista asciutta e andò molto bene anche in quell'occasione. Mi sono riconciliato con la pista di Le Mans, è un buon circuito per me.

È un tracciato molto particolare, abbastanza difficile, specialmente con quella curva così veloce a destra alla fine del rettilineo, seguita da una chinane, che richiede un cambiamento brusco di velocità. È un punto veramente molto impressionante e ci vuole una buona dose di coraggio e molto sangue freddo. Per quanto riguarda la superficie, sono contento che l'abbiano riasfaltata. L'anno scorso alcune sezioni erano nuove mentre altre no e quindi l'aderenza cambiava moltissimo. Bisognava sempre controllare le condizioni dell'asfalto della sezione su cui si stava girando...e non è così facile!.

Credo che il nuovo asfalto renderà più facile la messa a punto delle moto. A Le Mans è indispensabile avere un buon `feeling´ con il treno anteriore della moto, non solo per le grandi frenate che seguono le curve veloci, ma anche perché la parte anteriore determina la vivacità della moto nei cambi di direzione nelle chicane. In poche parole, un buon assetto del treno anteriore può cambiare le cose.

Il rettilineo principale è preceduto da curva molto chiusa, che si affronta quasi a zero, e ci sono grandi accelerazioni. Con la moto che abbiamo adesso, è fondamentale saper dosare l'accelerazione, non si può aprire il gas molto velocemente, sennò la moto si alza. Solamente verso la metà del rettilineo si può aprire tutto il gas. Dopo il rettilineo c'è un tornante molto veloce, la curva Dunlop. È un punto molto importante, molto difficile, nel quale si può perdere molto tempo in un giro cronometrato. In una curva molto chiusa si possono perdere 2 km/h e questo non ha conseguenze rilevanti, ma in una curva veloce come quella 10 km/h possono fare la differenza.

A continuazione c'è una chicane molto chiusa, che mette a prova i pneumatici. Si passa dalla sesta alla seconda marcia. Il treno anteriore della moto deve essere molto stabile, visto che è quello che guida il posteriore. Poi c'è una grande pendente in discesa, che è stata ampliata per modificare la curva de ‘la Chapelle'. Lì la moto tende ad alzarsi, ma quando stai facendo un'impennata la ruota anteriore non ti può guidare e a volte non riesci a fare in modo che riprenda contatto con il suolo!

Per questo è necessario evitare al massimo le impennate e anche per questo bisogna aprire il gas gentilmente. Entrando nella curva de ‘la Chapelle', c'è una frenata importante. La Chapelle è molto chiusa in entrata ma poi si apre in uscita. È una curva lunga nella quale, un'altra volta, bisogna dosare l'accelerazione. È una sezione dove a metà gara si derapa abbastanza, visto che i pneumatici sono stati sottomessi a una dura prova e hanno appoggiato per molto tempo negli angoli. È un punto che piace ai piloti.

Subito dopo c'è la curva del Museo che in realtà è una curva doppia. È necessario lasciare presto i freni per poter affrontare rapidamente la seconda parte del tornante. Se si frena troppo si è troppo lenti in questa seconda parte. È un punto che a me piace molto, perché la moto derapa parecchio in uscita. Questo punto, assieme all'uscita della curva de ‘la Chapelle', sono i punti più divertenti per quanto riguarda le derapate. In seguito c'à un'altra frenata impegnativa, prima di entrare nella curva del ‘Garage Vert', che è molto lenta se paragonata alle due frenate precedenti. Qui è necessario sacrificare l'entrata nella curva e quindi bisogna frenare molto forte per poi tornare ad accelerare il prima possibile in uscita, visto che dopo c'è un lungo rettilineo. Alla fine di questo rettilineo c'è un'altra grande frenata, con molti riferimento, per attaccare la chicane del ‘Chemin aux Boeufs'.

Questa chicane è più veloce rispetto alle altre, visto che è leggermente inclinata verso l'interno. Si affronta a grande velocità, con un rapido cambio di direzione. Si arriva quindi all'ultimo terzo del circuito, che mi piace molto, visto che l'anno scorso, proprio in quella sezione, riuscii a battere Valentino Rossi. In quella parte si può vincere la gara, anche se si è secondi. Mi spiego meglio: entrando nelle Esse passai Valentino all'interno, dato che è un buon punto per superare. Valentino subito mi passò. Poi tornai a passarlo all'interno nella curva a sinistra e allungai la mia traiettoria, sapendo bene che poteva tornare a superarmi. In questo modo ritardai al massimo la frenata nella curva del ‘Raccordement'. Come ho già detto, quella curva, molto lenta, è molto importante, perchè precede il rettilineo ed è necessario uscirne il prima possibile per poter accelerare. Io ridussi la velocità nella curva lenta chiudendo e perdendo 2 o 3 km/h. Valentino intraprese la curva a una velocità maggiore e quindi derapò di più. Riuscii ad alzare prima la mia moto, ad accelerare e a vincere la gara. Adesso ho solo un desiderio: vincere di nuovo a Le Mans!.

Tags:
MotoGP, 2004

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