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Un giro del circuito Bugatti

Un giro del circuito Bugatti

Un giro del circuito Bugatti

I 4.180 km del circuito Bugatti di Le Mans nelle ultime quattro stagioni hanno ospitato una prova del Campionato del Mondo MotoGP e sono sempre stati lo scenario di dure battaglie per la conquista della prima posizione. Quella di Le Mans è una tipica pista mista, che alterna accelerazioni a frenate e che contiene una delle curve più veloci del calendario, subito dopo il rettilineo di partenza-arrivo.

I tornanti e le chicane abbondano ed è necessario avere un ottimo controllo della moto e poterne gestire l'equilibrio mentre si passa da una brusca frenata a un settore di pista che richiede una piena accelerazione. Il tracciato prevede nove curve a destra e solo quattro a sinistra e mette a dura prova anche i pneumatici.

Per la maggior parte dei team i dati raccolti in passato sul circuito di Le Mans saranno forse inutili, dal momento che la pista è stata riasfaltata e probabilmente alcuni avvallamenti sono scomparsi, mentre invece le frequenti frenate obbligheranno le squadre a scegliere come sempre un settaggio molto stabile per la forcella e per la sospensione anteriore.

Nelle scorse stagioni i cambiamenti della superficie comportavano livelli di aderenza variabili, specialmente sul bagnato, ma con il nuovo tarmac e avendo a disposizione i dati raccolti nelle prime sessioni, trovare l'assetto ideale per garantire al pilota aderenza e stabilità non dovrebbe più essere un problema.

"Le Mans aveva proprio bisogno di un asfalto nuovo – la superficie era consumata – molto liscia e con poca aderenza, soprattutto sul bagnato," afferma Nicolas Goubert, responsabile per le competizioni motociclistiche della Michelin. "Non sappiamo ancora cosa aspettarci dalla nuova superficie. Sicuramente ci sarà più aderenza e le gomme verranno sottoposte a una maggiore pressione. Ma è difficile indovinare come affrontare il tarmac, dipende tutto dalla sua composizione.

Di norma le imprese di costruzione utilizzano soprattutto materiali locali e sappiamo che in alcuni casi, per piste che si trovavano vicine al mare, veniva impiegata troppa sabbia nella mescola per il tarmac e che in altre si usavano sassolini troppo piccoli e lucenti, che non permettevano molta aderenza. Ma oggigiorno molti circuiti riescono a riasfaltare la pista in modo corretto.

"Quella di Le Mans è una delle piste meno impegnative che visitiamo. Ci sono molte curve lente e quindi è importante la trazione in accelerazione. Per questo cerchiamo di aumentarla al massimo per l'uscita dalle curve e, visto che molte sono corte, il margine di aderenza non gioca un ruolo importante come in altri circuiti".

"il pneumatico anteriore da 16.5 pollici potrebbe essere giusto per Le Mans. Dà ai piloti una maggiore sicurezza, mentre entrano in curva ed è un fattore importante in un circuito con tante curve corte".

Tags:
MotoGP, 2004, GRAND PRIX POLINI DE FRANCE

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