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Suppo ottimista dopo i progressi della Ducati

Suppo ottimista dopo i progressi della Ducati

Suppo ottimista dopo i progressi della Ducati

Nonostante l'idillio sia finito e i suoi due piloti abbiano totalizzato complessivamente solo 30 punti nelle prime tre gare della stagione, il team Ducati Marlboro si mostra fiducioso e spera che il Mugello possa rappresentare la chiave di volta del loro campionato e un nuovo stimolo per lo sviluppo della Desmosedici GP4.

Il 2003 fu una stagione da sogno per il direttore del team Livio Suppo, che allora reggeva il comando del nuovo progetto della scuderia. Quel periodo iniziale e molto incoraggiante forma ormai parte del passato, almeno per quanto si è potuto vedere fino all'appuntamento di Le Mans, dal momento che sia Loris Capirossi che Troy Baylis non sono ancora riusciti a ottimizzare il rendimento della nuova versione, in processo di evoluzione dal giorno del suo linciamento, all'inizio di febbraio.

Anche se si trattò solo di qualche ora, il team tornò a utilizzare le moto del 2003 nei test effettuati a Le Mans dopo la gara. Suppo però si dichiara fermamente convinto delle possibilità del progetto attuale e ripete che si aspetta molto dal prototipo per il 2004 e anche dai suoi piloti, a iniziare dall'imminente Gran Premio al Mugello. .

"Il 2003 fu un anno incredibile per la Ducati e questo fece sì che tutti pensassero che era tutto molto facile, anche se si trattava di una stagione di apprendistato e che tutto era già pronto," commenta Suppo.

"Ma come ho già detto, era una stagione di apprendistato. Siamo una squadra giovane e abbiamo meno esperienza nel Motomondiale se paragonati ad altri team. Fa tutto parte di un processo.Siamo ancora in fase di crescita e il nostro obiettivo principale è quello di maturare gara dopo gara".

"La moto dell'anno scorso aveva girato in pista per la prima volta verso la metà del 2002, quindi quando cominciammo a correre, un anno più tardi, la moto era già ben sviluppata. Questa stagione abbiamo effettuato delle modifiche importanti sulla moto, dal momento che l'anno scorso conoscevamo bene i punti forti, ma anche quelli deboli".

"Abbiamo cercato di migliorare sotto tutti gli aspetti, ma per farcela erano necessarie molte modifiche e iniziammo a provarle alla fine di febbraio. È anche vero che non abbiamo avuto molta fortuna con il tempo e che spesso abbiamo trovato la pioggia. Sicuramente ci abbiamo messo più tempo di quello che immaginavamo, ma sono convinto, e anche i miei piloti lo sono, che ci muoviamo nella giusta direzione".

"Il nostro obiettivo principale continua ad essere quello di costruire una moto che sia competitiva su tutti i circuiti. La versione dell'anno scorso era perfetta sui circuiti rapidi con curve che si affrontano ad alta velocità, ma non tanto sui tracciati che richiedono frequenti "frenate e accelerazioni".

"Il fine è quello di preparare una moto che sia affidabile sotto tutti i punti di vista. Non è un compito facile, perché prima bisogna trovare un equilibrio. Questo è un aspetto sul quale dobbiamo lavorare duramente ma ne vale la pena perché si impara molto dalla moto e questo è molto positivo per la Ducati.

"Alla fine dei conti, gareggiamo per vendere delle moto e per capire meglio come costruirle e perfezionare il processo di produzione. È normale, stiamo parlando di motociclismo da competizione".

"Il Mugello ha qualcosa di speciale, si trova a pochi chilometri da Bologna ed è lì dove c'è la nostra grande tribuna con migliaia di ducatisti. A tutti ovviamente piace correre al Mugello, c'è più pressione che di solito, soprattutto per Loris, dal moemtno che è il suo territorio, ma anche per Troy, che dopo aver corso con la Ducati per tanto tempo può già considerarlo il secondo Gran Premio di casa. È un appuntamento speciale, speriamo di avere la fortuna dalla nostra parte e di poter gareggiare nel migliore dei modi".

Tags:
MotoGP, 2004

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