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Un giro onboard a Donington Park

Un giro onboard a Donington Park

Un giro onboard a Donington Park

Il circuito di Donington, simile per alcuni aspetti a quello di Sachsenring, dove la settimana scorsa si è corso il Gran Premio Veltins Motorrad di Germania, è una pista che comprende due sezioni nettamente distinte. Una più lenta e meno interessante sia per i piloti che per gli spettatori, un´altra più veloce e intensa.

La messa a punto della moto è un fattore fondamentale. Una forcella anteriore ben calibrata a sospensioni dure sono fattori che aiutano le frenate prima di affrontare la chicane e le ultime due curve, molto strette, mentre il resto delle curve veloci e meno veloci rendono necessaria la flessibilità della sospensione anteriore e un alto grado di stabilità in curva, ma anche una forte trazione posteriore per uscire dalle curve il più velocemente possibile.

La potenza non è un fattore così importante a Donington come in altri circuiti, ma una buona riposta del motore e un assetto adeguato sono cruciali per uscire senza problemi dalle numerose curve del circuito, come la parte della discesa all´Old hairpin.

La disposizione della pista suscita amore o odio nei piloti. L´inclinazione negativa della pista in molte sezioni di pista è un fattore da tenere in considerazione per gestire la gara. Questo fatto obbliga il pilota a esercitare una grande pressione sul pneumatico anteriore. Arrivando alla discesa della Craner, si prende una curva a destra, una a sinistra, un´altra a destra, come se si stesse facendo un giro sulle montagne russe.

Lo spettatore che si trova nel circuito di Donington segue la gara come se si trattasse di uno spettacolo teatrale: le colline che circondano il circuito infatti formano un circolo elevato a mo di anfiteatro che accoglie il pubblico.

`Per effettuare un giro veloce a Donington, la prima sezione è senza dubbio la più importante, una volta superata la prima curva, bisogna assolutamente uscire veloci per scendere alla sezione della Craner´, spiega il campione di Superbike Shane Byrne, che sta disputando la prima stagione nel Motomondiale.

`Donington è un circuito dove devi fare tutto bene, non è una pista dove puoi entrare in curva al 90% per poi compensarlo nella seguente al 100%, bisogna essere molto regolari e spingere sempre al massimo´.

`Arrivando all´ultima sezione devi frenare per accelerare subito, tornare a frenare, accelerare di nuovo e tornare a frenare per alla fine uscire accelerando. La peggior parte del circuito secondo me è la chicane Fogarty, soprattutto per l´inclinazione che ti spinge fuori dalla curva. Devi aprire molto il gas, quindi i pneumatici si consumano e in realtà quando arrivi alla fine le cose si complicano´.

`Quando la mia moto è in buone condizioni la mia parte favorita è il tratto che va dall´Old Hairpin fino alla McLeans. Ma se la moto non è al 100% questo punto può diventare un incubo, perché la moto saltella e non riesci a mantenere la moto dritta´.

`Per superare, direi che nel Redgate è sempre possibile, anche nell´Old Hairpin, ma bisogna prima essere usciti velocemente in discesa dalla Craner. Un altro punto dove si può sorpassare è la chicane Fogarty, ma anche le ultime due curve´.

`I pneumatici non sono il fattore più determinante a Donington, normalmente si usano mescole medie. Sono molto soddisfatto dell´aiuto che ci sata dando la Michelin questa stagione. I suoi pneumatici hanno buona aderenza, trazione e resistenza ed è quello di cui hai bisogno´.

Tags:
MotoGP, 2004, CINZANO BRITISH GRAND PRIX

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