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Erv Kanemoto: il figliol prodigo dell'HRC

Erv Kanemoto: il figliol prodigo dell'HRC

Erv Kanemoto: il figliol prodigo dell'HRC

Diciassette anni dopo aver smesso di collaborare con la Honda Racing per mettere in piedi il suo team, l'esperto tecnico Erv Kanemoto è stato assunto dalla fabbrica nipponica, che intende riaffermarsi nel Motomondiale MotoGP.

La struttura Repsol Honda, che gode del pieno appoggio dell'HRC nel 2004 ha vissuto una delle stagioni più difficili e non è riuscita a mettere le mani su nessuna vittoria dopo aver subito l'abbandono di Valentino Rossi, ingaggiato dalla Yamaha.

Quest'anno invece l'arrivo di Max Biaggi e del suo mentore Kanemoto, che l'ha accompagnato verso il titolo della 250cc nel 1997 e l'ha aiutato ad arrivare secondo al termine della prima stagione nella 500cc, potrebbe dare nuovi impulsi alla scuderia.

Q: La stagione 2004 è stata una delle più povere della storia per l'HRC… come pensi di dare una svolta a questa situazione?

Erv Kanemoto: So di avere davanti a me una grande sfida, ma le competizioni mi appassionano veramente, come succede alla maggior parte di quelli che lavorano qui. Sappiamo bene che la Honda può costruire una moto vincente e una formazione vincente. Lavorare con loro, con piloti e con la squadra, sarà senza dubbio un'esperienza molto interessante per me. Per ora sto ancora imparando: cerco di conoscere i membri del team, dal momento che non conosco quasi nessuno, anche se ho già lavorato in passato con Pete Benson e Hideki Iwano, entrambi responsabili tecnici della struttura. Inoltre sto cercando di conoscere il comportamento della moto, che è del tutto nuova per me. Abbiamo cominciato con le due sessioni di test in Malesia e poi tre giorni in Australia con le moto del 2005. Adesso l'obiettivo principale per me è imparare a conoscere la moto, capirla e contribuire allo sviluppo.

Q: Il team è stato modificato a tutti i livelli: meccanici, tecnici, gestione... Come pensi che questi cambiamenti influiscano sulla struttura nel suo complesso?

EK: Le squadre nuove di solito hanno bisogno di un periodo di assestamento: quando si riuniscono persone che non hanno mai lavorato assieme come squadra, ci vuole un po' di tempo prima che si abituino a farlo. Per fortuna, però, avremo a disposizione abbastanza sessioni di test prima della prima prova del Campionato del Mondo per permettere a questo team, il Repsol Honda Team, di diventare un gruppo compatto e affiatato.

Q: Dopo i test di Sepang e di Phillip Island, credi che sia possibile far evolvere molto la versione del 2005 della RC211V o la moto è già vicina al limite delle prestazioni?

EK: Come ho già detto, non conosco ancora la moto al 100%, ma quello che posso dire è che i costruttori che prendono parte al Motomondiale e che lottano per il titolo lavorano molto duro, sempre cercando di sviluppare e di migliorare nuovi componenti, quindi la moto continuerà a evolvere nelle prove pre-stagionali e anche in qualche fase della stagione sportiva.

Q: Che cosa hanno in comune l'odierna classe MotoGP e la massima categoria del periodo d'oro del motociclismo, quello di Gardner, Spencer, Lawson, Rainey e Schwantz?

EK: Credo che la classe MotoGP stia vivendo un'epoca fantastica. È un bene per lo sport e per la classe in particolare, vedere che le fabbriche sono sempre più impegnate nelle competizioni e che contribuiscono ai progetti con ingegneri, nuove idee e con le ultime tecnologie. Non dobbiamo dimenticare che la MotoGP è una categoria di recente creazione, che sta avanzando e sta crescendo anno dopo anno, dando a nuovi costruttori l'opportunità di correre ai massimi livelli delle competizioni motociclistiche. Per quanto riguarda i piloti, credo che non sia cambiato niente se si vuole essere un campione: capacità, impegno e perseveranza erano e sono ancore le doti necessarie per essere il migliore. È difficile individuare dei cambiamenti su questi aspetti, perché le qualità di un pilota vincente sono sempre le stesse. Sono le moto che sono cambiate e che hanno alzato il livello della classe. Ad ogni modo, credo che i piloti siano, oggi come allora, di altissimo livello.

Q: Sei rimasto lontano dalle piste per un paio d'anni, per poi ritornare in azione l'anno scorso con la Suzuki e adesso sei di nuovo nel box della scuderia ufficiale Honda. Com'è nata l'idea di questo passaggio al team Repsol Honda?

EK: L'Honda si è messa in contatto con me per chiedermi se sarei stato disponibile a unirmi al team Repsol Honda per il 2005. In realtà sono rimasto molto sorpreso quando me l'hanno chiesto. Dal 1982 al 1988 ho lavorato con l'HRC, che ai tempi si chiamava Honda Racing. In seguito mi sono dedicato alla mia struttura: nel 1989 ho collaborato con Eddie Lawson e abbiamo conquistato il titolo iridato della 500cc. Da allora, la traiettoria dell'HRC negli ultimi dieci anni è stata caratterizzata da molti successi e grandi conquiste. Quindi mi ha sorpreso il fatto che si siano ricordati di me. Quando mi hanno proposto di lavorare con loro, la prima che ho pensato è che sarebbe stata un'opportunità fantastica di lavorare con il miglior team, la miglior moto e con piloti del massimo livello. Quando ho raccolto questa nuova sfida sapevo che non sarebbe stato facile raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Se va tutto bene, dovremo essere in grado di lottare per il titolo, ma questo è esattamente quello che pensano tutte le squadre. Non sarà facile.

Q: Parliamo un po' dei piloti del Repsol Honda … Come credi che sia cresciuto Max come pilota da quando le vostre strade si sono separate alla fine del 1998?

EK: Conosco molto bene Max. Il 1993 è stato il primo anno che abbiamo lavorato assieme. Nel 1997 abbiamo conquistato il titolo della 250cc con una Honda e l'anno dopo, nel 1998, siamo stati vice campioni della 500cc, sempre con una Honda. In questi anni non ho seguito molto le sue prestazioni, perché non ho preso parte alle gare, ma quello che so è che Max è un pilota che si centra e si concentra completamente nelle competizioni, come ogni pilota che aspiri al titolo. Se ha a disposizione la moto giusta ed è circondato dalla squadra giusta, Max può essere molto competitivo, senza dubbio uno dei migliori e sono sicuro che lotterà per il titolo.

Q: Perché Max non è ancora riuscito a proclamarsi Campione del Mondo della MotoGP?

EK: È difficile dirlo... Forse perché non c'erano tutte quelle circostanze che assieme ti possono permettere di conquistare il titolo: moto, team, fortuna, incompatibilità tra lo stile di guida del pilota e il comportamento della moto... Non saprei. In passato non ero con lui, quindi posso solamente parlare del presente e spero di essere in grado di mettergli a disposizione tutto il necessario per afferrare il titolo e di darli una moto che gli permetta di scatenare tutto il suo potenziale.

Q: Credi che si tratti della migliore opportunità per lui di laurearsi nella MotoGP?

EK: Sì, è possibile e spero che questa volta potrà metterla a frutto nel migliore dei modi. Le prossime settimane, prima dell'inizio del Motomondiale, saranno di importanza fondamentale per noi, che dovremo dare a Max la moto di cui ha bisogno per lottare per il titolo. Sono sicuro che se ci riusciamo, Max avrà la sua occasione di essere il Campione del Mondo.

Q: Come vanno invece le cose con Nicky Hayden e la sua squadra?

EK: `In realtà per ora ho passato molto tempo con Max e pochissimo con Nicky, ma c'è una ragione. Sto cercando di conoscere la moto e di individuare la strada da seguire per poterla sviluppare nel modo giusto. Dobbiamo scegliere la direzione in cui muoverci per migliorarla. Credo che Max sia quello che più si adatta allo scopo, vista la sua esperienza.Quando avrò raccolto tutte le informazioni di cui ho bisogno e avremo deciso come muoverci per lo sviluppo, comincerò a lavorare con entrambi, anche se ognuno ha il suo stile di guida. Ovviamente sono qui per lavorare con entrambi e con tutto il team, ma adesso devo cercare di capire la moto e di farlo velocemente ed è per questo che lavoro a stretto contatto con Max.

Q: Credi che Nicky potrà aspirare a vincere gare e titolo questa stagione?

EK: Beh, non è facile per nessun pilota aspirare alla vittoria, perché sono tanti, molto forti e tutti vogliono la stessa cosa. La corsa al titolo è ovviamente molto più complicata, ma quello che posso dire è che ci sono molti fattori in gioco in questo sport. Alcuni sono decisivi e possono permettere a un pilota di conquistare il titolo o frenare il suo slancio vincente. Credo che Nicky abbia il potenziale per vincere. Se non adesso, presto.

Q: Hai seguito Valentino Rossi e la Yamaha in queste prove pre-stagionali?

EK: In realtà non ho visto molto, perché siamo ancora molto concentrati su quello che abbiamo a disposizione, quindi non ho avuto tempo di seguire l'andamento dei nostri avversari. Sappiamo delle cose generali, ma niente di specifico, solamente che saranno molto competitivi. Sappiamo che Valentino e la sua moto sono un'accoppiata fantastica e che il suo team è molto forte. Sanno come dare al pilota quello di cui ha bisogno. Tutti conoscono il potenziale di Valentino.

Q: Quali altri piloti potranno lottare per il titolo quest'anno?

EK: Valentino Rossi è ovviamente il favorito, ma credo che anche Gibernau, Capirossi, Barros e ovviamente Max e Nicky potranno aspirare al titolo. Credo che siano questi i nomi che si scontreranno ogni fine settimana per conquistare la vittoria.

Q: Un'ultima cosa: chi credi che sarà la rivelazione della stagione?

EK: Tamada. Credo che se lui e il suo team saranno in grado di adattarsi ai nuovi pneumatici questa stagione, potranno fare un ottimo lavoro e, chissà, forse darci delle sorprese... Un altro pilota che credo possa sorprenderci quest'anno è John Hopkins. La Suzuki ha fatto importanti passi avanti e se il suo team lavora nel modo giusto, Hopkins e la sua moto saranno molto competitivi.

Tags:
MotoGP, 2005

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