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L'handicap di Elías: i centimetri

L'handicap di Elías: i centimetri

L'handicap di Elías: i centimetri

Ogni passaggio di categoria rappresenta un importante cambiamento che i piloti, in un modo o nell'altro, devono affrontare per poter raggiungere il livello di rendimento desiderato. Toni Elías (Fortuna Yamaha) quest'anno comincia la sua avventura nella MotoGP con l'emozione dell'ultimo arrivato, con molta decisione e molta voglia di conquistare un posto tra i migliori.

"Sono molto contento di aver avuto quest'opportunità in questa super-classe che è la MotoGP. Ho la fortuna di poter codividere la pista con grandi piloti", ha detto. Dopo aver debuttato nel 1999, questo spagnolo ha vissuto una rapida evoluzione nel Campionato del Mondo che lo portò a raggiungere la terza posizione della 125cc nel 2001 e la stessa posizione due stagioni più tardi nella quarto di litro. L'anno scorso invece ha perduto una posizione nella classifica generale della 250cc.

L'arrivo nella MotoGP, accompagnato da un cambio di marca, rappresenta per Elías una esperienza nuova che dovrà vivere superando qualche difficoltà relativa al cambio di cilindrata o il modo di guidare la nuova moto. Anche se possono esserci anche altri fattori di disturbo: "L'handicap principale per me in questo momento sono i centimetri. Sono piuttosto basso e non è facile dominare una moto potente come una MotoGP. Ma durante l'invierno mi sono impegnato al massimo per mettere su un po' di fisico e continuerò a lavorare per essere sempre più forte e poter adattarmi alla moto il più rapidamente possibile", rivela lo spagnolo.

In merito a questo problema, bisogna dire che Elías, con 163 centimetri, è il pilota più basso dello schieramento della MotoGP. Nel gruppo dei meno alti ci sono anche Marco Melandri e Loris Capirossi, che rispettivamente superano di uno e di due centimetri lo spagnolo.

Qvviamente, la mancanza di statura può essere compensata con la forza fisica, come indicava Elías. All'estremo opposto c'è il suo compagno di squadra Rubén Xaus, ma anche Colin Edwards (Gauloises Yamaha) o il tedesco Alex Hofmann (Kawasaki), i più alti della categoria MotoGP, che si aggirano attorno al metro e ottanta o lo superano.

"Quest'anno serva basicamente per imparare, non mi sono prefissato obiettivi. Devo lavorare, vedere come si muovono i migliori piloti della classe e adesso sono queste le cose importanti. Poi, se le cose si fanno bene, i risultati arrivano per forze". Senza dubbio Elías dovrà seguire un processo di adattamento alla nuova categoria per poter migliorare i propri tempi e il ritmo di gara per correre con i più forti.

Tags:
MotoGP, 2005, Toni Elias

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