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Jacque parla dello straordinario fine settimana nella Cina

Jacque parla dello straordinario fine settimana nella Cina

Jacque parla dello straordinario fine settimana nella Cina

Dopo la magnifica seconda posizione al Gran Premio di Shanghai, Olivier Jacque ricorda la splendida prestazione che gli ha permesso di salire sul podio per la prima volta nella classe regina, regalando alla Kawasaki il miglior risultato nella MotoGP.

D: Ti immaginavi di poter ottenere questo risultato?

R: Ovviamente no, sono due anni che non prendo parte al Motomondiale. L'anno scorso ho corso con la Moriwaki il GP nel Giappone e a Valencia. Quando Hofmann si è fatto male, la Kawasaki mi ha chiamato e ho avuto veramente pochi giorni a disposizione per prepararmi fisicamente. Fatta eccezione per le prove che avevamo fatto prima di partire per la Cina, non avevo mai provato la ZX-RR. Inoltre, anche i pneumatici Bridgestone e il circuito di Shanghai erano una novità per me. Veramente troppe cose sconosciute.

D: Hai avuto problemi durante la gara?

R: Si, in realtà ho avuto molti problemi con la visiera del casco. Vi entrava dell'acqua e in curva non potevo vedere, era terribile. Ho perso un po' di tempo per sorpassare Gibernau, ma non avevo visibilità. Ho aperto un poco la visiera per vedere qualcosa e quando ho superato Sete c'era solo il calore del motore che mi faceva sentire un po' meglio. Ma era un inferno. L'idea di abbandonare mi è passata per la testa ma alla fine ho resistito.

D: Pensavi di poter raggiungere Rossi?

R: Non si può riscrivere la storia, ma se non avessi avuto quei problemi alla visiera, penso che la vittoria sarebbe stata possibile. Ho perso molto tempo sorpassando gli avversari, soprattutto Gibernau. Se l'ho avessi superato prima, credo che avrei potuto raggiungere Valentino. Ho tagliato il traguardo a un secondo e sette decimi da lui, ma avevo perso molto tempo per la mancanza di visibilità.

D: Cosa hai provato quando sei passato sulla linea d'arrivo?

R: Mi sono detto: è incredibile! Ho dato veramente il meglio di me. È un risultato importante come il titolo della 250cc del 2000. Durante tre anni, avevo lottato per salire sul podio della MotoGP. Ce l'avevo quasi fatta al GP di Germania del 2002, prima del contatto di Alex Barros. Fu un gran giorno per me. Penso che sia stata una sorpresa per tutti, lo è stata soprattutto per me. Immagino che il team di Rossi non avesse preparato le lettere `OJ´ per indicargli che arrivavo io da dietro.

D: Come si è comportata la moto?
R: La moto e i pneumatici sono andati perfettamente dalla prima curva. Mi sono trovato molto a mio agio in sella alla moto. Il team ha fatto un gran lavoro e ha trovato una messa a punto che mi piaceva. La sicurezza e la fiducia nella moto sono aumentate giro dopo giro. Devo ringraziare la Kawasaki e la Bridgestone.

D: Hai avuto paura per le condizioni della pista? R: No, in verità no. Se escludiamo i problemi di visibilità, la moto è andata molto bene. Qualche volta ha cercato di imbarcarsi pero sono riuscito sempre a recuperarla. In un'occasione, sono arrivato molto largo, ma sono riuscito a salvare una situazione complicata. Ho sempre fatto molta attenzione e sono riuscito a risolvere i problemi di aderenza.

D: Come ti sei integrato nella scuderia ufficiale Kawasaki?

R: Non era un ambiente del tutto sconosciuto, visto che avevo già lavorato con l'ingegner Yoda, che era in Yamaha quando ho conquistato il titolo. Ci siamo sempre capiti bene e c'è un rispetto mutuo. Anche con il responsabile dei meccanici della Kawasaki, Christophe Bourguignon, che è stato il mio ingegnere delle sospensioni e con il quale ho vinto il primo GP, in Brasile nel 1996. Per quello che riguarda Shinya Nakano, è stato amico e avversario per molte stagioni in Tech 3. È un'esperienza importante poter tornare a lavorare con loro e questo rincontro è stato molto emozionante.

D: Shinya si è ritirato...

R: Un peccato, proprio nel GP numero 100. Ritiro per problemi elettrici, un vero peccato. Ha svolto un lavoro importante con la Kawasaki durante due anni. È stato l'incaricato della messa a punto e dello sviluppo. Se domenica ho fatto questo risultato è stato grazie a lui. Io c'ero quando ha corso il primo GP e anche il fine settimana del centesimo. Anche per questo è stata una gara emozionante.

D : Hai di nuovo porte aperte per la MotoGP ?

R: È troppo presto per dirlo. Quello che conta adesso è il Gran Premio Alice di Francia a Le Mans tra qualche giorno. Sono molto orgoglioso di poter disputare il GP di casa e di ritrovare gli appassionati del mio paese. Cercherò di gareggiare al meglio. Ma la seconda posizione in Shanghai è un risultato eccezionale e non potrò farlo tutti i fine settimana. Tutti devono esserne consapevoli e io per primo. Ho detto a Claude Michy, l'organizzatore del Gran Premio di Le Mans di accendere una candela perché si corra con la pioggia!

Tags:
MotoGP, 2005, TAOBAO.COM GRAND PRIX OF CHINA

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