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Edwards: "Laguna Seca è la Hollywood del motociclismo"

Edwards: 'Laguna Seca è la Hollywood del motociclismo'

Edwards: "Laguna Seca è la Hollywood del motociclismo"

Colin Edwards (Gauloises Yamaha) giunge a Laguna Seca con la motivazione comune a tutti i piloti statunitensi di ben figurare nel GP di casa dopo 10 anni di assenza del Motomondiale. Il compagno di squadra di Valentino Rossi ha però dalla sua il recente podio conquistato ad Assen, un terzo posto che non può che averlo ulteriormente caricato in vista dell'appuntamento californiano.

Domanda: Come sarà la gara di Laguna Seca?
Risposta: Credo che Yamaha farà un gran lavoro a Laguna Seca, non vedo l'ora di esserci. Su questo tracciato i cavalli non sono così importanti come lo sono in altri, credo che questo favorirà la nostra moto. Penso che in certi punti non sarà facile trovare la messa a punto ideale. È una pista molto tecnica, il risultato dipenderà dalla messa a punto, dalle sospensioni e dall'equilibrio del mezzo.

D: Cosa si prova a tornare su questo circuito dopo un'assenza così lunga?
R: Non sto nella pelle. Ho corso molte volte su questo tracciato con le Superbike e la mia opinione è che Laguna Seca è la Hollywood del motociclismo. È in California, c'è un sacco di bella gente, un ambiente favoloso e il posto è semplicemente fantastico. La Yamaha ha fatto un grande sforzo per far sì che il Mondiale tornasse negli USA e sono eccitato all'idea di esserci con una MotoGP.

D: Una motivazione in più, quella di correre con una MotoGP?
R: Qualsiasi gara a Laguna Seca è stata speciale per me, anche quando vi corsi con una 250 nel 1992. Penso che sarà meraviglioso, sarà pieno di giornalisti, VIP, le televisioni. Penso che agli americani piacerà sicuramente lo show del MotoGP e da parte mia ho una gran voglia di correre davanti ai miei fan.

D: Pensi di avere un vantaggio, rispetto ad altri piloti, per aver già corso su questo tracciato?
R: Sì, penso che i piloti statunitensi che hanno già corso sul tracciato di Laguna Seca avranno un vantaggio, almeno all'inizio. È un circuito difficile. La curva 6, il 'cavatappi' e un piccolo salto alla fine dell'uscita della 1. Queste sono i punti più difficili del tracciato. Ma come per tutti i tracciati, sono diversi i punti difficili che bisogna imparare a conoscere. Ci sono dei punti 'nascosti' che solo chi ci ha corso conosce, per una volta spero di avere un po' di vantaggio rispetto agli altri.

D Quale risultato ti attendi?
R: Voglio vincere! Dopo Assen mi sento in forma e quando sono sotto pressione riesco sempre a dare il meglio di me. Cercherò di vincere a Laguna Seca, perché è la gara di casa, ci sono gli amici, la famiglia e tutti gli appassionati americani.

D: Quali sono le differenze tra il tracciato di Laguna Seca e quelli europei?
R: Laguna Seca ha la fama di essere una pista da prendere con le molle. In questo periodo dell'anno, però, il clima è abbastanza buono e non ci dovrebbero essere problemi di grip. Se riusciremo a trovare la temperatura giusta per gli pneumatici non ci saranno problemi. Comunque sia abbiamo lavorato con differenti tipi di superfice, dal Qatar, che è liscio come la seta, all'Estoril che al contrario è molto ruvido. Chiaro che alcune curve sono più difficili di quelle con cui si ha a che fare in altri circuiti, ma ci sono tracciati che sono più difficili di questo con curve più sopraelevate di queste. Siamo abituati a passare da un tipo di tracciato a un altro nel giro di una settimana.

D: Quali sono i punti migliori per sfruttare un vantaggio a tuo favore e quali invece quelli più insidiosi?
R: Le zone migliori sono le frenate, alla curva 2, al 'cavatappi', e la curva 1. Spero di approfittare di questi punti.

D: Hai qualche segreto per affrontare il 'cavatappi'?
R: Certo che ce l'ho, ma non vengo certo a dirtelo! Mi ci è voluto del tempo per imparare ad affrontarlo, non posso mica svelarlo così come se niente fosse.

D: Se fossi tra il pubblico, in prossimità di quale curva ti metteresti?
R: Sicuramente sulla collinetta tra il 'cavatappi' e la curva 10: è il posto migliore per godersi lo spettacolo.

Tags:
MotoGP, 2005, RED BULL U.S. GRAND PRIX, Colin Edwards

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