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Un giro sul tracciato di Laguna Seca

Un giro sul tracciato di Laguna Seca

Un giro sul tracciato di Laguna Seca

Il tanto atteso Red Bull US Grand Prix in programma per questo fine settimana è alle porte..

Il circuito, 11 curve per un totale di 2,238 miglia, è sicuramente uno dei più tecnici della stagione e promette azioni mozzafiato per i 150 mila spettatori presenti sul tracciato, e la sempre più vasta audience televisiva che assisterà all'evento in tutto il mondo. Sono 47 i canali che trasmetteranno l'evento in tutto il mondo.

motogp.com ti offre un assaggio di quello che sarà lo spettacolo previsto per il week end, con un video on board del GP del 1993, dalla moto del vincitore della gara, lo statunitense John Kocinski su Cagiva.

Il circuito di Laguna Seca, situato a 12 km da Monterey in California, a una altitudine di 250 metri sul livello del mare, venne inaugurato nel 1957. Il tracciato ha subito nel corso degli anni varie modifiche, recentemente le più importanti, riguardano la sicurezza e in particolar modo le vie di fuga. Modifiche che hanno permesso al circuito di aderire ai rigidi regolamenti imposti dalla FIM (la Federazione Motociclistica Internazionale). Il circuito californiano risponde alle condizioni necessarie per lo svolgimento di una gara del MotoGP.

Se c'è una particolarità che contraddistingue il tracciato statunitense, questa non può che essere la curva conosciuta come il 'cavatappi', una curva che si affronta a una velocità molto bassa per gli standard della MotoGP: 60 km/h. Il circuito ha una lunghezza totale di 3610 metri, un circuito che presenta il maggior numero di variazioni di livello di qualsiasi altro circuito della stagione. Il punto culminante di queste differenze di livello è una chicane che apre una sequenza di curve e un pronunciato cambio di altitudine. I piloti passano per un rapido settore del circuito che conduce a una serie cieca di curve a sinistra e a destra e che prosegue quindi, scendendo di livello, fino a giungere al temibile 'cavatappi'. Un circuito che ricorda, per certi versi, le montagne russe.

Una parte del circuito, dove si registrano le velocità maggiori, è quella del rettilineo principale. Numerose sono le curve lente e dall'ampio raggio, e una ultima curva sinistra di 90º che obbliga a una brusca frenata.

La chiave della messa a punto è senza dubbio il bilanciamento del mezzo: la geometria del telaio, le sospensioni e la potenza del motore. L'obiettivo deve essere quello di garantire al pilota la maggior confidenza possibile con il mezzo. Con una mota da 240 CV si tende a girare molto velocemente con un certa facilità su questo circuito, così la stabilità riveste un ruolo più importante rispetto all'agilità, in considerazione della tipologia di curve di Laguna Seca, e in particolare del 'cavatappi'. Un equilibrio lineare, anche a costo di una limitazione della potenza, assicura una migliore distribuzione dell'assetto che permette di guadagnare in continuità e accumulare così giri veloci.

Per quello che riguarda gli pneumatici, Laguna Seca presenta non pochi grattacapi, in considerazione dei dati a disposizione. Il fatto di non avere un riferimento di una gara precedente della MotoGP su questo circuito, unito a una combinazione di fattori quali il tipo di superficie, la temperatura e la potenza dei mezzi impegnati, rendono molto difficile qualsiasi tipo di previsione sul tipo di scelte da effettuare per ottenere i migliori risultati.

Lo sforzo degli ingegneri, dei meccanici e dei tecnici degli pneumatici giocheranno un ruolo fondamentale in questo Gran Premio. Un'altra delle chiavi di questa gara sarà l'abilità dei piloti di compensare l'equilibrio inerte della moto con il peso del proprio corpo, in modo da massimizzare la trazione.

La discesa che precede il 'cavatapppi' è indubbiamente spettacolare: due curve veloci che si affrontano a 135 km/h e che portano dritte alla lenta chicane. Un punto importante per conquistare un vantaggio.

Per la tipologia di tracciato che dovranno affrontare, è molto probabile che le squadre ridurranno il cambio a sole 5 marce. Le velocità massime che si raggiungono a Laguna Seca, difficilmente superano i 280 km/h, per via della esigua lunghezza del rettilineo principale, per questo la seta marcia risulta 'di troppo'.

Oltre a questa modifica nei rapporti del cambio, la regolazione delle sospensioni dovrà essere aggiustate su valori piuttosto rigidi, in modo da sopportare le brusche frenate richieste da alcune delle curve del tracciato. Tutta una serie di fattori che renderanno la vita parecchio dura alle squadre, tenuto oltretutto conto che in alcuni punti sarà inevitabile ritrovarsi in derapata. Infine, il controllo elettronico della trazione, anche questo risulterà in uno dei fattori determinanti il rendimento della moto sul difficile circuito californiano

Tags:
MotoGP, 2005, RED BULL U.S. GRAND PRIX

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