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Tra i fornelli del mondiale

Tra i fornelli del mondiale

Tra i fornelli del mondiale

Uno dei team più importanti di un week end di MotoGP, nonostante non scenda in pista in sella a una moto, è anche uno dei pipu nascosti agli occhi del grande pubblico. Si tratta dei team che lavorano nelle cucine delle hospitality delle squadre che prendono parte al Campionato del Mondo di MotoGP.

Per parlare di questo aspetto del MotoGP, incontriamo Jean Louis d'Addario, classe '66, padrone di casa dell'hospitality Malaguti Ajo Corse che partecipa al Campionato del Mondo di 125.

Domanda: Il team è composto da finlandesi, francesi, giapponesi e italiani. Come sei riuscito a soddisfare le diverse abitudini alimentari?
Risposta: "Diversificare il più possibile le portate è il segreto, soprattutto quando come nel mio caso, i ragazzi mangiano di tutto senza darmi indicazioni. Di norma preparo un buffet composto da 2 vassoi di antipasti, 1 vassoio di pesce e 1 di carne, verdure in agrodolce e fresche, formaggi e salumi. Immancabile un buon primo e un secondo caldo. Pochi ingredienti abbinati. Piatti in sola apparenza semplici. In realtà vengono studiati in modo da soddisfare il fabbisogno alimentare, proteico e vitaminico, dei ragazzi."

Domanda: Koyama che "cliente" è?
Risposta: "La tradizione culinaria giapponese è molto diversa dalla nostra. Devo dire che lui è uno dei ragazzi che maggiormente apprezza i diversi abbinamenti della mia cucina. Quando sceglie studia attentamente gli ingredienti. A Tomo piace provare, testare, un po' come in pista…. Gli piace molto la pasta ripiena come tortellini ragù bianco, fagottini al radicchio rosso, ravioli ai 4 formaggi."

Domanda: D: La pasta, la "Signora" della cucina italiana ha conquistato anche loro?
Risposta: "Un piccolo aneddoto. Alla prima gara Aki, team manager, chiede per pranzo di far mangiare i ragazzi ai box. Preparo un primo, della verdura e della frutta. Alla gara successiva chiede dei panini al posto della pasta. A turno, quel giorno, tutti i ragazzi sono passati a chiedere "niente pasta?" Da allora, pasta anche a pranzo."

Domanda: Koyama porta mai cibo giapponese nella tua cucina?
Risposta: "Ogni tanto Tomo si presenta con dei barattoli di needle (spaghetti giapponesi). Poi, mi guarda e mi dice '…ma la pasta di Jean…!', sorride e se ne va. Lo capisco. Neanche io riuscirei ad abbandonare totalmente la mia tradizione alimentare."

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125cc, 2006

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