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Dietro le quinte con Mike Leitner

Dietro le quinte con Mike Leitner

Quando Dani Pedrosa è passato alla classe 250 nel 2004 con in mano il titolo della 125amade the move up to the 250cc category in 2004 as the reigning 125cc World Champion, la sua strada si è incrociata con quella di Mike Leitner, e i due hanno iniziato a lavorare insieme.

L'ex pilota classe 125 Mike Leitner è diventata una delle figure di riferimento di Dani Pedrosa, avendo lavorato al suo fianco come capo meccanico da cinque anni a questa parte.

Leitner è stato meccanico anche di piloti del calibro di Jeremy McWilliams, Ralf Waldman e Stefano Perugini - e da quando segue il giovane catalano, Pedrosa ha raccolto due titoli in classe 250 ed è stato vice campione del mondo lo scorso anno in MotoGP.

Con Pedrosa al comando della classifica generale, insieme al connazionale Jorge Lorenzo, l'obiettivo di Leitner è quello di mantenere il pilota Repsol Honda ai vertici in questa stagione.

Come capo meccanico di Pedrosa, quali sono i suoi principali compiti all'interno del team Repsol Honda?
`Il mio compito principale è di supervisionare ogni decisione presa sulla moto, come sul motore, sospensioni, gomme e tutto il resto. Ho l'ultima parola. Siamo una grande squadra, con molti specialisti, e tutti lavorano duramente; alla fine pero' le decisioni le prendo io. È una grande responsabilità, perchè c'è molta pressione´.

Come definirebbe Pedrosa?
`È la mia quinta stagione al suo fianco, e posso dire che è veramente un pilota speciale. Quando vinci un titolo 125 e due titoli 250, vinci gare nella tua prima stagione in MotoGP e nel secondo anno sei già vice campione del mondo, è abbastanza chiaro comprendere che diverso dagli altri´.

È facile lavorare con lui?
`Come ho detto, è una persona speciale, ed è facile lavorarci insieme. Non si vede come una star o una prima donna. È un ragazzo con i piedi per terra. Penso che Alberto Puig lo abbia sempre aiutato su questo punto. Conosce il mondo delle moto ed è sempre serio e concentrato durante il suo lavoro´.

Qual è la parte più difficile del suo lavoro?
`Non c'è nulla di particolarmente difficile. Cerchiamo sempre di fare tutto al meglio, con l'obiettivo di raggiungere il miglior risultato possibile. Questa motivazione c'è dal primo test inveranle all'ultima gara dell'anno. C'è bisogno di parecchia energia, ma se hai un pilota come Dani, molte di queste energie ti tornano´.

Qual è il ricordo più felice degli anni in cui ha lavorato al fianco di Pedrosa?
`Ce ne sono un sacco, non riesco a sceglierne uno. Quando le cose non andavano nel verso giusto, mi ha sorpreso il modo in cui ha reagito. E allo stesso tempo, quando le cose giravano alla grande, mi ha sorpreso di nuovo con il suo approccio. Ci sono davvero molti momenti da ricordare, a partire dalla vittoria di Jerez di quest'anno, considerando tutti i problemi che ha avuto con l'incidente in prestagione´.

E il ricordo peggiore?
`I ricordi peggiori sono sicuramente quando il pilota cade e si fa male. Lo è per tutti, per qualunque squadra e meccanico´.

Quando la tensione raggiunge il picco massimo durante il fine settimana di un gran premio?
`Ci sono molti momenti intensi, iniziando da quando stai provando qualcosa di importante e speri vada tutto bene, magari prima delle sessioni libere, il giovedi, quando decidi che gomme portare con te. Poi chiaramente, il picco di tensione giunge appena prima che inizi la gara´.

Un capo meccanico deve avere particolari qualità psicologiche per lavorare con un pilota?
`Assolutamente. Nel nostro caso, Alberto Puig si prende cura di questo aspetto, e io mi concentro di più su elementi tecnici. Certo è che dopo tanti anni, io e Dani siamo diventati amici; ora lo conosco meglio e so quando ha bisogno di motivazione o quando ha bisogno di essere tranquillizzato. Attualmente abbiamo una buona relazione´.

Quante ore trascorre sul circuito in un fine settimana di gare?
`Un sacco! Non le conto più, perchè questo lavoro richiede un sacco di energie. Ogni meccanico lavora duramente, perchè questo è un mondo differente, dove ci sono molte pressioni. Sei sempre costantemente sotto pressione´.

Ultima domanda. Può dirci com'è la giornata tipo del capo meccanico di Pedrosa?
`Inizia alle 7 del mattino in hotel, andiamo sul circuito, e prepariamo la moto per il warm up, che è alle 9.40. Gli aggiustamenti sono fatti la notte prima. Con il warm up registriamo gli ultimi dati e preparariamo la moto per la gara, facendo gli ulitmi cambi se necessatrio´.

`Controlliamo il tempo, il vento, e tutto quello che può limitare la performance della moto. Di solito non si cambia molto all'ultimo minuto. Iniziata la gara finisce il lavoro, la domenica è assolutamente il giorno più facile, sebbene sia il peggiore per il pilota´.

Intervista gentilmente offerta da Repsol Honda.

Tags:
MotoGP, 2008, Dani Pedrosa, Repsol Honda Team

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