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Borsoi: "CRT, sfida difficile ma ci crediamo"

Borsoi: 'CRT, sfida difficile ma ci crediamo'

Motogp.com ha raggiunto il direttore sportivo Aspar Gino Borsoi per discutere con lui degli obiettivi di questa imminente stagione 2012, del punto a cui è giunto lo sviluppo dei nuovi prototipi CRT e dell’introduzione di questa nuova classe nel motociclismo mondiale.

8 aprile, questa è la data fissata per l’inizio del Campionato del Mondo MotoGP 2012 che vedrà scendere in pista quest’anno anche i prototipi appartenenti alla nuova categoria CRT. Tra le 21 moto che prenderanno posizione sulla griglia di partenza, figureranno anche quelle di Randy de Puniet e Aleix Espargaró, portacolori del team Aspar.

I microfoni di motogp.com hanno raggiunto Gino Borsoi, direttore sportivo della squadra con sede a Valencia, per parlare con lui dell’impatto che l’introduzione delle Claiming Rule Team ha avuto sul motociclismo mondiale e sul suo ruolo professionale.

A che punto siete con lo sviluppo della moto? State concentrando il lavoro su un solo prototipo o su entrambi?
"Stiamo già lavorando su due moto, tra l’altro una dovrebbe già essere pronta per il test che abbiamo in programma a fine mese a Valencia. Quest’ultima dovrebbe essere la moto definitiva, per lo meno per quel che riguarda il telaio e il forcellone, mentre per quel che concerne la carenatura ed altri aspetti si tratta solo di un primo step, non definitivo. Per il secondo prototipo è probabile che riutilizzeremo il telaio vecchio, anche per avere la possibilità di effettuare un confronto a livello di prestazioni con quello nuovo".

Cosa c’è in più rispetto a quanto presente sul prototipo utilizzato da Randy (de Puniet) nei test di Valencia dello scorso novembre?
"Di nuovo abbiamo telaio, forcellone, dischi in carbonio ed alcune migliorie per quel che riguarda il peso (levati 3-4 chili rispetto al modello standard). Per quel che riguarda elettronica e motore, invece, nessuna novità. Avremo anche una carenatura del tutto rinnovata nella parte anteriore, mentre il laterale e la pancia rimarranno uguali".

Come si stanno preparando Randy (de Puniet) e Aleix (Espargaró)?
"Randy si sta riposando in Australia dopo l’operazione a cui si è sottoposto poco prima della fine dell’anno per risolvere un piccolo problema fisico. L’intervento è andato benissimo e ora sta recuperando e facendo preparazione fisica in vista dei test di Valencia. Aleix invece gira spesso in motocross, dedicando buona parte del suo tempo a questo tipo di allenamento".

Siamo ancora lontani dall’inizio del Campionato, ma quali saranno gli obiettivi per il 2012?
"Chiaramente l’obiettivo principale è debuttare nella maniera migliore possibile in questa nuova categoria. Ci piacerebbe disputare una stagione dove si riesca a star davanti a tutte le altre CRT presenti in pista. Questa è la nostra idea di base. Siamo pochi e ci piacerebbe davvero dar vita ad una campagna di buon livello, dimostrando a tutti che partendo con una moto nuova ed impegnandosi al massimo, si possono ottenere buoni risultati. Se poi in qualche circuito meno veloce, magari un po’ più ‘tortuoso’, riusciamo ad avvicinarci alle moto ufficiali, ben venga".

Quanto credi personalmente nelle CRT?
"Ritengo siano il futuro. Ormai si è aperta una strada e bisogna seguire questo cammino, visti anche i nuovi regolamenti imposti da Dorna. Personalmente credo parecchio in questo progetto, e sono convinto che le squadre debbano iniziare ad avere le moto in proprietà, lavorando con le proprie forze, con la professionalità e l’esperienza dei propri ingegneri. È chiaro che lottare con i team ufficiali sarà difficilissimo, perché oltre al budget hanno dalla loro un bagaglio di conoscenze adeguato per mettere in pista moto sicuramente più performanti, però lasciare in mano alle squadre la gestione dei prototipi sotto tutti i punti di vista, quindi non solo del motore ma anche della ciclistica e dell’elettronica, sarà un passo di fondamentale importanza per i piccoli team che potranno così staccarsi dai grandi nomi del panorama mondiale. Con l’avvento delle CRT, la squadra è obbligata a gestire al meglio il prototipo, conoscerne l’elettronica e la questione motori, per esempio. È sicuramente un passo difficile ma molto stimolante".

Come cambierà ora il tuo ruolo all’interno della squadra?
"Richiederà sicuramente molto più tempo, perché prima avevamo un unico interlocutore, Ducati, che ci forniva la moto lasciando poi a noi il compito di gestirla per tutta la durata della stagione, con annesse questioni tipo il riordino del materiale in caso di cadute, l’organizzazione all’interno della squadra ed i vari viaggi. Era un impegno importante, ma aveva comunque delle limitazioni. Ora, con l’avvento delle CRT, dobbiamo pensare ad una gestione più completa del prototipo, dedicandoci quindi al tema motori, alla ciclistica, all’elettronica, alle sospensioni...sarà quindi una gestione a 360 gradi, con difficoltà del caso annesse".

Tags:
MotoGP, 2012, Power Electronics Aspar

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