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Lorenzo ai comandi di un bolide a 4 ruote

Lorenzo ai comandi di un bolide a 4 ruote

Invitato dal team Barwa Addax, il pilota spagnolo ha preso parte, nella giornata di ieri, ad un test privato alla guida di un prototipo da corsa GP2 sull’asfalto del circuito di Valencia.

Jorge Lorenzo è finalmente riuscito a realizzare il desiderio di guidare un bolide da competizione in un circuito di velocità. Il vice Campione del Mondo di motociclismo ha passato tutta la giornata di ieri al Ricardo Tormo di Valencia, provando la monoposto GP2 messo a disposizione dal team di Alejandro Agag, il Barwa Addax. L’impresario spagnolo è un vecchio conoscente del manager di Lorenzo, Marcos Hirsch, e proprio da questa amicizia è nata la possibilità di offrire al maiorchino un’esperienza al comando di una macchina appartenente alla categoria appena sotto alla Formula 1.

Anche se Lorenzo non è nuovo al mondo delle competizioni su 4 ruote, quanto successo ieri risulta la sfida più emozionante di questo genere per il maiorchino. Una monoposto appartenente alla prima generazione della GP2 Series, utilizzate nel triennio 2005-2007 e successivamente nelle Asia Series dal 2008 al 2010. Un autentico “Miura”, come lo hanno definito i membri della scuderia spagnola, con un telaio Dallara, motore Renault V8 capace di 600 CV a 10.000 giri al minuto, tranquillamente paragonabile a prototipi di Formula 1 con la differenza nell’assenza di aiuti elettronici nella guida.

Il maiorchino non si è lasciato cogliere impreparato e anzi, dopo aver ascoltato con attenzione i consigli e i suggerimenti dell’esperto Javi Villa, per tutto il giorno al suo fianco, ha fatto registrare tempi sul giro di poco differenti da quelli firmati dal suo istruttore personale durante le tornate di riscaldamento effettuate nelle prime ore della mattinata.

"È un’esperienza unica, molto differente da quanto sono abituato”, ha ammesso Lorenzo. “Rimani colpito dalle sensazioni anche se in moto vai a 310 km/h su questo circuito mentre con la macchina a 280. Però il girare rimanendo così vicino al suolo fa credere di essere molto più rapidi. Questo è l’aspetto che colpisce particolarmente. La frenata è impressionante perché puoi permetterti di frenare molto molto tardi, quasi dentro la curva. Si scoprono sensazioni nuove e allo stesso tempo ci si diverte un sacco”.

"Sono contento del risultato, anche se gli ultimi secondi sono i più difficili da abbassare, e noto inoltre che più vado avanti più faccio fatica a far registrare progressi”, ha commentato il maiorchino, capace però, dopo la pausa di mezza giornata e con un nuovo set di pneumatici, di attaccare nuovamente il cronometro sorprendendo gli uomini del Barwa Addax Team.

”Per essere la prima volta, mi retengo molto soddisfatto”. Lorenzo ha poi rivolto l’attenzione delle proprie dichiarazioni al suo mondo, la MotoGP, comentando quanto detto ieri da Lin Jarvis, Managing Director di Yamaha Motor Racing, che sosteneva che a qualsiasi squadra farebbe piacere contare sulle capacità di Jorge Lorenzo o Casey Stoner.

”Ora come ora, io e Casey siamo i piloti più completi in circolazione, anche se le cose posso cambiare dal giorno alla notte. Però questa è la verità, inoltre siamo ancora giovani e abbiamo chiuso rispettivamente al 1º e al 2º posto lo scorso anno. È logico che le squadre puntino a coloro finiti al vertice della classifica”, ha affermato Lorenzo, il cui contratto scade nel 2012.

”Anche Pedrosa è molto veloce, e cosa posso dire di Rossi? Può vantare nove titoli e più di 100 vittorie..e poi ci sono Hayden, Dovizioso e Spies. Ci sono molti piloti in grado di imporsi e vincere il Campionato”.

Tags:
MotoGP, 2012, Jorge Lorenzo

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