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Pedrosa: "Non ho nulla da dimostrare a nessuno"

Un Pedrosa inedito che ci parla di Jerez, del 2013, del titolo che manca e di molto altro...

 motogp.com: Al termine della gara in Australia ci hai fatto una analisi a caldo della tua stagione. Come vedi ora la tua scorsa annata?

Dani Pedrosa: L’analisi è facile perché, a parte non vincere il Campionato, che era l’obiettivo principale, ho raggiunto vari altri obiettivi, minori ma importanti. Sono cambiato, ho cambiato cose, sono migliorato…Insomma a parte a vincere il titolo, ho raggiunto tutto quello che mi ero prefisso: non mi sono infortunato, sono stato bene in ogni gara e ho fatto bene in circuiti che non mi favorivano.

motogp.com: Non vincere il titolo nel 2012 ti mette più pressione quest’anno? Ti senti obbligato a vincere?

D.P.: No, perché questa domanda ce l’ho da quando sono entrato in MotoGP o quasi. Forse il primo anno no, ma da lì in poi corro con la stessa voglia di essere Campione, anche se ogni anno devo fare uno sforzo in più per riuscirci.

motogp.com: Ti preoccupa dover dimostrare che quest’anno devi farcela sì o sì?

D.P: Dimostrare no! Non ho nulla da dimostrare a nessuno, solo a me stessso, trovare soddisfazione nel lavoro e negli sforzi che faccio. È un cammino duro,  la pressione per vincere c’è ma vivi altre cose, non vivi per dimostrare alla gente, vivi per te stesso. So già quello che posso fare, non devo dimostrarlo alla gente.

motogp.com: Suppongo che sei cosciente dell’aspettativa della stampa per vedere la prima gara del tuo compagno di squadra Marquez… Ti ha creato pressioni o problemi vederlo sul podio senza di te?

D.P.: Nessun problema anche perché non leggo i giornali. D’altra parte Marc è stato fantástico, ha fatto una gara fantástica, prima dietro di me osservandomi, risparmiando energie. Io sono arrivato quarto e va bene così, la relazione tra noi è ottima e sono felice che abbia avuto un buon debutto. Deluso? Sì, perché non ho potuto esprimermi al meglio.

motogp.com: Parliamo un po’ di te fuori dalle gare. Dove vivi, a cosa ti dedichi fuori dai circuiti…

D.P.: Come sapete sono un tipo tranquillo, la mia vita fuori dalle gare è molto rilassata. Non mi piace essere al centro dell’attenzione, non mi piace parlare di me. Mi piace condividere, essere uno del gruppo, quindi la mia vita in questo è abbastanza tranquilla. Vivo da anni a Ginevra, un posto che accompagna questo tipo di vita.

motogp.com: Hai qualche hobby che non conosciamo?

D.P.:  Parlando di sport, mi piace il windsurf. Ti direi anche la bici, ma non è più un hobby già che è al centro dei miei allenamenti. D’altro canto sono un amante del cinema, o vedere film in casa, con amici. Passeggiare se fa buon tempo, ma passeggiare per fare shopping o solo per passeggiare non mi piace eccessivamente…

motogp.com: Nelle interviste a volte sei corto di parole e spesso ti si può leggere come una persona timida, introversa o che ha avuto una giornataccia. Come la vedi tu?

D.P.: Evidentemente…è una risposta complicata perché ci sono vari perché. Per cominciare, sono un timido. E poi non mi piace spiegar tutti i dettagli, preferisco tenermi i miei segreti e spesso i giornalisti mi fanno domande come “che marcia usi in quella curva”? Sono cose a cui non voglio rispondere, perché saranno le mie armi in gara. E poi nel momento dell’intervista ci sono un sacco di giornalisti e non posso parlare col mio interlocutore tranquillamente.

motogp.com: Nella gara di Jerez, fino a che punto ti godi il GP di casa e il supporto dei tuoi tifosi? Non è forse un fine settimana più complicato perché non puoi perdere la concentrazione mai?

D.P.: Finalmente una bella domanda! Dal giovedì alla domenica è vero che noti una aria differente in circuito. D’altra parte è vero che non puoi fermarti un secondo, perché c’è sempre da firmare un autografo o fare una foto e se non ti fermi la gente si arrabbia: questo forse è uno dei momenti più duri del fine settimana.

 

Tags:
MotoGP, 2013, Dani Pedrosa, Repsol Honda Team

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