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Spencer : Marquez, Rossi, la Open e il futuro

Spencer : Marquez, Rossi, la Open e il futuro

Milioni di persone sono state testimoni della battaglia Marquez-Rossi al Gran Premio del Qatar e dell’ingresso della categoria ‘Open’ nella classe regina della MotoGP™. L’ha vista comodamente da casa anche il due volte Campione del Mondo Freddie Spencer, che ci ha svelato anche di... un'occasione da dare ai giovani talenti.

Orgogliosamente inserito nella Hall of Fame in qualitá di MotoGP™ Legend, 'Fast Freddie' divenne il più giovane Campione del Mondo della classe regina allor quando vinse la corona corona iridata con la Honda nel 1983 – record che è resistito per trent’anni, toltogli alla fine del 2013 da Marc Marquez. Tuttavia, l'americano è senza dubbio ricordato per la sua storica doppietta del 1985, quando vinse in un colpo solo il titolo 250 e quello della 500 nella stessa stagione. Attualmente, sta lavorando sulla creazione di una riding school nel sud della Francia.

Prima di tutto, raccontaci del tuo nuovo progetto al Paul Ricard…

Assolutamente. Non vuole essere solo una riding school, ma molto di piú. E' più di una semplice esperienza motociclistica e una sorta di evoluzione della precedente struttura di Las Vegas. Questa sarà un pó più personale. Dovrebbe adattarsi a quello che è il mio stile e poi la location è incredibile: il Paul Ricard. Le strutture sono eccellenti e sono coinvolte un sacco di persone capaci.

Abbiamo stilato un piccolo programma due settimane fa con una giornata in pista, ma ora lo stiamo strutturando in un vero e proprio riding centre. Fornirà tutto il necessario ai piloti e verrà suddiviso in piccole lezioni dedicate. L'esperienza che si ottiene sarà molto singolare. Chiunque può accedere e le lezioni si terranno personalmente con me. Quello che mi piace è che sarò in grado di guardare un pilota da vicino e vedere esattamente dove devono migliorare. Potrebbe nascere qualcosa di davvero unico.

I tuoi allievi potrebbero voler emulare le gesta di Marc Marquez e Valentino Rossi, dopo il loro fantastico duello nel Gran Premio del Qatar...

Sì! L’ho guaardata da Marsiglia, dove vivo in questo momento. E' stata una grande battaglia. Valentino aveva detto che le qualifiche non sarebbero poi state indicative per la gara e che anche lo scorso anno era andato bene in Qatar. Non mi ha sorpreso dunque vederlo lì, ma altrettanto emozionante è stato vedere in quanti c’erano a combattere per la vittoria: Stefan Bradl, Alvaro Bautista e Bradley Smith, per esempio.

Jorge [Lorenzo] è caduto al primo giro, altrimenti credo che sarebbe stato davvero difficile da battere per tutti. Ma una volta fuori gioco la battaglia si è spostata tra Marc e Valentino - e pure molto emozionante! Ma dovremo vedere cosa succede una volta che si arriva a Austin. Per certi aspetti, il Qatar è unico, ma nella gara di quest'anno sicuramente si respirava grande emozione.

Si potrebbe dire che si è trattato di una performance schiacciante di Marc Marquez?

Non credo che abbia corso al 100 % dei suoi sforzi. Lui non ne aveva bisogno. Ha appena fatto esattamente quello che era necessario al momento, la cosa più giusta e matura da fare. Non importa se si vince una gara per 20 secondi o per due millesimi di secondo. Non ha preso rischi nelle libere o nelle qualifiche.

Si potrebbe dire piuttosto che il suo approccio è stato molto diverso dallo scorso anno: niente cadute, niente giri al limite quando non necessario, per poi vincere la gara. Un approccio molto controllato. Ha solo fatto quello che doveva fare, ma sia lui che Valentino ha fatto un ottimo lavoro.

Rossi stesso ha individuato le prime sei gare del 2014 come riferimento per decidere continuare a correre il prossimo anno ...

So che la vittoria ad Assen lo scorso anno lo aveva motivato; significava tutto per lui e ha rinnovato quella fiducia nel vincere di nuovo le gare. Se lui dice che il suo futuro dipende dalle prime sei gare di quest'anno, allora io gli credo. Dopo aver cambiato il suo capo tecnico, avrá ora piú pressione - e anche piú stimoli - del solito.

Jorge Lorenzo è stato tradito dalla mancanza di grip. Riesci a ricordare tutte le frustrazioni legate ai pneumatici nella tua carriera?

Se si va indietro negli ultimi anni, si vede come a un certo punto (nel 2012), le gomme sono state cambiate e la Honda è diventata competitiva. Al momento invece, Lorenzo e Yamaha stanno avendo parecchie situazioni critiche.

Mi ricordo le prime volte che testai i radiali, proprio non riuscivo a farli funzionare. E' difficile quando accade qualcosa del genere. Per Jorge, potrebbe trattarsi solo di una leggera perdita di feeling – ed è difficile sentire ogni piccolo dettaglio quandi si sta andando oltre il limite. Devi essere in grado di spingere, non solo di toccare il limite ma di guidare anche al di là di esso.

Jorge è un pilota abile nel ‘sentire’ la moto. Il suo stile è una questione di precisione. Lo capisco perché ero un pò così e anche un po' come Marc - ero un pó gli stili di entrambi. Ma essere in grado di trovare il limite e continuare a spingere è molto importante, così come lo è molto accettare la situazione quando non riesci. Se i pneumatici cambiano, bisogna cercare di modificare le impostazioni delle sospensioni. Devi trovare un compromesso.

Cosa ne pensi della categoria Open e della Ducati che potrá godere dei suoi benefici - come la possibilità di sviluppare motori per tutta la stagione, avere la gomma più morbida e piú litri nel serbatoio (rispetto alle Factory)?

Le Open hanno avvicinato tutti! E' più controllata, sicuramente piú gestibile e ha portato un livellamento - ma staremo a vedere per quanto tempo. Le Factory non possono apportare modifiche al motore, come invece previsto per le Open, ed è forse l’aspetto più interessante.

Sarà particolarmente interessante vedere i veri cambiamenti, quando si inizierá a togliere alcuni vantaggi (Ducati perderà alcuni benefici concessi a seconda dei suoi risultati). Capisco la scelta della Ducati perché, in fin dei conti, vogliono essere più competitivi e questa rappresenta una grande opportunità per loro.

La prossima tappa è Austin, in Texas. L'anno scorso Marquez vinse la prima gara e a fine stagione ti ha strappato il record del più giovane vicitore di sempre della classe regina. Cosa dobbiamo aspettarci in occasione della seconda visita al COTA?

Marc sembrava a suo agio l'anno scorso e la Honda gira molto bene su quella pista; è una questione di velocitá di punta e accelerazione. Penso che la pressione piuttosto sia  su Jorge e la Yamaha, ma è una lunga stagione e siamo appena alla seconda gara; si potrebbe ipotizzare che Jorge avverta un pó di pressione visto il gap di 25 punti da Marquez a seguito della caduta in Qatar.

Ma oltra a questo la parte particolarmente interessante per me sta negli altri ragazzi. Dovremo vedere se Aleix Espargaró può continuare a stupire, e anche tenere d'occhio Smith, Bradl e Bautista. Non si puó prevedere nulla! Le nuove norme hanno raccolto molte critiche, ma sai una cosa? Parliamo delle gare e queste regole certamente le hanno rese piú interessanti di prima!

Tags:
MotoGP, 2014

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