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Vitto Guareschi: ‘come inizio, è stato molto buono’

Vitto Guareschi: ‘come inizio, è stato molto buono’

Il manager dalle basette piú lunghe del paddock si apre in un’intervista a motogp.com, tra l’analisi della gara inaugurale in Qatar e il suo nuovo ruolo nel team SKY Racing by VR46, nato da un’idea di un certo Valentino Rossi..

Partiamo dalle prove: dopo l’exploit nei tre turni di libere, c’è stato un "passo falso" nelle qualifiche...

Romano [Fenati] purtroppo ha avuto un grosso problema di chattering che non aveva mai avuto nei tre turni precedenti, abbiam cercato subito di risalire al problema: in pratica, l’ammortizzatore è scoppiato e non funzionava piú come aveva fatto nei tre giorni precedenti. Romano non riusciva a guidare, è stato anzi un miracolo che sia riuscito a fare quel tempo in qualifica con la moto quelle condizioni. Solo una volta rientrato ai box abbiam capito che cos’era successo. Poi l’abbiamo messo a posto nel warm up, ma in gara la moto non è piú tornata quella di prima.

Cosa è successo poi in gara? Perchè questo risultato "opposto" tra le prestazioni di Fenati e Bagnaia?

Romano (ma tutti noi in realtá) aveva in testa di poter lottare per il podio; è partito subito molto forte anche se la moto non mi permetteva di tenere un bel ritmo perchè con quel problema che avevamo ereditato, siamo andati a distruggere il pneumatico: negli ultimi giri è rimasto senza gomma, e quindi costretto a retrocedere. Al terzo passaggio in gara ha fatto il giro piú veloce, ma è stato tutto dovuto al suo talento perchè la moto non gli permetteva fino in fondo di andare con quel passo.

Mentre Pecco [Bagnaia] è partito con un pó di apprensione. L’anno scorso ha fatto un sacco di gare difficili e quest’anno aveva bisogno di trovare maggior concretezza. Durante la gara si è accorto di esser nella posizione ideale per poter combattere; ci ha creduto, c’è stato un momento che è stato anche molto vicino al gruppo di testa. Ha continuato a girare su un buon passo e negli ultimi giri si sono un pó ostacolati [con Antonelli e McPhee] tra loro, ma tutto sommato siamo molto contenti della sua corsa: ha chiuso a soli 8 secondi dal primo e ha conquistato i suoi primi punti iridati. Come inizio, è stato molto buono!

Il ritmo che avete dimostrato di sapere tenere rivela apertamente che potete giocarvela a viso aperto. Quali sono diventati, realisticamente, i vostri obiettitvi dopo questa prima gara?

Quel che abbiamo vissuto in Qatar ci serve per costruire del background ed esperienza; sono cosa che si pagano specialmente con un pacchetto completamente nuovo. Adesso sappiamo che quella è una nostra criticitá, ci staremo piú attenti. I reali obiettivi? Noi vogliamo riuscire ad andare a podio il piú possibile per costruire quella soliditá necessaria per poter affrontare il Campionato con l’obiettivo di provare a vincerlo il prossimo anno; quest’anno sappiamo di dover pagare un pó di inesperienza nella categoria. Ma abbiamo sempre e comunque la consapevolezza (sia dai test invernali, sia da questa prima gara) di esser lì presenti tra i protagonisti.

Cosa ci dobbiamo aspettare per la seconda tappa della stagione che si correrá ad Austin, in Texas?

Mi aspetto di fare un weekend a grandi livelli. Non so come ci piazzeremo, ma mi aspetto di lottare sempre per le posizioni che contano. Possibilmente senza problemi questa volta peró, visto che abbiam giá dato [ride...]

Sei alla tua seconda esperienza come team manager [la prima è stata in Ducati], quali sono state le differenze piú rilevanti che hai incontrato nella gestione?

C’e tantissima differenza. Qui il mio è un lavoro piú ad ampio raggio. In una grande struttura (come quella Ducati) ognuno si occupa di determinate cose nello specifico, qui invece il mio lavoro spazia nel... fare tutto! Questa è davvero una grande avventura: fino alla fine di ottobre non avevamo nulla, neanche un giravite! Si è trattato di un lavoro grande e importante quello fatto durante l’inverno, la mia è partita come un’esperienza a 360 gradi.

Ovviamente adesso c’è un rapporto diverso anche con i piloti.

Assolutamente sì, questi ragazzi [Fenati e Bagnaia] devono ancora costruire la propria maturitá; in Ducati ho sempre avuto a che fare con top rider che arrivavano da grandi risultati e che sapevano giá benissimo cosa dovevano fare. Il mio adesso è un ruolo quasi "da genitore"...

E che mi dici del ruolo di Valentino. In Qatar l’abbiamo visto sempre attento e vicino a voi, ma quanto entra nella vita del box?

Valentino lascia tanto spazio al lavoro nel dettaglio, lui peró è costantemente curioso, vuol sapere cosa succede, come vanno le cose: è sempre stato così di natura. Ci tiene tantissimo. Questo è un progetto che è nato dal matrimonio tra Sky Italia e la VR46, che aveva giá in testa di far crescere dei piloti giovani con l’intento di formarli e farli entrare nel Mondiale.

Tags:
Moto3, 2014, Francesco Bagnaia, Romano Fenati, SKY Racing Team VR46

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