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Iannone: ‘voglio tornare a lottare con Marquez’

Iannone: ‘voglio tornare a lottare con Marquez’

Il pilota di Vasto è stato tra i piú veloci nella gara inaugurale in Qatar e senza quel piccolo errore se la sarebbe vista con i primi della classe. In quest’intervista a motogp.com, Andrea Iannone ci parla del feeling con la sua Ducati e del suo rapporto con i social network...

Com’ è cambiata la tua Ducati alla luce dei nuovi regolamenti?

Nel comportamento è sicuramente molto diversa, molto piú "amica", una moto piú competitiva rispetto a quello dello scorso anno. Io in primis (ma anche gli altri piloti Ducati) sono molto contento.

Quali sono le differenze con la versione precedente? Ti dá piú fiducia nella guida al limite?

Adesso si riesce a spingere a fondo, il limite non è così facile da raggiungere. E anche una volta raggiunto, devi poi esser bravo a spostarlo un passo piú avanti. Quando con la moto ti senti un pó "impiccato", continui a lavorare per trovare quel qualcosa in piú che ti faccia andare oltre. La moto ora si guida con piú facilitá, ma allo stesso tempo riusciamo adesso a mantenere una velocitá di punta con piú costanza e questo per noi è un grande salto in avanti.

Se non fossi caduto in Qatar, in che posizione saresti potuto arrivare?

[ride..] E’ stato un vero peccato, sono sinceramente dispiaciuto per la caduta, ma dall’altra parte invece ho fatto un gran weekend: sono stato sempre veloce, costantemente tra i primi. Per quel che riguarda l’accaduto, è sotto gli occhi di tutti il passo con cui ho condotto la mia gara e quello che hanno avuto i primi cinque piloti del gruppo di testa. Sicuramente mi sarei collocato lì.

La scorsa stagione sei passato anche per degli infortuni, adesso ti senti al 100%?

Fisicamente sono ok, sulla moto mi trovo bene e anche psicologimante sono a posto: sereno e contento grazie allo step che abbiamo fatto, spero si possa continuare a migliorare ulteriormente nel corso di questa stagione. Voglio tornare a lottare (anche qui in MotoGP) con Marc Marquez: in Moto2 abbiamo vissuto delle grandi sfide, avuto delle grandi battaglie che hanno dato vita a delle belle gare, mi manca questa lotta.

Adesso si va ad Austin. Cosa accadrá? Puoi puntare sui due lunghi rettilinei per sfruttare la tua velocitá di punta?

E’ un circuito molto bello ma non è assolutamente facile. Lì ci sono quei rettilinei molto lunghi dove noi potremo trarre dei vantaggi. Ma non basta avere solo una moto veloce; bisogna riuscire a guidarla bene, ad esser incisivi anche nelle curve e in tutte le parti della pista. In Qatar e in Malesia non siamo andati affatto male, ma dobbiamo capire dove ci troviamo: forse in alcuni tracciati ci sará da soffrire. Non so cosa aspettarmi da Austin; guardiamo avanti, gara dopo gara. Io e la mia squadra vogliamo arrivare quanto piú avanti possibile. Questo è certo.

Sei molto attivo e presente sui Social Network. Qual è il tuo rapporto con le piattaforme e se c’è un’interazione con i fan?

Sì, in effetti. Una volta si usava tutti Messenger, ora invece impazzano Facebook, Twitter e Instagram. Mi piace interfacciarmi con le persone e quando i fan mi fanno delle domande, spesso rispondo direttamente. E’ bello comunicare con le persone che ti seguono.

E li hai inseriti anche sul casco che hai indossato durante i test invernali...

Esatto. In quest’inverno ho cambiato grafico, mi sono legato ad Aldo Drudi. Eravamo in ritardo e la prima idea che mi è venuta in mente è stata quella di puntare sui social: una volta messe le icone su, il casco era bello che pronto.

Hai sempre corso col #29? C’è una storia dietro?

Quando ho iniziato a correre in realtá avevo il #53, perchè adoravo i film di Herbie, "il Maggiolino tutto matto". Quando ho iniziato a fare le gare di minimoto avevo il 9, il numero della mia data di nascita, mentre mio fratello aveva il 2. Lui correva insieme a Corsi, Sic e Dovi, e quando ha smesso ho deciso di prendere il suo numero e (visto che che era il maggiore) metterlo davanti al mio: è stato così che è nato il mio 29!

Tags:
MotoGP, 2014, Andrea Iannone, Pramac Racing

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