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La scalata di Marquez verso il secondo titolo MotoGP™

La scalata di Marquez verso il secondo titolo MotoGP™

Ripercorriamo insieme, tappa dopo tappa, il cammino del giovane talento della Repsol Honda nella stagione che ha sancito la sua consacrazione tra i più grandi di sempre nella classe MotoGP™.

L’anno scorso Marc Marquez si aggiudicò il titolo mondiale della classe regina, con un margine di appena 4 punti su Jorge Lorenzo all’ultima gara di Valencia in cui conquistò il terzo posto. L’inizio straordinario di questa stagione, in cui ha messo a segno un impressionante bottino di ben 10 vittorie consecutive nelle prime 10 gare, ha spiazzato tutti lasciando agli avversari solo le briciole.

E dire che il 2014 non era iniziato nel migliore dei modi: un infortunio alla gamba destra durante un allenamento col dirt-track l’aveva costretto a saltarsi buona parte dei test invernali. Una riabilitazione accurata (e anche tante simulazioni con i videogiochi …) l’hannorestituito in perfetta forma per il Gran Premio inaugurale in Qatar in cui ha ottenuto pole position e vittoria, sfidando e battendo Valentino Rossi.

Tornato sullostesso scenario in cui dodici mesi prima aveva conquistato la sua prima vittoria in MotoGP, Marquez si ripete ad Austin dove vince con un margine di 4 secondi sul propriocompagno di squadra Dani Pedrosa. Le novità non hanno mai rappresentato un problema per il giovane Campione del Mondo che, anche sul nuovo circuito argentino, Termas de Rio Hondo, vince a mani basse.

Il circus del Mondiale torna in Europa, ma la musica non cambia: anche a Jerez de la Frontera, davanti a una folla in delirio di 115 mila spettatori, Marquez vince a mani basse davanti a Rossi e Pedrosa: è la quarta vittoria consecutiva ottenuta partendo dalla pole position.

Nel frattempo, sulla base di questi risultati strabilianti, il 21enne di Cervèra mette in cassaforte il suo futuro siglando un contratto biennale con la Honda Racing Corporation sino alla fine del 2016.

Altre due vittorie dopo altrettante pole position lo vedono celebrare anche a Le Mans e al Mugello, pista quest’ultima in cui era invece caduto l’anno prima nel corso degli ultimi giri. La novità, se proprio si deve inquadrare in questi termini, è che Marquez non sbaglia un colpo: Pedrosa, Rossi e Lorenzo non sanno in che modo riuscire a fermarlo.

Al Montmeló, suo circuito ‘di casa’, Marquez stecca le Q2 con una caduta mancando la pole ma classificandosi ugualmente in prima fila. Non si scompone Marquez, anzi, fa tesoro dell’errore e il giorno dopo regola Valentino Rossi e Dani Pedrosa, con cui si sfiora nel finale aggiudicandosi il GP di Barcelona-Catalunya.

Alla vigilia di ogni Gran Premio, i media iniziano a rivolgergli sempre la stessa domanda: ‘credi di riuscire a vincerle tutte?’. Il giovane talento è tutt’altro che sprovveduto, e risponde concentrandosi passo dopo passo, round dopo round, senza farsi coinvolgere da alcuna pressione esterna.

Alla sua universalmente riconosciuta bravura, si aggiunge inoltre l’efficienza di un mezzo non indifferente: la sua Honda RC213V gli permette di fare di tutto (e anche di più) persino nelle condizioni più estreme come in quel di Assen in cui, dopo l’ormai noto ‘salto della rana’ per il cambio moto del Flag-to-Flag, vince il Dutch TT contro Dovizioso.

Prima della pausa estiva, anche il circuito del Sachsenring capitola sotto l’incisività del 21enne spagnolo. In Germania, le condizioni meteo suggeriscono alla stragrande maggioranza dei piloti di cambiare moto dopo il Warm-Up lap: ‘partenza anomala’ dalla pit-lane particolarmente affollata per l’occasione, ma nessun problema per Marquez, che taglia il traguardo …nuotando!

Trascorre le vacanze a Tarifa con suo fratello Alex (che corre in Moto3 con il team Estrella Galicia 0,0) in tutta serenità, visti i 77 punti di vantaggio in classifica generale sugli inseguitori. Margine che arriva a toccare la soglia delle 89 lunghezze a Indianapolis, vincendo sui rivali della Yamaha, Lorenzo e Rossi.

Con questo successo eguaglia i record di Mick Doohan (dieci vittorie complessive nel1997) e del grande GiacomoAgostini (per le prime dieci gare consecutive della stagione) nella classe regina.

In molti iniziano a paragonarlo a fenomeno sovrannaturale, viste le manovre e le acrobazie di cui si rende protagonista. Ma la smentita è dietro l’angolo: anche Marc Marquez è umano! Nella domenica di Brno, non trova il giusto feeling con la moto e giunge 4° al traguardo, interrompendo la sua incredibile striscia positiva. Pedrosa vince davanti a Lorenzo e Rossi.

Si rifà due settimane dopo in Inghilterra: forse l’attraversata del Millennium Bridge lo esalta e a Silverstone vince un’altra epica battaglia con un ritrovato Jorge Lorenzo.

I ‘passi falsi’ di Misano e Aragòn, con le vittorie di Rossi e Lorenzo rispettivamente, lo vedono chiudere mestamente con un 15°e un 13° posto. Nella peggiore delle ipotesi peró, volendo guardare il bicchiere mezzo pieno, conclude comunque in zona punti: lascia così l’Europa alla volta del trittico di gare asiatiche con un vantaggio di 75 punti.

A Motegi la partenza non è delle migliori, ma con una condotta di gara intelligente e decisa al momento giusto, chiude in seconda posizione dietro Jorge Lorenzo, ottenendo quei punti necessari per la conquista matematica del suo titolo secondo titolo mondiale nella classe regina, con ben tre gare di anticipo.

Tags:
MotoGP, 2014, MOTUL GRAND PRIX OF JAPAN, Marc Marquez, Repsol Honda Team

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