Per la prima volta su motogp.com?Registrati qui

Acquisto Biglietti
acquisto VideoPass

Scie e penalità: parla Mike Webb

Scie e penalità: parla Mike Webb

Il fenomeno dell'attesa della scia del pilota più veloce sta assumendo risvolti preoccupanti, come visto negli ultimi turni di qualifiche. motogp.com ha raggiunto Mike Webb, Race Director del Campionato del Mondo MotoGP™, per far luce sulla questione.

Quest’anno in pista, durante gli ultimi minuti delle sessioni di prove libere e in taluni casi anche di quelle qualifiche ufficiali, si è assistito a un fenomeno piuttosto insolito: "la sindrome d'attesa".

In crescita esponenziale in tutte le tre classi del Campionato del Mondo, è in particolare nella categoria cadetta della Moto3 (viste le specifiche proprie dei prototipi da 250cc) che ha trovato la sua manifestazione più accentuata, fino a diventare pericolosa.

E il tutto nonostante le riunioni organizzate per sensibilizzare i piloti sulla questione e gli avvertimenti della Safety Commission. La penalizzazione dei punti sulla patente non è stata finora sufficiente a impedire quel che si è visto, ad esempio, nel corso dell’ultimo appuntamento a Sepang.

Il prossimo giovedì pomeriggio infatti, che precede il weekend dell’ultimo appuntamento stagionale di scena al circuito Ricardo Tormo di Valencia, la Direzione Gara ha già indetto un Briefing con i piloti, la cui presenza è (tra l’altro) obbligatoria.

E' lo stesso Mike Webb, Race Director del Campionato del Mondo MotoGP™ ad affermare: "E’ una questione di sicurezza. È possibile infatti che uno o più piloti che sono nel loro giro lanciato si ritrovino davanti uno più lento: il primo pilota lo vede e magari riesce a evitarlo, ma il problema è dell’altro che sopraggiunge e che non può vederlo, se non quando è troppo tardi. In alcuni casi i piloti aspettano perché vogliono solo pista libera per lanciarsi. Ma ultimamente si vedono sempre più piloti che rallentano e aspettano un pilota più veloce per accordarsi e sfruttarne la scia."

Seguire una scia non è un crimine: si è sempre visto e un giorno o l'altro tutti i piloti ne hanno avuto o ne avranno bisogno. Il punto dunque è saperlo fare senza disturbare e, soprattutto, senza mettere in pericolo coloro che seguono.

"Fino ad ora ho sempre detto i piloti che andare lenti è consentito, a condizione che siano fuori dalla traiettoria e non disturbino gli altri piloti. Purtroppo però adesso oltre la metà dei concorrenti della Moto3 procede lenta in diversi momenti: di conseguenza non lascia spazio a un pilota nel suo giro veloce, rappresentando un limite per la sicurezza."

"Pertanto, i piloti che andranno lenti, guardando dietro e in attesa di un scia, verranno considerati 'guida irresponsabile e pericolosa', indipendentemente dal fatto che pensano di non disturbare nessuno. Andremo a penalizzare questo comportamento a nostra discrezione, intervenendo nella modifica dei regolamenti".

La norma in questione è la 1.21.2 dell’attuale regolamento, in cui si parla di "responsible manner", concetto molto delicato e che necessariamente dovrà esser definito e inquadrato: in pratica, ogni pilota colto a procedere a velocità ridotta in qualifica senza validi motivi (es: problemi tecnici) sarà convocato dalla Direzione Gara e penalizzato, oltre con la sanzione attuale dei punti sulla patente, anche di una fila sulla griglia di partenza rispetto al tempo ottenuto.

Tags:
MotoGP, 2014

Altri aggiornamenti cui potresti esser interessato ›