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Didier de Radiguès: “Ci sono voluti 32 anni!”

Didier de Radiguès: “Ci sono voluti 32 anni!”

L’ultimo vincitore belga a partecipare al Campionato del Mondo parla del suo successore Simeon e del suo primo successo al Sachsenring.

Dal 1980 al 1991, anni in cui Didier De Radigues ha partecipato al Campionato del Mondo, ha vinto quattro Gran Premi. Ottenne il primo posto in Belgio nel 1983 con una 250cc a Spa-Francorchamps ed è stato il secondo belga ad imporsi durante una gara del Mondiale.

È poi diventato commentare della MotoGP™ per la televisione belga e dopo 32 anni dalla sua ultima vittoria, De Radigues ha visto il suo erede e connazionale Xavier Simeon ottenere un’importante vittoria in Moto2™ durante il Gran Premio di Germania. Una giornata indimenticabile per il venticinquenne e per la storia del motociclismo belga.

Didier, la gara del Sachsenring è stato un grande giorno per lei e per Xavier: è la prima vittoria di Simeon in un Grand Premio e adesso il Belgio si trova ad avere un terzo vincitore dopo di lei e di Julien van Zeebroeck. Che valutazione darebbe sulla Moto2™, sulla carriera di Simeon e di come ha battuto Zarco?

Innanzitutto è un gran giorno per Xavier come per me. Non c’è niente di meglio che essere battuti dal proprio prediletto. Seguo Xavier da molti anni e aspettavo questa vittoria da tempo e finalmente al Gran Premio di Germania ha potuto esprimere al massimo il suo talento. Simeon ha vissuto stagioni complicate, di forti pressioni. Non è facile per un belga battersi a livello mondiale, ci sono delle difficoltà legate ai problemi di budget e anche se non si danno a vedere, si vivono forti tensioni. Lui questa situazione l’ha vissuta molte volte negli ultimi anni.

Aveva iniziato bene la stagione poi, per diverse ragioni ha avuto un calo: un po’ di sfortuna, delle incomprensioni e la pressione è tornata influenzando i suoi risultati. Dopo qualche gara abbiamo deciso di non cercare più affannosamente dei risultati troppo ambiziosi ma piuttosto di concentrarci per rientrare nella Top 6. È questo quello che ha fatto qui in Germania: ha ritrovato fiducia.

L’esperienza gli ha permesso di partire dalla prima fila poi, la gara non è stata facile. È rimasto in contatto con Zarco e con Morbidelli, entrambi veloci, e solo alla fine è andato a cercare Zarco durante gli ultimi giri.

In passato Xavier aveva già dimostrato di essere veloce al Sachsenring, ad esempio con la pole del 2013. Si aspettava che la sua prima vittoria arrivasse su questo circuito?

Assolutamente, per questo ci eravamo concentrati molto sul Sachsenring. Andare così veloce è complicato soprattutto in Moto2. Si comincia dalle prove libere e si segue con le qualifiche perché i primi due giorni di un Gran Premio sono indispensabili per trovare fiducia e feeling in gara. È vero che a Xavier piace questo circuito e che si trova bene, ma penso che sia scattato qualcosa in lui, un cambiamento che gli permetterà di finire la stagione da protagonista.

La prima vittoria aumenta la fiducia di un pilota. Pensa che questo primo posto possa servire da trampolino di lancio a Xavier e che cosa si aspetta da lui nella seconda parte di stagione?

Ha avuto molte tensioni negli anni scorsi, anche al Sachsenring. Adesso invece ha una pressione che lo aiuterà a far bene: aveva già fatto un podio ma non è soddisfacente come una vittoria, anche se da sola non basta. Si è reso conto di essere capace di lottare con i migliori in pista, come Johann Zarco, pilota difficile da battere. Comunque lui è arrivato veramente preparato al Gran Premio di Germania e adesso sa che il suo posto è sul podio o al massimo nella Top 6. Ci sono anche momenti complicati ma Xavier li ha già conosciuti e li ha superati diventando più forte.

Tags:
Moto2, 2015, GoPro MOTORRAD GRAND PRIX DEUTSCHLAND, RAC, Xavier Simeon, Federal Oil Gresini Moto2

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