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Breve analisi del GP in Qatar

Breve analisi del GP in Qatar

La gara in Qatar è stata il primo atto della stagione 2016. Breve analisi di quanto è accaduto a Losail nella classe regina.

Il Campionato del Mondo MotoGP™ 2016 saluta il Qatar dopo che nella gara della massima cilindrata si è imposto l’iridato in carica; Jorge Lorenzo, scuderia Movistar Yamaha, sale sul gradino più alto del primo podio stagionale e inizia da dove aveva finito nel 2015: 25 punti in classifica generale che in questo caso rappresentano un ottimo inizio. Dietro di lui buona prova di Andrea Dovizioso del Ducati Team che arriva secondo in una gara pulita e fruttuosa. Terzo è Marc Marquez, Respol Honda, con una moto veloce e stabile.

Il ritorno di Michelin e la tattica

Punto tecnico rilevante della stagione 2016 sono le nuove gomme Michelin, una delle novità dell’anno. Il costruttore francese è il nuovo fornitore unico di penumatici per la classe regina e in Qatar le gomme fanno la differenza permettendo a Jorge Lorenzo non sono di vincere ma anche di segnare nuovi record. La scelta delle mescole si rivela fondamentale per essere i migliori sul Losail International Circuit e il maiorchino 35 minuti prima dell’inizio della corsa sostituisce la sua gomma posteriore media con una a morbida: è la chiave del suo successo. La M1 numero 99 parte dalla pole con lo pneumatico soft sul posteriore e la gomma dura sull’anteriore, il penta iridato è veloce da subito beneficiando inaspettatamente anche di un minor consumo della gomma. Il paragone con i tempo sul giro degli avversari dimostra che Lorenzo ha messo in atto una cavalcata in crescendo e che le Michelin morbide sulla lunga distanza hanno una resa ottimale. Il tempo di 1:54.927s, nuovo record di gara fatto dallo spagnolo su Yamaha, arriva quando mancano solo due giri al termine. Prevendendo una maggior abrasione della gomma sull’asfalto non facile di Losail e tempi più bassi con il passare dei giri il compagno di scuderia e rivale Valentino Rossi parte con gomme dura e media; alla fine non è la combinazione ottimale. Lo stesso discorso può essere fatto per Marquez che sceglie mescole uguali a quelle del Dottore. Le due Ducati ufficiali invece montano gomme morbide sia davanti sia dietro riuscendo a conquistare le posizioni di testa già dalle nelle fasi iniziali; Andrea Iannone cade ma Andrea Dovizioso si posiziona al secondo posto a riprova della tesi che la soft è la scelta migliore. Infine, il nuovo record di gara siglato da Lorenzo batte di 0.226s il precedente crono di rifermento fatto da Casey Stoner nel 2008 con le Bridgestone per un grande inizio di Michelin.

Jorge Lorenzo, Movistar Yamaha

Il Campionato del Mondo MotoGP™ volta pagina ma continua a raccontare la stessa storia. Valencia 2015: vittoria di Lorenzo e quinta iride, Qatar 2016: il maiorchino è primo sulla pista di Losail dopo aver conquistato la sua 62esima pole. In mezzo a queste due date per il numero 99 Yamaha c’è un inverno di duro lavoro sulla nuova M1, sull’elettronica e sulle gomme Michelin con i test IRTA di inizio anno interpretati in cima alla classifica dei tempi. Cambiano le gomme, cambia l’elettronica ma l’essere vincente resta costante di Lorenzo anche quando la gara diventa non propriamente favorevole alle sue caratteristiche: maestro nel staccare gli avversari con la sua guida perfetta. Anche nel 2016 lui e Yamaha sono un binomio da altissima classifica; manca solo una cosa, il rinnovo del contratto tra il team ufficiale di Iwata e il pilota.

Adrea Dovizioso e Andrea Iannone, Ducati Team

Dal Qatar il team Ducati porta a casa non solo 20 punti importanti ma la certezza che la Desmosedici è una moto da vertice. Nelle fasi iniziali del GP sul tracciato di Losail i due piloti della scuderia di Borgo Panigale sono davanti. La potenza del motore desmodromico è spettacolare e la moto italiana è lanciata a punte di 350 km/h sul rettilineo principale della pista qatara. Caratteristica che nelle fasi finali della gara farà mantenere ad Andrea Dovizioso il secondo poso resistendo con la sua cavalleria alla carica della Honda RC213V di Marquez. Inoltre, sullo stesso tratto e durante le libere del sabato Andrea Iannone stabilisce il nuovo record di velocità di punta per una MotoGP™: 351,2 Km/h. Proprio il pilota di Vasto è l’unico rimpianto del primo GP dell’anno per la squadra italiana: il numero 29 cade dopo il contatto con la parte esterna di pista per quello che avrebbe potuto essere un finale diverso. Sul podio va il suo compagno di scuderia che interpreta un’ottima prova di costanza, carattere e precisone. Dovizioso è il primo dietro a Lorenzo e l’inizio del Ducati Team conferma le aspettative invernali. Sulla Desmosedici il giorno dopo la prima gara della stagione sale Casey Stoner come collaudatore, preparatore e uomo-marchio; l’australiano è la marcia in più di Ducati quest’anno.

Maverick Viñales, Suzuki Ecstar

Il pilota Suzuki nel GP del Qatar non è tra i primi. Una prestazione media per il portacolori del team Ecstar. A Losail la sorpresa dei test invernali interpreta delle libere molto buone, delle qualifiche ottime e in gara parte dalla prima fila. Il 2016 del pilota di Figueres era iniziato a livelli altissimi facendo bene nei test IRTA mentre, il primo atto del Campionato del Mondo MotoGP™, lo vede a circa 15 secondi dalla vetta e staccato di circa 13 secondi da Valentino Rossi, l’ultimo pilota del gruppo di testa. Qualcosa non ha funzionato in casa Suzuki e probabilmente i problemi sono circoscrivibili al singolo GP alla luce del crescendo mostrato fino a sabato e partito da Valencia 2015, gli ultimi test IRTA dell’anno scorso. Mancanza di tenuta, un settaggio non ottimale del nuovo cambio totalmente ad innesti continui? È ancora presto per dirlo. 10 punti per il pilota catalano su 25 a disposizioni sono comunque un motivo per essere ottimisti.

Marc Marquez, Repsol Honda

Il talento di Cervera in forza a Repsol Honda conquista il gradino più basso del podio a Losail. Da una pista dove ha sempre faticato, la Honda HRC cambia passo dopo i molti problemi di motore, elettronica e telaio che hanno afflitto la RC213V all’inizio del 2016 e per tutto l’anno scorso. La moto sembra definitivamente domata e domabile, nelle mani di Marquez è un’arma che gli avversari di vertice devono temere.

Alvaro Bautista e Stafan Bradl, Aprilia Racing

Il nuovo prototipo della casa di Noale fa il suo debutto in gara. La moto interamente concepita in Veneto e già presentata proprio in Qatar prima degli ultimi test precampionato debutta in MotoGP™. La colorazione richiama le vittorie del passato che sono l’obiettivo sul lungo periodo che Aprilia, oggi nell’orbita Piaggio, vuole ottenere. Si parte con il tredicesimo posto di Alvaro Bautista e l’uscita di scena anticipata di Stefan Bradl che cade alla curva 13. Tre punti in classifica e la terz’ultima posizione rappresentano un passo storico, il primo. In Argentina il secondo.

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MotoGP, 2016, COMMERCIAL BANK GRAND PRIX OF QATAR

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