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Breve analisi del GP in Texas

Breve analisi del GP in Texas

Il GP delle Americhe si è equamente diviso tra conferme e novità, ecco alcune chiavi di lettura del terzo appuntamento della stagione.

Il COTA ha riservato qualche sorpresa soprattutto per la classe regina del MotoGP™. Un fine settimana caratterizzato dai mutamenti climatici, con le qualifiche del sabato segnate dalla pioggia e con le gare della domenica che si sono svolte sotto il sole. Il difficile tracciato di Austin è stato teatro di 44 cadute, 13 delle quali nella classe regina.

Marc Marquez. Il portacolori HRC è stato il trionfatore degli Stati Uniti. Mette la firma per il quarto anno di fila sul GP ad Austin interpretando una gara praticamente perfetta e una tre giorni senza la minima sbavatura. La MotoGP™ in Texas porta il suo nome e il numero 93 domina dal primo giro delle libere all’ultimo della gara. Il due volte iridato nella massima categoria, al contrario del 2015, parte con il piede giusto e con il passo di corsa. Gli avversari ora inseguono.

Valentino Rossi. L’anno scorso dopo tre turni il Dottore era in testa al mondiale con 66 punti, ora è terzo con 33. Il GP nordamericano del nove volte iridato è un crescendo e, con la prima fila in griglia di partenza, poteva finire molto meglio dell’amaro epilogo che ha avuto. Allo spegnersi del semaforo Rossi è rallentato da un problema meccanico alla frizione e al terzo giro esce fuori dai giochi con una caduta alla curva due. Nel mondiale ora è dietro, insegue il compagno di scuderia e rivale Jorge Lorenzo che lo ha scavalcato al secondo posto.

Jorge Lorenzo. Il campione del mondo in carica interpreta il suo miglior GP delle Americhe da quando è nella classe regina. Con una gara intelligente e pragmatica è secondo in campionato a 45 punti, 21 dietro a Marquez; la sua M1, data per sfavorita sul COTA, resta attualmente la moto con meno problematiche e più equilibrata sulla griglia di partenza. L’anno scorso, dopo tre gare, il maiorchino era quarto con 37 punti e distante di 29 dal suo compagno di box e leader del campionato; terminò la stagione con la vittoria dell’iride. Quest’anno insegue il talento di Cervera con meno distacco, mancano 15 gare e 375 punti utili, come andrà a finire?

Ducati Team. Andrea Dovizioso, afflitto dalla mala sorte, ha iniziato il 2016 molto peggio rispetto all’anno scorso. Il numero 4 si trova ad inseguire un nutrito gruppo di piloti con 37 punti in meno rispetto al 2015 quando, al terzo appuntamento della stagione, si trovava saldo al secondo posto iridato. Sul suo ritardo attuale pesano come macigni le due cadute della settimana americana. Il suo compagno di scuderia, Andrea Iannone, negli Stati Uniti ha raddrizzato un inizio di stagione lontano dalle belle aspettative del precampionato. In Texas arriva a podio e guadagna 16 punti, i primi. Adesso la risalita dall’undicesima posizione mondiale diventa un obiettivo fondamentale.

Scuderie satellite. Scott Redding, Octo Pramac Yakhnich, è il primo pilota non ufficiale a tagliare il traguardo del GP ad Austin, sesto con 10 punti che fortificano la sua dodicesima posizione iridata. I più grandi miglioramenti rispetto al 2015 tra i piloti satellite però sono stati fatti però da Eugene Laverty del team Aspar; il nord irlandese ora è nono in campionato ma rispetto all’anno scorso il suo inizio di stagione è nettamente migliore: dopo tre turni il pilota Ducati aveva conquistato zero punti e a fine stagione ne fece nove. In questo 2016 è attualmente il secondo pilota con più crescita rispetto allo scorso inizio campionato, primo di questa classifica è Marquez. Tra i team satellite ad impressionare è stato anche Hector Barbera, che rispetto al 2015 ha segnato 17 punti in più con la stessa moto, la GP 14.2. Il cambio di gomme e di elettronica hanno sicuramente apportato dei benefici al pilota Avintia Racing.   

Caduta tra le cadute. Chi non può sorridere è Cal Crutchlow, portacolori LCR Honda. Il britannico, unico uomo della scuderia, ha fatto dall’inizio dell’anno zero punti e non è mai arrivato al traguardo. In Qatar, in Argentina e in Texas il numero 35 ha sempre terminato anzitempo le sue prove finendo nella ghiaia, quasi una beffa dopo aver convinto nelle libere e acceso la speranza nelle qualifiche dei tre GP, interpretate ad alto livello. Rispetto al 2015 Crutchlow è in ritardo di 34 punti e l’anno scorso nelle prime tre gare della stagione non solo è riuscito ad entrare nelle migliori dieci posizioni ma in Argentina arrivò anche terzo. Ma una considerazione però deve servire per contestualizzare la partenza grigia dell’inglese: la Honda e tutti i suoi piloti, ad eccezione di Marquez, sono quelli che in questo inizio 2016 stanno accusando di più le modifiche al regolamento, il cambio di gomme e la nuova elettronica unica.

Tags:
MotoGP, 2016, RED BULL GRAND PRIX OF THE AMERICAS, RAC, Eugene Laverty, Jorge Lorenzo, Andrea Dovizioso, Valentino Rossi, Marc Marquez

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