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17 giorni fa
By motogp.com

GP d’ Italia, l’analisi

Al Mugello vince Lorenzo imponendosi su Marquez, Rossi è messo fuori gara da un guasto tecnico e Iannone sale sul podio. Le chiavi di lettura del GP d’ Italia.

Si abbassa il sipario sul Mugello con una vittoria spagnola. Jorge Lorenzo sale sul gradino più alto del podio dopo un emozionate testa a testa con Marc Marquez. La sfida diventa a due come conseguenza dell’esclusione di Valentino Rossi che si ritira in seguito ad un guasto tecnico, la delusione dei migliaia di fan arrivati sulla pista toscana è grande. L’altra parte d’ Italia, quella rossa Ducati, si consola con Andrea Iannone che va a podio dopo il primato nelle libere.

MotoGP™

Jorge Lorenzo, Movistar Yamaha. Partendo dalla seconda fila in griglia di partenza il maiorchino è artefice di una grande gara. Durante le libere e le qualifiche sembra distante dalle prime posizione ma lavora sulla moto e risolve l’equazione. Non c’è tempo però, il suo avvio è dalla quinta piazza dopo la preoccupante rottura del motore nel warm up. È autore di una partenza di fuoco e guadagna subito il primo posto. Con Valentino fuori corsa a causa del suo stesso problema alla mattina, il numero 99 prova l’allungo ma non tiene conto dell’arrembante Marquez che lo bracca e lo costringe al corpo a corpo finale. Ha la meglio di motore, di convinzione e d’esperienza: a caldo ricorderà una finale di gara simile vissuto in 250cc. Lorenzo rafforza il suo primato in campionato e a sette GP dall’inizio stagione la sfida per la vetta iridata è tutta con il connazionale.

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Epico duello sotto il sole italiano

Marc Marquez, Repsol Honda. Se la gara è l’unica cosa che conta il talento dell’alta Catalogna è il migliore a giocarsi tutto quando serve. La sua RC213V ha un deficit di potenza rispetto alle altre moto ma Marquez riesce ad inseguire e a tratti avere la meglio su Lorenzo e la sua Yamaha, al di là degli inconvenienti meccanici, la moto più completa. Il numero 93 HRC non fa errori, sceglie la giusta tattica e dopo l’avvio dalla sesta casella in griglia studia l’avversario provando a batterlo nell’ultimo giro. Calcola e ci prova, ma perde contro la maggior esperienza di Lorenzo e la migliore spinta in rettilineo della moto di Iwata.

Valentino Rossi, Movistar Yamaha. Era il più atteso e non ha deluso nonostante il finale amaro. Fino a che è rimasto in pista ha dato l’impressione di poter lottare ad armi pari con Lorenzo ed essere più veloce di Marquez. Avrebbe potuto essere il GP perfetto, il secondo dopo Jerez. Ancora di più perché migliaia di tifosi erano arrivati al Mugello solo per lui. Non li delude, parte dalla pole position e mette pressione al numero 99 ad ogni frenata alla San Donato aprendo la traiettoria in staccata e mostrando l’anteriore al leader di gara ma dopo 15 tornate è abbandonato dalla sua moto. A quanto pare le due M1 ufficiali hanno avuto lo stesso problema, quella numero 99 durante il warm up e la numero 46 in gara che purtroppo per Valentino significa zero punti. Al settimo GP della stagione la classifica pesa, ‘The Doctor’ è terzo a 78 lunghezze iridate, 37 in meno di Lorenzo.

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Rossi è fuori, la sua M1 lo abbandona

Andrea Iannone, Ducati Team. È la consolazione del pubblico di casa non di fede rossista. Il pilota del Team sale sul podio insieme ai due spagnoli e porta a Borgo Panigale punti importanti. Ma non basta, e quello che è solo un podio avrebbe potuto essere ben altro se si pensa al fine settimana di dominio nelle libere e alla partenza dalla prima fila. Al Mugello il pilota di Vasto sigla anche il nuovo record di velocità di punta sfrecciando con la sua DesmosediciGP a 354,9 km/h.

Maverick Viñales, team Suzuki Ecstar. Le belle qualifiche, il primato nel warm up e la prima fila in griglia di partenza sono vanificate dall’elettronica impazzata della sua GSX-RR. Allo spegnersi del semaforo il numero 25 scatta dalla seconda casella. Prima, seconda, terza marcia inserite e il limitatore di velocità che si attiva quando entra la quarta. Un brusco arresto e la perdita di potenza, Viñales è risucchiato dal gruppo. Poi recupera ma le gomme usurate dalla sforzo della rimonta lo rilegheranno al sesto posto finale. Il prossimo appuntamento è il suo GP di casa, la bravura è fuori discussione e la moto ha dimostrato di essere da prime posizione. Montmelό lo aspetta.

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#ItalianGP: Gara MotoGP™

Moto2™

Lorenzo Baldassarri, Forward Racing. Il portacolori della scuderia di Giovanni Cuzari è secondo nella gara italiana dietro al vincitore Johann Zarco. La prova della classe intermedia è divisa in due atti a causa dello stop imposto con bandiera rossa e successiva ripartenza; fasi queste intervallate da una concitata organizzazione di alcuni penalty inflitti a ben otto piloti che iniziano la seconda gara dal fondo della classifica. Baldassarri non è tra questi e riparte dalla prima fila. Il GP al Mugello, parte due, si risolve in soli 10 giri nei quali il francese del team Ajo Motorsport è sfidato in campo aperto dal pilota italiano. I due danno vita ad un emozionate duello Kalex contro Kalex sorpassandosi in continuazione. Baldassarri sembra avere qualche cose in più ma Zarco è bravo a chiudere le traiettorie e a fare suo il GP, il più emozionate fino ad ora.

Moto3™

Fabio Di Giannantonio, Team Gresini Moto3. Nella conferma di Brad Binder, pilota Red Bull KTM e vincitore al Mugello, il romano è la sorpresa. Sin dalle prime libere 'Diggia' è tra i piloti più veloci e conferma il suo ottimo stato di forma nella la lotta senza esclusione di colpi della gara. Sgomita, prede la prima posizione, torna ad inseguire e mette la sua Honda in piazza d' onore. 17 anni, alla sua nona gara in Moto3™, i primi 20 punti dell'anno e soprattutto il suo primo podio. Lo rivedremo presto.

Romano Fenati, SKY Team VR46. Come per il suo maestro di Academy il GP di casa è amaro per l'ascolano. Dopo la pole in qualifica Fenati era tra gli attesi della domenica al Mugello. Il semaforo si spegne ed è tra i protagonisti della bagarre in cima al gruppo. Purtroppo la rottura della catena lo esclude dal duello finale e dalla conquista di preziosi punti in campionato. Rimane terzo ma con zero lunghezze al sesto GP della stagione rallenta il suo inseguimento al primo posto.

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