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6 giorni fa
By motogp.com

L’analisi del GP d’Austria

La Ducati vince in Stiria, Iannone e Dovizioso fanno 1-2 e il risultato è storico. Rossi quarto e Lorenzo in ripresa. Per Marquez 11 punti.

Il GP d’Austria, decimo appuntamento stagionale e primo dopo la pausa estiva, è teatro del dominio Ducati con Andrea Iannone che scrive la storia della Casa italiana. Rossi è quarto e artefice di una buona gara che si conclude dietro al compagno di box Jorge Lorenzo, a podio e in ripresa. Il leader della calasse regina, Marc Marquez, lotta contro i postumi di una caduta e accumula punti iridati importanti.

“Sono veramente contento, è una soddisfazione enorme!” Sono le parole del dopo vittoria di Luigi Dall’Igna, direttore generale della scuderia di Borgo Panigale. “Voglio ringraziare di cuore tutti i ragazzi di Ducati Corse che in questi anni hanno fatto un lavoro incredibile e spero che questo fantastico risultato li ripaghi di tutti i loro sforzi. Vorrei potere averli qua con noi adesso per festeggiare insieme questa doppietta e abbracciarli tutti quanti. Grazie veramente di cuore!”

Andrea Iannone, Ducati Team. È l’uomo del trionfo sul Red Bull Ring ed entra nella storia Ducati riportando a Borgo Panigale quella vittoria attesa sei anni e rincorsa per diverse stagioni. Iannone succede a Casey Stoner, ultimo ducatista sul gradino più alto del podio e oggi tester della Casa presente a Spielberg. Il pilota di Vasto è il migliore in gara e in tutto il fine settimana dopo aver dimostrato grande competitività nei test di fine luglio sulla stessa pista stiriana. Iannone scommette e vince una gara perfetta; punta sulla mescola morbida che si rivela la chiave del successo perfettamente cosciente che la sua DesmosediciGP è la moto da inseguire sui rettilinei e le staccate di Zeltweg. Per The Maniac una grande soddisfazione, quasi uno sfogo, dopo alcune gare nelle quali ha inseguito invano la sua prima vittoria nella massima cilindrata. Tutto perfetto o quasi, l’anno prossimo Iannone non vestirà più i colori del Team e nella parte d’Italia non rossista, quella che tifa per Ducati, la sua vittoria è coperta da un’ombra di malinconia. Ma le soddisfazioni sono grandi come ad esempio l' essere diventato il miglior ducatista della classe regina al sesto posto iridato con l’alta classifica ad un passo.

Iannone e la gomma vincente

Andrea Dovizioso, Ducati Team. Il numero 4 arriva secondo dietro al compagno di box. Si deve accontentare della piazza d’onore che è memorabile visto l’ultimo 1-2 del Team datato Phillip Island 2007 e, senza nascondere la delusione per le gomme che non hanno dato il massimo, si unisce alle celebrazioni. È protagonista con il collega di un duello d’alta quota nonostante gli avversari le provino tutte per batterli. Il risultato è corale come espresso da Dall’Igna e ‘Desmo Dovi’ che ha vissuto il periodo difficile di un prototipo lontano di rivali nipponici è stato fondamentale nel costruire la vittoria a Spielberg. L’anno prossimo sarà ancora sulla moto italiana ma la stagione attuale non è finita e il romagnolo ha dimostrato una costanza e un impegno che meriterebbero il gradino più alto del podio. Meno otto gare alla fine e un Team vittorioso. La prossima volta potrebbe essere lui a mettere la Ducati davanti a tutti.

Jorge Lorenzo, Movistar Yamaha. È un campione del mondo in carica che torna a sorridere quello visto in Austria. Le nubi scure che hanno avvolto i suoi due passati GP sembrano allontanarsi. Succede tutto nel giro di ventiquattro ore. Le libere del venerdì sembrano preannunciare un altro fine settimana in salita ma dal sabato mattina il maiorchino dimostra un passo da vertice. Parte dalla seconda fila, ha la meglio su Rossi e a tratti è più veloce delle frecce rosse che volano sul Red Bull Ring. Alla fine è terzo e migliore degli avversari iridati, con i dubbi sulla sua condizione rispediti al mittente. Resta saldo al secondo posto iridato in attesa di piste più favorevoli alla sua M1 dove potrebbe risfoderare il ‘martillo’.

Lorenzo: "Il periodo buio si è chiuso"

Valentino Rossi, Movistar Yamaha. Il Dottore interpreta una buona gara con le migliori sensazioni. È protagonista di ottime qualifiche con un giro magistrale, la classica magia tirata fuori da un cilindro che sembra infinito, e guadagna la prima fila mettendo la sua M1 tra le due Ducati. In tanti credevano in una sua vittoria che sarebbe stata l’ennesima impresa ma la predizione si arrende all’evidenza di una netta superiorità desmodromica. Gira sullo stesso passo di Lorenzo per quasi tutta la gara e insieme inseguono gli uomini del Team, una leggera sbavatura gli fa perdere metri subito recuperati ma alla fine il rivale di scuderia è più forte. Sono tredici punti in campionato, va bene cosi.

Marquez vince il dolore e mantiene la vetta iridata

Marc Marquez, Repsol Honda. Il leader della classe non era tra i favoriti e paga da subito la minor conoscenza della pista rispetto agli avversari presenti nei test di fine luglio a Spielberg contrariamente al box HRC. Nonostante questo si dimostra da prime posizioni ma cade nella FP3 rischiando la rottura della spalla destra. I postumi segneranno il suo GP. Parte al centro della seconda fila e prova da subito ad essere aggressivo, alla prima staccata allarga e mette alle corde Lorenzo ma il ritmo degli avversari trainati dalle Ducati è troppo alto e presto il dolore fisico e il passo più lento della sua RC213V lo rilegheranno in quinta posizione, sarà quella finale. Sono 11 punti e per il ‘nuovo Marquez’ è un buon risultato; con 43 punti in più di Lorenzo è sempre il migliore della classe regina.

La caduta di Marquez da tutte le prospettive

Moto2™

Nella gara della classe intermedia Johann Zarco si conferma il più forte. Il pilota Ajo Motorsport vince il secondo GP di fila e guarda dalla prima piazza iridata gli inseguitori. Secondo posto spettacolare di Franco Morbidelli, Estrella Galicia 0,0, che è protagonista di una spettacolare prova a Spielberg. Il romano scatta dalla seconda casella in griglia di partenza e si mette davanti a tutti dominando gran parte di gara. Cede solo al migliore Zarco ma i 20 punti conquistati sotto la bandiera a scacchi gli fanno compiere un deciso passo in avanti in classifica iridata dove ora è sesto ma in corsa per l’ingresso nelle prime cinque posizioni. Un bel risultato e una bella conferma per il miglior italiano della categoria.

Moto3™

La classe leggera è agrodolce per l’Italia, se da un lato c’è da essere contenti per il secondo posto di Enea Bastianini, Gresini Racing, dall’altra non si può non pensare all’uscita di scena di Romano Fenati, il miglior pilota tricolore della classe, non presente alla gara di Spielberg e punito dalla sua scuderia per motivi disciplinari. Un’esclusione che pesa perché Fenati non ha potuto difendere il suo terzo posto iridato e non è assolutamente certo il suo rientro per il prossimo GP in Repubblica Ceca.

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