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22 giorni fa
By motogp.com

GP della Repubblica Ceca, l'analisi

A Brno piove ed è lotteria, Crutchlow scommette sulle gomme e rimonta, è una vittoria storica. il punto sull'undicesima prova stagionale.

Al GP della Repubblica Ceca Cal Crutchlow taglia per primo il traguardo con un recupero spettacolare. L’Union Jack sventola sul gradino più alto del podio dopo 35 anni. Marquez si conferma al vertice della classifica iridata e Rossi strappa la seconda piazza in campionato ad un Lorenzo in crisi. Iannone insegue la vittoria ma è costretto dalle gomme consumate agli straordinari ed è ottavo. Avintia Racing fa doppietta nei miglior cinque.

Cal Crutchlow, LCR Honda. Diventare padre e vincere la prima gara in carriera nella massima cilindrata generano grandissime emozioni e il britannico del team satellite di Minato le prova entrambe nel giro di poco più di due settimane. Crutchlow si impone nella gara a Brno dopo una rimonta incredibile che diventa mitica con la vittoria e il primo posto di un pilota inglese nella massima cilindrata dopo 35 anni. Era il 1981 e Barry Steven Frank Sheene, o meglio noto come Barry Sheene, vinse il GP di Svezia. Il corridore della scuderia di Lucio Cecchinello sceglie gomme da bagnato a mescola dura per una gara che inizia su una pista coperta da pozze d’acqua ma che si asciuga con il passare delle tornate. Crutchlow scatta dalla decima posizione in griglia di partenza, perde terreno ma inizia un recupero grandioso. Gli avversari sono poco più che coni in movimento sui veloci curvoni del circuito di Masaryk e il numero 35 sbrana l'asfalto e, volando sul bagnato, conquista la vetta della corsa con una prestazione indubbiamente da fuoriclasse. L’impegno del suo box è straordinario e Cal non manca di ringraziare. È il terzo vincitore inaspettato della stagione; dopo l’inizio difficile e il secondo posto al Sachsenring, è nella storia del motociclismo britannico.

Cecchinello: “Gli ultimi dieci giri non finivano più”

Valentino Rossi, Movistar Yamaha. La gara ceca è complicata e imprevedibile ma il Dottore conquista un grande risultato; è ancora sul podio dopo il GP di Catalogna e si affida alla Michelin e alle sue doti fuori dal comune per raggiungere una posizione che lo proietta al secondo posto in campionato. Sceglie la mescola dura da bagnato sul posteriore ma morbida sull’anteriore, con il compagno di box scivola in fondo al gruppo e, come ammette a fine gare, pensa che la giornata possa coincidere con un altro GP difficile. Ma prede confidenza con le prestazioni delle gomme e del doppio tipo di mescola che alla fine raggiunge un equilibrio azzeccato tra durata e prestazioni; guida magicamente e recupera mettendosi davanti a Marquez e in campionato al rivale di scuderia, ora il margine tra lui secondo e Lorenzo è di sei punti. Meglio di così, impossibile.

Marc Marquez, Repsol Honda. In condizioni di asciutto è costretto a fare numeri per stare davanti alla M1 di Jorge Lorenzo e in qualifica firma la pole, la 63esima, abbattendo il record sul giro. Scatta davanti a tutti ma la gara è sul bagnato e il leader della classifica iridata non riesca a tenere il passo indiavolato delle Ducati nonostante la scelta di gomme soft. Viene fuori sulla distanza mantenendo un ritmo costante senza mandare in crisi le mescole e guadagna l’ultimo gradino del podio dietro a Rossi e a Crutchlow. È sempre più il migliore della classe e il suo vantaggio inizia ad essere consistente; dietro di lui il Dottore, ma distante di 53 punti, e un Lorenzo che potrebbe accusare il colpo dopo una gara da incubo. È troppo presto per fare pronostici sul suo terzo titolo in MotoGP™?

Jorge Lorenzo, Movistar Yamaha. Un GP in picchiata quello dell’iridato in carica. Nel venerdì di libere da prova di grande competitività, in qualifica cede solo al giro super di Marquez ma la domenica mattina la sorpresa è amara. Piove, nel pomeriggio la pista è ancora bagnata e la gara prevede il rientro ai box per il cambio di moto. Si spegne il semaforo e presto il numero 99 scompare dalle posizioni di vertice insieme al compagno di squadra. Con il passare dei giri tenta il recupero che lo porta a ridosso delle prime cinque posizioni ma la gomma davanti si danneggia ed è costretto al rientro ai box. Lì la confusione e Lorenzo monta su una M1 con gomme da asciutto. Torna in fondo al gruppo e vi rimane anche a causa della seconda e ravvicinata sosta ai box per risalire sul prototipo con pneumatici da bagnato. Alla fine è ultimo, doppiato e ora terzo in classifica.

Andrea Iannone e Andrea Dovizioso, Ducati Team. Le gomme sono state fondamentali per il risultato in Moravia e il GP del pilota di Vasto lo dimostra, in negativo. La scelta del numero 29 è per la mescola morbida da bagnato e, dopo la partenza dalla prima fila, è velocissimo. The Maniac comanda la corsa per 15 giri e si prepara a raggiungere il secondo successo consecutivo in sette giorni. Iannone dimostra competitività, precisione e una grande fame di vittoria ma si deve arrendere quando le sue Michelin lo abbandonano ed eccessivamente consumate lo fanno scendere all’ottavo posto. Nel tentativo di non perdere posizioni, Iannone fa l’equilibrista con la gomma anteriore sfaldata e porta la moto ai box praticamente solo sulle tele ma con la certezza che lui e Ducati sono tra i migliori. Andrea Dovizioso parte dalla terza fila e da subito è nel trio di testa, comanda la gara anche per diversi passaggi ma ben presto anche per lui il deterioramento anomalo dell’anteriore lo separa dal miglior risultato, rientra i box per il cambio di moto ma poi è ritiro. Un'altra prova che avrebbe potuto essere ben diversa per il numero 4 del Team.

Loris Baz ed Hector Barbera, Avintia Racing. Un grade risultato per il team spagnolo. I suoi due corridori partono da tattiche diverse ma alla fine entrano insieme nelle prime cinque posizioni, Baz è quarto dopo una bella rimonta e Barbera, autore di ottime qualifiche, risparmia le gomme soft, tiene duro ed quinto.

 

Altre classi.

In Moto3™ vince John McPhee su Peugeot. Da registrare c’è la finitura a zero punti, la prima della stagione, per Brad Binder. Il leader della classe e pilota Red Bull KTM Ajo cade quando era al comando della gara mentre a podio, sul gradino più basso, sale Fabio Di Giannantonio. Per il portacolori Gresini è il terzo arrivo nelle posizioni che contano in questa stagionale. In Moto2™ Jonas Folger porta il team, la Dynavolt GP per la prima volta al successo nel GP dove il leader iridato Joan Zarco, Ajo Motorsport, stecca e arriva undicesimo. Appena giù dal podio e autore di una prova di sostanza Mattia Pasini, Italtrans Racing Team, che dopo la partenza dalla sesta fila recupera e nel finale lotta per un risultato poco distante dai migliori.

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